Catellani & Smith per Da Vittorio: un itinerario di luce nella tenuta Cerea
Nella tenuta Da Vittorio Relais & Châteaux a Brusaporto, la luce diventa parte dell’esperienza: Catellani & Smith firma un itinerario luminoso che attraversa ristorante, American Bar, DaV Cantalupa, locanda La Dimora e parco. Nei tavoli del tristellato, Giulietta BE personalizzata con logo varia intensità con un tocco; nel bar ritorna la portatile insieme a Fil de Fer da terra in oro opaco. Al DaV Cantalupa, restyling di Joseph Di Pasquale Architects, spicca la sospensione custom Pòta! con bacchette in ottone e vetro handmade. Nei corridoi di La Dimora, Light Stick disegna una linea morbida sulle pareti; all’esterno, Fil de Fer e Sypha definiscono i sentieri e una composizione di More illumina il pergolato.
Nella geografia dell’alta cucina italiana, Da Vittorio è un nome che coincide con un’idea precisa di ospitalità: rigorosa, calorosa, capace di lasciare un ricordo che resta. Con tre stelle Michelin, il ristorante guidato dai fratelli Enrico e Roberto Cerea vive all’interno della tenuta Da Vittorio Relais & Châteaux a Brusaporto (Bergamo), un’oasi nel verde tra giardini curati, campi da gioco e laghetti naturali. Qui il tempo sembra rallentare: la cucina dialoga con la quiete del paesaggio, mentre l’accoglienza della locanda La Dimora completa l’esperienza con camere e suite di charme.
In questo contesto, la luce diventa parte del racconto. A firmare l’itinerario luminoso che accompagna gli ospiti dal ristorante agli altri spazi della tenuta è Catellani & Smith, con interventi puntuali che lavorano su atmosfera, materia e gesti quotidiani.
Il ristorante Da Vittorio: tavoli rotondi e luce “a tocco”
Le sale del ristorante accolgono gli ospiti in un interno dal carattere classico, costruito su soffitti finemente decorati, travi a vista, boiserie bianche e dipinti caravaggeschi. Argenterie e composizioni floreali completano una scena elegante, in cui la luce è chiamata a valorizzare dettagli e volumi senza imporsi.
Su tutti i tavoli rotondi entra in scena Giulietta BE, lampada portatile che permette di variare l’intensità luminosa con un leggero tocco della mano. Per Da Vittorio, la lampada è personalizzata con la marcatura laser del logo sulla base: un segno discreto che rende l’oggetto parte integrante dell’identità del luogo. La scelta della portatilità non è secondaria: la luce diventa flessibile, si adatta al ritmo della sala, accompagna la conversazione e modula la percezione del tavolo portata dopo portata.
American Bar Da Vittorio: oro opaco e conversazioni lente
Il ristorante ospita anche l’American Bar Da Vittorio, spazio dedicato all’aperitivo e al dopocena, dove la luce cambia registro: più avvolgente, più raccolta. Qui ritorna Giulietta BE, scelta anche per la sua alimentazione a batteria, che permette di spostarla dal bancone ai coffee table, seguendo le esigenze di servizio e l’uso degli spazi.
A definire l’atmosfera entra anche Fil de Fer da terra, nella versione con filo anodizzato oro opaco. La sua luce dorata crea una presenza morbida, capace di dialogare con il legno scuro delle boiserie e della vetrina bar, sottolineando i materiali senza irrigidire l’insieme. È una luce che costruisce intimità, invita a fermarsi, sostiene la dimensione della conversazione.
DaV Cantalupa: il restyling e la sospensione custom Pòta!
Accanto al ristorante, ma indipendente, si trova il casual dining DaV Cantalupa, recentemente rinnovato con un restyling firmato Joseph Di Pasquale Architects. Le ampie vetrate affacciano sul parco e sulla piscina della tenuta, mettendo l’interno in dialogo diretto con la natura.
Qui Catellani & Smith sceglie una luce calda e strutturata: protagonista è Pòta! in una versione custom a sospensione. Le bacchette in ottone, incrociandosi, custodiscono un corpo illuminante in vetro realizzato a mano, che integra filamenti LED. L’effetto è quello di una presenza luminosa che funziona come segno architettonico: non solo punto luce, ma elemento che organizza la percezione della sala.
Sui tavoli in marmo, ritorna Giulietta BE, in questo caso caratterizzata dal logo DaV, a sottolineare una continuità tra i diversi ambienti pur con identità proprie.
La Dimora: Light Stick nei corridoi, minimalismo calibrato
Da Vittorio Relais & Châteaux è anche accoglienza, e La Dimora ne rappresenta il lato più intimo: un numero selezionato di camere e suite dall’eleganza romantica. In questo contesto, la luce lavora per discrezione e orientamento.
Nei corridoi dell’hotel, Light Stick in finitura ottone illumina con un minimalismo curato: piccoli LED sul retro dell’asta diffondono sulle pareti una linea luminosa morbida, più “disegnata” che diretta. È una soluzione che accompagna senza invadere, trasformando il passaggio in una sequenza calma, coerente con l’idea di soggiorno nella tenuta.
Nel parco: lampade outdoor come segnaletica poetica
Il percorso luminoso prosegue all’esterno, tra siepi, piante e piccoli fiori. Nel parco della tenuta, Catellani & Smith inserisce una costellazione di lampade outdoor che definiscono sentieri e scorci con giochi di luce.
Lungo i percorsi si incontrano Fil de Fer, Syphasera, Syphasfera e Syphaduepassi: corpi luminosi che trasformano il verde in scena serale, facendo emergere profondità e volumi. La luce non si limita a “segnare” la strada: costruisce un’esperienza evocativa, in cui ogni angolo del parco cambia percezione dopo il tramonto.
Nel pergolato avvolto dal verde, una composizione di More a sospensione illumina uno dei tavoli conviviali all’aperto, suggerendo un’idea di ospitalità che prosegue anche fuori, tra natura e conversazioni.
credit image by Press Office – photo by Nava Rapacchietta















