Aiello Sanremo 2021: il debutto sul palco dell’Ariston con il brano “Ora”

Aiello Sanremo 2021: il cantautore debutta sul palco dell’Ariston con il brano “Ora” e il prossimo 12 marzo pubblicherà il suo nuovo album.

Aiello Sanremo 2021 – Si scaldano i motori per il Festival di Sanremo: la 71esima edizione della manifestazione canora più celebre d’Italia è alle porte e prenderà il via il 2 marzo. Tra i ventisei big Aiello, cantautore calabrese in procinto di pubblicare il suo secondo album, che ha raccontato durante una conferenza stampa come si approccia alla sua nuova avventura sanremese e il suo disco in uscita.

Un progetto a cui tiene particolarmente: “E’ per me un’opportunità per confermarmi, un lavoro di onestà e trasparenza, senza tradirmi, che vuole esplorare il mio modo di vivere la musica”.

Trentacinquenne, nato a Cosenza il 26 luglio del 1985, ma romano d’adozione da quando aveva quattordici anni, ha studiato pianoforte e violino, e un legame profondo con la sua terra d’origine che gli ha dato la voce, spesso però raccontata in negativo. “Aspra ma bella e generosa, dove le persone sono accoglienti e generose”.

Amante di Milano, rifiuta il dualismo antico tra Nord e Sud, per lui: “Ormai superato. “Meridionale” è il titolo del disco, ed è come per ovvie ragioni mi hanno definito da sempre ma per me non è mai stata un’offesa, piuttosto un valore aggiunto. Questa dicotomia per me non è mai esistita, e il disco è un tentativo per dare messaggio importante in questa direzione di superamento di questo concetto obsoleto”.

Da convinto amante della mescolanza di suoni e generi musicali per il disco ha creato un pop dai colori diversi, che mescola ‘r’n’b, flamenco, e sonorità street e urban. Afferma: “Meridionale è un lavoro naturale, non artificioso, uno studio delle mie origini che riflette sulle colonizzazioni, per rispettare quel percorso culturale di contaminazione e raccontarlo nella musica, denso di generi ed influenze diverse”. E dove, dopo l’onore della presenza di Tormento dell’anno scorso, un vero gigante scena rap italiana, c’è il tocco speciale di Lorenza in arte Sum, cantante della scena r’n’b napoletana: “Una vera chicca, una perla che desideravo da quando l’ho scoperta in una playlist e l’estate scorsa l’ho incontrata la Giffoni. Sum è una ragazza stra talentuosa, io sono un fan di Napoli, Campania e Calabria sono legate da sempre da un filo conduttore. Volevo uno spaccato napoletano nel disco, ed è una magia che si concretizza. E’ stato un incontro di sinergie, anche se abbiamo lavorato a distanza, c’è tanto cuore ed emozione. E’ la mia scommessa del disco, al posto del nome gigante per il feat. ho voluto un nome enorme per qualità ma ancora in fase di fioritura. Volevo Napoli, una donna, brava, cool: per me questo insieme di elementi risulta di una potenza inarrestabile”.

Il tema? Quello classico, dell’amore, che si tinge di storie nuove. E per le produzioni, tra suoni caldi, synth e chitarra, il tocco è di Brail, – che accompagna in un viaggio attraverso la musica andalusa e greca – Alessandro Forte e Mace – che insieme hanno prodotto il brano di Sanremo, un mix tra pop, classic e urban. Mace è nome sulla bocca di tutti per il suo album “Obe” appena uscito, già pietra miliare, un viaggio onirico nel rap italiano, con un meritatissimo riconoscimento del pubblico dopo una militanza di anni nella scena musicale rap, hip hop, dance ed elettronica. Dice in proposito il cantautore: “Sono molto orgoglioso e felice per lui, averlo scelto prima dell’exploit che sta vivendo mi ha confermato l’intuizione giusta”.

Tanta carnalità e passione quindi, per Aiello un modo di vedere e vivere, arricchendo la sua musica con spunti sensazionali, di vibrazioni. Un discorso legato alle immagini ma anche orizzonti di live, sempre vissuti e assaporati, per una musica tra “lacrime e sudore, schiaffi e abbracci”.

Tre canzoni rappresentano altrettanti focus: “Farfalle”, il primo pezzo del disco dopo l’intro, nato da un’esigenza emotiva quando si è trovato davanti alla tastiera e un quadro con farfalle di un viaggio alle Filippine tempo fa è diventato stimolo per scrivere la canzone. Un brano che nasce dall’esigenza di dare subito una scossa ed entrando nel pieno dell’album a gamba tesa, in un viaggio sonoro più forte, per poi il ritornello dal cuore più morbido.

La seconda “Scomposto”, la ballad per eccellenza del disco, un vero manifesto della sua persona e come si sente. Racconta: “Mi sento da sempre così, da sempre ho familiarizzato con il concetto di diversità, mai vissuto come un’offesa. E’ come vivo tutto, senza schemi. Sono per il flusso, per il rispetto del gusto e delle opinioni degli altri, sono per raccontare in modo fluido le mie visioni, spesso scomposte. La terza canzone infine rappresenta tutto quello che in un live significa ballare “Una delle cose che mi mancano di più in questo periodo, spero questo possa avvenire quanto prima. A disco fuori sarebbe bello che qualcuno ballasse immaginando di essere in un club di Berlino, la musica clubbing mi fa volare, e nel disco ho provato a mescolarla con il pop”.

Tra le dieci tracce, oltre al brano sanremese, una serie di successi: i singoli “Vienimi (a ballare)”, certificato disco d’oro, e “Che canzone siamo” e i suoi successi più acclamati, come “Arsenico” – disco di platino – e “La mia ultima storia” – disco d’oro.

A Sanremo canta “Ora”, con un sottofondo di malinconia, affrontando il passato che è tornato a bussare. Un pezzo nato non appositamente per Sanremo ma nel primo lockdown: “In un momento ricco di riflessioni, invece di dare come facciamo a tutti la colpa agli altri per le sofferenze, ho ammesso a me stesso che stronzo sono stato io”. Un brano quindi che parla di sesso “Un sesso speciale, ibuprofene, a cui ciascuno può dare la propria interpretazione. Liberatorio, tossico, o anche curativo”.

E come vive questa esperienza, in sostanza uno dei suoi primi live? “Sono da sempre fan come spettatore, è una manifestazione vissuta da tutti come classica, forse a volte anche quasi un po’ peso. Però è seguitissima perchè comunque è l’evento più grande in Italia da sempre a livello culturale e musicale. Non ho mai pensato sia una tappa obbligatoria per la carriera di un artista, anzi non ci pensavo fino a qualche mese fa”.

Una partecipazione che arriva dopo il passato rifiuto per le nuove proposte. “Ci ero rimasto male, ma senza rancore. Oggi ci arrivo più sicuro e più maturo, un poco più pronto, anche se una scena del genere fa tremare le gambe a tutti. Partecipo in quanto poi tutti siamo diventati vittima di momento molto duro ed è evidente che Sanremo sia un grande palco per fare sentire la propria musica live”.

Il pezzo non è scontato, l’ha realizzato ben consapevole che sia rivolto ad un palcoscenico dal pubblico largo per gusti, sesso e cultura, ma allo stesso tempo non voleva tradire la sua visione di musica: “Amadeus ha fatto un lavoro straordinario, ha allargato ai generi l’accesso alla manifestazione. Penso ci sia un cast molto cool, contemporaneo, giovane. Per me è un grande onore, ho voluto rispettare l’opportunità su questo palco mescolando pop, classic e urban, provando a essere veraci, spontanei, forti, stronzi nei suoni ma larghi negli abbracci che diventano molto stretti. Suonare con l’orchestra è un privilegio incredibile, un’emozione indefinibile, anche per chi come me fa un new pop, è una grandissima opportunità potermi esibire con cinquanta elementi, è il regalo più grande. il secondo, arrivare a più persone possibili, che è il motivo per cui sono li. Il terzo regalo potrebbero farmelo la vita, cioè tornare a suonare dal vivo”.

E quali sono le speranze in termine di posizione in classifica? “L’ultimo come Vasco Rossi, che poi ha avuto una carriera pazzesca. A me la gara non interessa davvero, ovvio sarei felice di vincere, ma è tutto così grosso e complicato. Quest’anno poi è così bello perchè sono presenti quasi tutti più forti della scena contemporanea: pensare di vincere vuol dire o sentirsela troppo, o sottovalutare gli altri, o crearsi troppe aspettative e poi rischiare di stare male. Sono il più piccolo dei big, e miro a conquistare tutti. Cerco di viverla al meglio, l’obiettivo è farmi conoscere a più persone possibili, e fare concerti con tante persone se arrivo ultimo e ho i concerti pieni, va benissimo così”.

Una passione e un’emotività che presto saranno sul palco dell’Ariston, dopo le prove e la commozione già durante le prove. Lo sweet fact? Mentre si chiudeva il collegamento della conferenza si è sentito “A me viene da piangere”. Aspettiamo di vederlo su quel palco, e forse qualche lacrima di emozione scenderà anche a noi.

credit image by Press Office – photo by Gabriele Gregis