Buccellati alla Milano Design Week 2026, un atlante d’acqua e argento per raccontare Caviar
Per la Milano Design Week 2026, Buccellati costruisce una vera esperienza immersiva. Con Aquae Mirabiles, la maison porta in scena un racconto acquatico e mitologico che accompagna il visitatore dentro l’universo della collezione Caviar, una delle espressioni più riconoscibili del suo lessico formale. L’installazione colloca l’argenteria, dentro una sequenza di ambienti che intrecciano memoria italiana, immaginario marino, allegorie e cultura della tavola. Parallelamente, Buccellati amplia la collezione con nuove pezzi che rafforzano il valore della lavorazione a microsfere come segno identitario della maison.
Alla Milano Design Week 2026, Buccellati sceglie la via della scenografia colta e costruisce un progetto in cui installazione e collezione si sostengono a vicenda. Aquae Mirabiles, curata da Federica Sala, progettata da Balich Wonder Studio e sviluppata con la collaborazione di Luke Edward Hall, diventa il dispositivo attraverso cui la maison racconta la collezione Caviar e, più in profondità, il proprio rapporto con l’argento, la decorazione e l’arte della tavola. Il risultato è un percorso in cui ogni ambiente ha una funzione narrativa chiara e ogni riferimento simbolico contribuisce a costruire un immaginario coerente.
Aquae Mirabiles: un ninfèo contemporaneo tra teatro, mito e immersione
L’installazione prende forma negli spazi adiacenti alla sede Buccellati in Piazza Tomasi di Lampedusa e si presenta già all’esterno come un vero e proprio teatro delle acque. Un ninfèo contemporaneo, una soglia narrativa che prepara il visitatore a entrare in un universo sommerso, sospeso tra storia, leggenda e fantasia.
Gli acquerelli di Luke Edward Hall disseminano il percorso di figure mitologiche e presenze allegoriche che traducono il concept in immagini immediate ma mai didascaliche. All’esterno compaiono divinità e creature legate all’acqua, da Nettuno alle Naiadi, da Tiberinus alle sirene: un repertorio che serve a definire la soglia simbolica dell’esperienza.
Il primo ambiente: profondità marine, storioni d’argento e una quiete quasi sacrale
La prima sala è dedicata alle profondità marine. Qui Buccellati lavora sull’idea di abisso come luogo di rarefazione, ombra e riflesso. Superfici, trame e disegni ispirati al mondo sottomarino costruiscono un paesaggio percettivo avvolgente, in cui gli storioni d’argento emergono come presenze luminose e quasi rituali.
L’argento qui viene letto come superficie capace di assorbire e restituire luce, profondità e silenzio. In questo primo ambiente entrano anche le creazioni della collezione Marina, che accompagnano la narrazione senza sottrarre centralità al tema principale: l’acqua come origine simbolica e il pesce storione come figura guida del racconto.
Il banchetto sommerso dedicato a Caviar
Il secondo spazio rappresenta il vero fulcro di Aquae Mirabiles. Qui l’installazione si apre in una dimensione più teatrale e conviviale: una tavola modellata come un’onda accoglie l’intera collezione Caviar e trasforma la mise en place in paesaggio.
La tavola diventa un organismo narrativo. L’onda suggerisce movimento, continuità, passaggio; l’argento dialoga con l’acqua in una relazione visiva che valorizza la texture della collezione Caviar e la inserisce in un contesto quasi mitico. Sulle pareti, ancora una volta, il segno di Luke Edward Hall amplia il racconto e lo lega alla storia del caviale italiano attraverso episodi, allegorie e riferimenti che attraversano epoche differenti.
Tra i richiami evocati nel percorso compaiono l’antica Roma, i ricettari papali, i dipinti rinascimentali della Pinacoteca di Brera e perfino una leggenda milanese legata al banchetto ideato da Leonardo da Vinci per le nozze di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este.
Caviar: il motivo a microsfere come firma formale della maison
Se l’installazione costruisce la parte emotiva del progetto, la collezione Caviar ne rappresenta il nucleo formale e manifatturiero. La sua identità si fonda su una superficie in argento lavorata a mano attraverso una fitta costellazione di microsfere, un motivo che richiama l’aspetto del caviale e che nel tempo è diventato uno dei segni più riconoscibili del linguaggio Buccellati.
La forza della collezione sta proprio in questa lavorazione, che non è solo decoro ma struttura visiva. Le microsfere producono un ritmo compatto, vibrante, quasi epidermico, capace di modificare la percezione della luce sulla superficie e di rendere ogni pezzo immediatamente identificabile. Andrea Buccellati rilegge questo motivo a partire da un disegno originale, confermando una continuità metodologica che per la maison resta essenziale: l’oggetto nasce sempre da una visione formale precisa e dalla sua traduzione in lavorazione artigianale.
Le novità della collezione Caviar alla Milano Design Week 2026
Per la Design Week 2026, Buccellati amplia la collezione Caviar con nuove introduzioni che rafforzano la proposta dedicata all’art de la table. Tra le novità più rilevanti ci sono un nuovo servizio completo di posate, due ciotole di diverse dimensioni per il caviale e un piattino per il pane, che si aggiungono a una gamma già composta da cucchiaini da caviale, vassoi, piatti, glacette, bicchieri in vetro di Murano e flûte.
credit image by Press Office – photo by Buccellati













