Belvedere Vodka x Formula 1: 12 cocktail accendono Milano
• Belvedere celebra il Gran Premio d’Italia 2026 con dodici cocktail disponibili in dieci locali selezionati di Milano.
• Le ricette esplorano profili fruttati, agrumati, vegetali, sapidi e balsamici attraverso tecniche di alta miscelazione.
• La collezione di drink accompagna la Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition, nata dalla partnership con la Formula 1.
Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition ispira dodici signature cocktail creati da alcuni dei bartender più interessanti di Milano. Dal Martini alla fragola al drink chiarificato con rucola e wasabi, la Formula 1 prosegue fuori dalla pista attraverso sapori, consistenze e tecniche di miscelazione.
In questo articolo
Quando le monoposto lasciano la pista, la Formula 1 continua a muoversi attraverso il ritmo della città. A Milano, Belvedere Vodka traduce velocità, precisione e spettacolo in dodici cocktail d’autore, ognuno costruito intorno a una diversa interpretazione dell’attesa, della gara e del brindisi dopo il traguardo.
Il progetto coinvolge Bulgari Hotel, Ceresio 7, Gloria Osteria, Maio Restaurant, Moebius Milano, Mogo, Vesta Milano, Sogni Milano, The Roof e The Sanctuary. Non si tratta di variazioni decorative sullo stesso drink: ogni bartender utilizza la vodka come punto di partenza per sviluppare una composizione autonoma.
Anguria, lampone, fragola, lychee e ciliegia incontrano ingredienti meno prevedibili come tè nero, rucola, wasabi, aceto balsamico, Fino Sherry, Branca Menta e carbone vegetale. Il risultato è una mappa della mixology milanese contemporanea, capace di attraversare il Martini, il Cobbler, il long drink frizzante e il cocktail chiarificato.
La vodka diventa una base capace di cambiare registro
Belvedere Organic Vodka è prodotta con segale polacca biologica e acqua purificata. Il suo profilo pulito, accompagnato da leggere sfumature di mandorla, vaniglia e pepe bianco, permette di lavorare sia per contrasto sia per continuità aromatica.
Nei drink più fruttati sostiene lampone, anguria, ciliegia e lychee senza appesantirli. Nelle costruzioni secche lascia spazio a vermouth e Sherry. Quando entra in contatto con ingredienti vegetali o balsamici, come rucola, menta, masticha e liquori alle erbe, conserva la struttura del cocktail e ne prolunga la persistenza.
Questa adattabilità è già emersa nelle numerose interpretazioni dedicate alla vodka sulle pagine di GlobeStyles, dal racconto del Martini secondo Belvedere e Agostino Perrone alle ricette più immediate come il Belvedere Spritz al pompelmo rosa.
I dodici signature cocktail Belvedere da scoprire a Milano
| Cocktail | Locale | Profilo principale |
|---|---|---|
| Warm Up | Bulgari Hotel | Fruttato, speziato e balsamico |
| Redline | Ceresio 7 | Frutti rossi, tè ed effervescenza |
| Rush Martini | Gloria Osteria | Sapido, agrodolce e umami |
| The Lychee Martini | Maio Restaurant | Tropicale, floreale e agrumato |
| Cherry Cobbler | Moebius Milano | Fruttato, vinoso e gastronomico |
| RPM – Rocket Per Minute | Mogo | Vegetale, pungente e chiarificato |
| Skinny Chic | Vesta Milano | Fresco, agrumato e frizzante |
| Pole Position | Sogni Milano | Succoso, tropicale e vivace |
| Last Chicane | Sogni Milano | Secco, vinoso e vegetale |
| Pit Stop | Sogni Milano | Asciutto, amaricante e balsamico |
| Bernoulli | The Roof Milano | Agrumato, morbido e leggermente tannico |
| Oxide | The Sanctuary | Erbaceo, amaro e carbonato |
Warm Up prepara il palato con anguria e masticha
Al Bulgari Hotel, Alessio Papalia firma Warm Up, un drink costruito come il momento che precede la partenza. La dolcezza acquosa dell’anguria viene attraversata dal pepe bianco Penja, più aromatico e persistente rispetto a una semplice piccantezza.
Il vino ottenuto dalle olive taggiasche introduce sapidità e profondità mediterranea, mentre la masticha porta una sfumatura resinosa e balsamica. Il fake lime completa la struttura acida. È un cocktail complesso, giocato sulla tensione fra frutto, spezia e componente salina.
Redline trasforma il semaforo rosso in un drink frizzante
Il Redline di Abi El Attaoui per Ceresio 7 interpreta l’energia che precede lo spegnimento dei semafori. Il colore arriva da lampone e tè rooibos, due ingredienti capaci di unire intensità cromatica, morbidezza fruttata e una lieve componente tannica.
Il Fino Sherry aggiunge una vena asciutta e sapida, mentre la menta rinfresca il finale. La carbonazione con anidride carbonica rende il sorso rapido e brillante. Nel bicchiere si comporta come un highball contemporaneo: verticale, fresco e attraversato da una precisa effervescenza.
Rush Martini sostituisce l’oliva con una fragola pickle
Il drink più concettuale di Gloria Osteria è il Rush Martini di Diego Giacalone. La struttura parte dal Dirty Vodka Martini, ma la consueta oliva viene sostituita da una fragola sottoposta a una lunga marinatura in salamoia agrodolce.
Il frutto perde così parte della propria dolcezza immediata e acquista sfumature saline e umami. La salamoia di fragole entra nella miscela insieme a Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition e bitter rosso italiano; la fragola pickle diventa il garnish e anticipa visivamente il carattere del drink.
Gloria Osteria aveva già esplorato il rapporto fra vodka, frutti rossi e ingredienti vegetali nel cocktail Barbie Girl con Belvedere Vodka. Nel Rush Martini, però, il registro diventa più asciutto, gastronomico e vicino all’aperitivo.
The Lychee Martini sceglie una freschezza tropicale
Francesco Mariotti firma per Maio Restaurant The Lychee Martini, una composizione dalla lettura più immediata. Il lychee offre profumi floreali e una dolcezza delicata, bilanciata dal pompelmo rosa, dal succo di limone e da una quantità controllata di sciroppo di zucchero. Dal punto di vista gustativo, il drink si avvicina a un sour fruttato, adatto a chi cerca un cocktail aromatico e fresco senza componenti amare troppo marcate.
Cherry Cobbler introduce tè nero e aceto balsamico
Al Moebius Milano, Giovanni Allario costruisce Cherry Cobbler attraverso una successione di contrasti. Belvedere incontra il vermouth bianco, la ciliegia e il tè nero, che aggiunge profondità tannica e riduce la percezione zuccherina del frutto.
L’aceto balsamico lavora come un seasoning: poche note acide e agrodolci possono ampliare il centro del sorso e renderlo più gastronomico. La menta restituisce freschezza nel finale. Il drink parte luminoso e fruttato, poi diventa gradualmente più scuro e articolato.
RPM applica la precisione tecnica alla rucola e al wasabi
RPM – Rocket Per Minute, ideato da Tommaso Formichi per Mogo, è la ricetta più sperimentale del percorso. La rucola viene trasformata in una soluzione acida, alla quale si uniscono wasabi e Citrus Oleo Saccharum, preparazione che estrae gli oli profumati dalle scorze degli agrumi attraverso lo zucchero.
Il milk wash chiarifica il cocktail e ne arrotonda la consistenza, attenuando gli spigoli di acidità e piccantezza. Una traccia di carbone vegetale completa la presentazione evocando il segno lasciato dagli pneumatici sull’asfalto. È una proposta rivolta a chi ama la miscelazione tecnica e i drink vegetali. Rucola, wasabi e agrumi costruiscono un profilo teso, mentre la chiarificazione introduce una morbidezza inattesa.
Skinny Chic privilegia lime, cranberry e menta
Jacopo Famoso firma per Vesta Milano Skinny Chic, il cocktail più lineare della selezione. Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition viene accompagnata da succo di lime e completata con soda al cranberry e menta. La costruzione richiama un long drink moderno: acidità diretta, frutto rosso, bollicina e una chiusura erbacea. È indicato per l’aperitivo, soprattutto per chi preferisce un sorso fresco e scorrevole rispetto alle composizioni più alcoliche e strutturate.
Sogni Milano firma tre interpretazioni della gara
Pole Position unisce frutti rossi e ananas
Il Pole Position di Matteo Paulillo abbina un cordiale ai frutti rossi a una soda all’ananas. Il frutto tropicale alleggerisce la densità aromatica dei frutti rossi e introduce una carbonazione vivace. Il risultato è immediato, colorato e adatto all’inizio della serata.
Last Chicane lavora sulla precisione del finale
Last Chicane riduce gli elementi e mette in dialogo vodka, vermouth bianco e soda alla foglia di fico. Il vermouth costruisce la parte vinosa e asciutta, mentre la foglia di fico porta una sensazione verde, lattiginosa e lievemente vegetale.
La ricetta occupa uno spazio intermedio fra un Martini alleggerito e un highball secco. Il dettaglio aromatico emerge soprattutto nel finale, coerentemente con il riferimento all’ultima curva del circuito.
Pit Stop concentra il gusto in una struttura asciutta
Il terzo drink di Sogni Milano è Pit Stop, composto da Belvedere, Savoia Americano, Dry Vermouth, Fino Sherry e Branca Menta. È la proposta più articolata e spirit-forward del trio.
Vermouth e Sherry costruiscono una base vinosa e secca; Savoia Americano introduce spezie e note amaricanti; Branca Menta lascia una traccia balsamica. Gli appassionati possono approfondire questa famiglia stilistica nell’articolo dedicato a Martini Icons e alla cultura contemporanea del Martini.
Bernoulli porta la fisica dentro il bicchiere
Al The Roof Milano, il bar supervisor Gianluca Zedde e il bartender Angelo Choton firmano Bernoulli. Il nome richiama il principio fisico che descrive il comportamento dei fluidi e trova una corrispondenza nella struttura dinamica del cocktail.
Lime, sciroppo alla banana e soda alla melagrana e arancia rossa accompagnano la vodka. La banana lavora sulla consistenza e sulla rotondità, mentre agrumi e melagrana restituiscono acidità e una lieve presa tannica.
Le Pit-Stop Pearls di Belvedere e melagrana aggiungono una seconda esperienza tattile. Le piccole sfere si rompono al palato e introducono improvvise concentrazioni aromatiche, trasformando il garnish in una parte attiva della degustazione.
Oxide libera mela verde, erbe e pompelmo
Antonio Russo crea per The Sanctuary Oxide, un drink carbonato nel quale la mela verde incontra un liquore alle erbe e un bitter al pompelmo. La mela porta acidità croccante, il liquore amplia il profilo botanico e il bitter produce una chiusura agrumata e amaricante.
La carbonazione trattiene e rilascia progressivamente le componenti aromatiche. La crusta al carbone vegetale aggiunge un contrasto visivo e modifica il primo contatto con il bicchiere, introducendo una sensazione più asciutta e materica.
Come scegliere il cocktail Belvedere più adatto
Chi predilige i drink fruttati e accessibili può orientarsi verso The Lychee Martini, Skinny Chic o Pole Position. Lime, lychee, cranberry, frutti rossi e ananas costruiscono profili freschi, facilmente leggibili e adatti all’aperitivo.
Rush Martini, Last Chicane e Pit Stop si rivolgono invece agli appassionati delle miscele asciutte. Vermouth, Sherry, bitter e salamoia richiedono un palato abituato a sapidità, note vinose e finali amaricanti.
Warm Up e Cherry Cobbler occupano un territorio più gastronomico, grazie alla presenza di olive taggiasche, tè nero e aceto balsamico. RPM e Oxide rappresentano la parte più sperimentale, fondata su elementi vegetali, acidificazioni, chiarificazione e carbonazione.
Bernoulli trova un equilibrio fra spettacolarità e facilità di bevuta: il profilo agrumato e fruttato viene accompagnato da una componente tattile che rende il servizio parte integrante del cocktail.
credit image by Press Office – photo by Belvedere Vodka





















