Alberta Ferretti autunno inverno 2026: quando la luce veste la forma
Dopo la sfilata di Dubai, Alberta Ferretti prosegue il racconto dell’autunno inverno 2026 con una presentazione a Palazzo Donizetti a Milano: un’installazione immersiva in cui la luce diventa materia narrativa. In collaborazione con l’artista della luce Nino Alfieri, la scenografia usa vernice fotosensibile e un dialogo tra ombra e radianza che svela gli abiti per gradi; al centro, la sfilata di Dubai è proiettata in una black box con pavimento led prospettico, mentre la sala finale ospita una passerella luminosa che fa apparire le creazioni come sospese, tra presenza e astrazione.
Dopo l’unveiling della collezione autunno inverno 2026 a Dubai, Alberta Ferretti prosegue la narrazione di luce, femminilità ed eleganza sospesa con una presentazione speciale a Milano Moda Donna, negli spazi di Palazzo Donizetti. Se la passerella emiratina aveva restituito un “Portrait of a Lady” contemporaneo attraverso movimento e presenza, Milano sposta il fuoco su un protagonista diverso: la luce stessa.
La luce diventa protagonista e trasforma il modo di vedere gli abiti
A Palazzo Donizetti la luce non è semplice illuminazione: è regia. Gli abiti, esposti su manichini, non si mostrano subito: emergono per gradi grazie a un gioco progressivo di ombre e radianza, come se la forma nascesse dall’interno. L’installazione riflette su un concetto preciso: la luce dà forma alla materia, così come l’intenzione dà senso al vestire. È un modo coerente di parlare di femminilità “di nuance”: non spettacolo, ma rivelazione misurata.
Per questa presentazione Alberta Ferretti collabora con Nino Alfieri, pioniere italiano della light art. Il suo intervento utilizza vernice fotosensibile per costruire una scenografia luminosa che cambia mentre la si attraversa: lo spazio diventa una tela viva, in cui la luce è al tempo stesso mezzo e dispositivo narrativo. L’effetto è museale ma non statico: ciò che si vede sembra accadere, non essere semplicemente esposto.
Al centro dell’installazione, la sfilata di Dubai viene proiettata in una black box. Il pavimento, disegnato con una composizione led in prospettiva, richiama la geometria della passerella emiratina e immerge i visitatori nell’atmosfera originaria, ma riformulata in una dimensione spaziale diversa. Il dialogo tra proiezione e architettura crea un ambiente sospeso: intimo, ma con un respiro ampio.
La sala finale: la passerella led che fa “galleggiare” le creazioni
Il percorso si chiude in una stanza dominata da una passerella luminosa in led: qui compaiono ulteriori creazioni della collezione, come se fossero sospese in un telaio di luce. L’idea di peso si attenua, e i capi sembrano oscillare tra presenza e astrazione. È la traduzione più chiara della poetica della collezione: morbidezza, fluidità e una forma di autorità quieta, che non ha bisogno di alzare il volume.
In questa presentazione, la luce diventa metafora e struttura: disegna la percezione, profila le silhouette, svela le texture. È un’eco diretta della collezione autunno inverno 2026 disegnata da Lorenzo Serafini, dove la femminilità si esprime attraverso sfumature, non attraverso colpi di scena. Coprire diventa una forma di rivelazione; la presenza supera la performance.
credit image by Press Office – photo by Alberta Ferretti













