Bar Sandøy apre in Porta Venezia: un nuovo indirizzo tra vino, brace e convivialità
A Milano apre Bar Sandøy, nuovo progetto di interior design firmato da Vudafieri-Saverino Partners. In Porta Venezia, lo studio trasforma un ex negozio di materiale elettrico anni ’60 in un wine bar dall’atmosfera raccolta, con toni caldi, dettagli grafici e un percorso visivo di manifesti europei. Il locale, in via Melzo 3, entra nell’universo di Røst come approdo informale, con una proposta essenziale da condividere: bocconi in stile pintxos, brace protagonista e una carta di vini naturali curata da Andrea Cigalotti.
In via Melzo 3 nasce Bar Sandøy, nuovo spazio pensato per bere e mangiare con leggerezza, senza formalità. A firmare l’interior è Vudafieri-Saverino Partners, che sceglie un punto di partenza preciso: rispettare l’anima di un ex negozio di materiale elettrico degli anni Sessanta e trasformarlo in un wine bar contemporaneo, capace di accogliere conversazioni, calici e piccoli assaggi con la stessa naturalezza.
Il nome arriva da lontano, da una piccola isola norvegese: un richiamo poetico che funziona come promessa di evasione, pur restando dentro la mappa viva di Porta Venezia. Bar Sandøy entra infatti nell’“arcipelago” gastronomico di Røst (anch’esso progettato dallo studio), come approdo più informale del ristorante conosciuto per cucina stagionale e circolare.
L’intervento, seguito da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, mette al centro un equilibrio delicato: aggiornare lo spazio senza cancellarne le tracce. Pavimento e pareti originali restano al loro posto e diventano materia narrativa, quasi una mappa emotiva da leggere mentre si entra. È un approccio che dialoga bene con l’idea di ospitalità contemporanea: niente effetti speciali, piuttosto una cura misurata, fatta di scelte coerenti e dettagli che si scoprono con il tempo.
Dentro Bar Sandøy: un ambiente lungo e “a colpo d’occhio”
Il locale si sviluppa in lunghezza e una grande vetrina su strada introduce immediatamente l’intero ambiente, senza filtri. Nella prima parte trovano posto tavoli, mensole d’appoggio a parete e sedute alte; nella seconda arriva il banco bar, che anticipa la cucina e guida lo sguardo verso il cuore operativo del locale.
La palette cromatica lavora su rossi, gradazioni di nero e colori della terra, restituendo un’atmosfera calda, concreta, da bar vissuto. L’arredo ricerca una sobrietà funzionale: tavoli e mensole in legno multistrato a vista sono rivestiti in laminato plastico, materiale legato all’immaginario dei bar italiani del dopoguerra, qui ripensato con taglio attuale. Sulle pareti, librerie in ferro nero ospitano le bottiglie; lampade a sospensione abbassano il tono della luce e rendono l’ambiente intimo, adatto a restare.
Il dettaglio grafico: scacchi, travi e manifesti come racconto visivo
A dare personalità al progetto contribuisce un rivestimento a scacchi nero e rosso che abbraccia l’area del banco e caratterizza anche il bagno clienti: un gesto grafico netto, riconoscibile, che introduce un ritmo quasi musicale nello spazio.
Tre travi in acciaio attraversano il locale a mezza altezza e diventano supporto espositivo per una collezione di circa trenta manifesti vintage e contemporanei, raccolti in giro per l’Europa. Ne nasce un percorso visivo ironico e leggero, che intreccia passioni, vino e convivialità. Il risultato è un ambiente con 25 posti a seduta alta, in dialogo continuo tra memoria del luogo e nuova destinazione d’uso.
La proposta food & wine: pintxos, brace e calici in movimento
La cucina segue lo stesso registro dello spazio: essenziale, diretta, costruita per essere condivisa. Il format richiama l’esperienza dei pintxos bar baschi, con bocconi creativi da gustare anche in piedi, accompagnati da una selezione di vini naturali.
In cucina la brace è protagonista e lavora su ingredienti semplici, scelti con attenzione: verdure, pesce, molluschi e tagli selezionati di carne. Tra i piatti citati: baccalà in carpione, bocconi di pollo chimichurri e zenzero, cannolicchi con burro affumicato e aglio grasso di pecora. La carta dei vini, curata da Andrea Cigalotti, è pensata per cambiare spesso e valorizzare giovani produttori italiani e internazionali.
Bar Sandøy nasce come wine bar, e proprio per questo gli abbinamenti possono giocare su territori “da bancone” molto interessanti: bollicine secche, bianchi in tensione, rossi leggeri serviti freschi e, per chi ama i drink, cocktail a bassa gradazione costruiti attorno a vino aromatizzato e amari.
Bar Sandøy
via Melzo 3, Milano
Martedì – Sabato 18:00 – 00:00
credit image by Press Office – photo by Santi Caleca











