Baccarat alla Milano Design Week 2026, il cristallo si fa visione tra memoria e futuro
Alla Milano Design Week 2026, Baccarat sceglie di presentarsi non come semplice marchio del lusso, ma come casa di sperimentazione visiva e materica. Con Crystal Crypt, in scena nel cuore di Brera dal 21 al 25 aprile, la maison francese costruisce un racconto immersivo in cui il cristallo diventa soglia tra eredità storica, ricerca formale e immaginario fantascientifico. Accanto all’installazione, emergono tre assi centrali: la collaborazione con Bethan Laura Wood, le nuove interpretazioni dell’icona Harcourt e il valore della Haute Cristallerie come espressione della manifattura Baccarat
Baccarat torna alla Milano Design Week 2026 con il progetto Crystal Crypt in via Marco Formentini 10, nel distretto di Brera, dal 21 al 25 aprile 2026. A firmare il concept è Emmanuelle Luciani, che immagina l’universo Baccarat come una dimensione sospesa, dove arti applicate, scenografia, suono e immagine dialogano dentro una visione compatta e immersiva.
Crystal Crypt: il cristallo come esperienza totale
Il cuore del progetto sta nella volontà di leggere il cristallo non solo come materia preziosa, ma come linguaggio capace di attraversare tempi e registri diversi. Crystal Crypt interpreta infatti l’identità di Baccarat come una materia viva, in cui gesto artigianale, luce e costruzione visiva si fondono in un’esperienza totale. La mostra immagina lo spazio come una sorta di cattedrale galattica, dove la tradizione manifatturiera della maison viene proiettata in una dimensione che guarda al futuro senza perdere il legame con il proprio patrimonio.
Il riferimento al racconto The Crystal Crypt di Philip K. Dick aiuta a definire il tono del progetto: il cristallo diventa un confine mobile tra realtà e finzione, archivio e visione. In questo contesto, le icone Baccarat e le creazioni di Haute Cristallerie non sono semplicemente esposte, ma reinterpretate come presenze sceniche, capaci di raccontare una memoria in trasformazione.
Mille Fleurs: Bethan Laura Wood riscrive il lampadario Zénith
Tra i punti più interessanti dell’intervento milanese c’è Mille Fleurs, collaborazione con la designer britannica Bethan Laura Wood. Il progetto prende come base il lampadario Zénith, uno dei simboli storici di Baccarat, e lo traduce in una composizione modulare che può svilupparsi in orizzontale o in verticale, adattandosi con maggiore libertà agli spazi contemporanei.
La forza del progetto sta nel modo in cui Wood lavora sui codici della maison senza irrigidirli in una semplice operazione di recupero. Bracci ritorti, ottagoni e prismi vengono riletti insieme a motivi floreali e a una tavolozza intensa, dove il cristallo trasparente incontra tonalità come olivina, viola parma, ambra e turchese. Il risultato è un oggetto che conserva il peso simbolico dell’icona storica, ma lo alleggerisce dentro un lessico più libero, ornamentale e quasi cinematico.
Harcourt: il classico Baccarat si apre a nuove letture
Un altro focus rilevante è su Harcourt, il bicchiere simbolo di Baccarat nato nel 1841. La maison ne propone due nuove declinazioni, mantenendo intatti i tratti che ne hanno costruito l’identità (la base esagonale, il fusto a triplo bottone, le sei facce e la presenza materica) ma orientandoli verso due direzioni distinte.
La prima è Harcourt Color, che punta sulla profondità cromatica del cristallo colorato in massa. Rosso, blu e verde diventano qui strumenti per sottolineare la precisione tecnica e il controllo della materia da parte degli artigiani Baccarat. La seconda è Harcourt Nomade, che porta invece l’icona in un contesto d’uso più fluido, grazie a un materiale bio-based, leggero e resistente, pensato per ambienti indoor e outdoor. La palette, fatta di rosa cipria, lilla, azzurro cielo, vaniglia, pistacchio e crema, introduce una dimensione più morbida e quotidiana, senza interrompere il legame con il segno originario della collezione.
Haute Cristallerie: quando la manifattura diventa manifesto
Nel percorso milanese, la Haute Cristallerie occupa un ruolo decisivo perché restituisce il lato più rigoroso e insieme più espressivo del savoir-faire Baccarat. La collezione riporta in scena pezzi storici e dialoghi contemporanei con gli archivi della maison, mostrando l’ampiezza del repertorio formale costruito nel tempo dalla manifattura.
Decanter, coppe e oggetti di alta lavorazione diventano così la prova concreta di una competenza tecnica che non si limita all’esecuzione, ma costruisce linguaggio. Tagli, ornamenti, colore e proporzioni compongono un insieme in cui la maestria degli artigiani si traduce in una dichiarazione di metodo: custodire la tradizione, ma mantenerla aperta alla trasformazione.
credit image by Press Office – photo by Nicolas Receveur x Baccarat













