Ciao Cara Torino: quando design e tradizione costruiscono un luogo

A Torino nasce Ciao Cara, ristorante che riporta al centro la tradizione piemontese senza reinterpretazioni. Il progetto, firmato da giovani imprenditori e dallo studio Velvet, costruisce uno spazio che lavora su memoria, materiali e atmosfera domestica. Tra legno, luci calde e cucina a vista, il design dialoga con una proposta gastronomica pensata per la condivisione, restituendo un’esperienza coerente tra ambiente e piatto.

Nel panorama della ristorazione contemporanea, spesso orientato verso contaminazioni e format veloci, Ciao Cara sceglie una direzione diversa: tornare all’origine.

Il ristorante nasce a Torino in uno spazio che porta con sé una memoria precisa: qui si trovava la trattoria dei bisnonni di Emanuele Borio, oggi tra i fondatori del progetto. Questo è il punto di partenza dell’intero concept.

Accanto a Borio, Anastasia, con un background nel mondo food e nella comunicazione, e lo chef Federico Girone, costruiscono una proposta che tiene insieme esperienza, tecnica e conoscenza della materia. Il risultato è un luogo che mette al centro la convivialità, intesa come gesto quotidiano e condiviso.

Il progetto di interior: l’estetica della sottrazione

Ristorante Ciao Cara Torino

photo by Ciao Cara

L’identità spaziale di Ciao Cara porta la firma di Velvet Studio, guidato da Gianluca Bocchetta, e si sviluppa attraverso un approccio progettuale che rinuncia alla costruzione formale per concentrarsi sull’esperienza.

Il punto di partenza non è cosa aggiungere, ma cosa evitare. Il design lavora per sottrazione, lasciando emergere elementi riconoscibili e profondamente radicati nella cultura della trattoria piemontese.

Legno, luci calde, paralumi, stagere per il vino e un bancone esposto come una credenza domestica costruiscono un ambiente che richiama una dimensione familiare. La cucina a vista diventa parte integrante dello spazio, permettendo una relazione diretta tra chi prepara e chi vive il ristorante.

L’effetto complessivo è quello di una scena sospesa nel tempo, quasi una fotografia che conserva memoria e identità. Ogni elemento è posizionato con intenzione, senza eccessi, con un equilibrio che restituisce naturalezza.

Materiali, luce e percezione dello spazio

Ristorante Ciao Cara Torino

photo by Ciao Cara

Dal punto di vista dell’interior design, Ciao Cara costruisce la propria identità attraverso una selezione precisa di materiali e atmosfere.

Il legno introduce una base materica calda e riconoscibile, mentre le luci soffuse contribuiscono a creare un ambiente raccolto, lontano da soluzioni troppo esposte o teatrali. I paralumi filtrano la luce e distribuiscono un’illuminazione diffusa, che accompagna la permanenza al tavolo.

Le stagere del vino e gli elementi artigianali rafforzano la percezione di autenticità, evitando qualsiasi effetto scenografico forzato. Anche la vista sulla città, con la Mole visibile dalle vetrine e dal dehors, diventa parte del racconto, stabilendo un legame diretto con il contesto urbano. È un interior che accoglie. E proprio in questa scelta risiede la sua coerenza.

La cucina: condivisione e ritmo contemporaneo

La proposta gastronomica segue la stessa logica progettuale dello spazio. La cucina guidata da Federico Girone lavora su un equilibrio tra tradizione piemontese e sensibilità contemporanea, senza forzature.

Il formato dei piatti rompe la sequenza classica delle portate: molte preparazioni sono pensate per essere messe al centro del tavolo, favorendo condivisione e interazione.

Tra i piatti, il vitello tonnato mantiene una struttura tradizionale  – girello cotto al punto rosa e salsa senza maionese – arricchita da una nota di caramello al peperoncino che introduce una variazione controllata.

I bon bon di guancia, croccanti all’esterno e morbidi all’interno, lavorano su consistenze e intensità di sapore, mentre la cipolla in cocotte con fonduta di grana e salsiccia restituisce una dimensione più avvolgente, legata alla memoria domestica. La cucina, così come il design, lavora sulla riconoscibilità e sulla relazione con chi la vive.

Il vino e la costruzione dell’esperienza

La carta vini segue una logica coerente: una selezione inizialmente focalizzata sul Piemonte, che si apre progressivamente ad altre regioni italiane.

Circa 60 etichette tra rossi, bianchi, rosé e bollicine accompagnano la proposta gastronomica, mantenendo un equilibrio tra identità territoriale e varietà. Anche in questo caso, l’obiettivo è offrire una selezione leggibile, in grado di adattarsi a diversi momenti della giornata e a diverse modalità di consumo.

Un nuovo modo di interpretare la trattoria

Ciao Cara si inserisce nel panorama torinese con una posizione chiara. Non segue il ritmo delle tendenze, ma costruisce un’alternativa basata su memoria, relazione e continuità. La trattoria, in questo contesto, non viene trasformata né reinterpretata, ma riportata a una dimensione autentica, dove ogni elemento –  dal tavolo alla luce, dal piatto alla materia – contribuisce a definire un modo di stare insieme.

credit image by Press Office – photo by Ciao Cara

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Matilda Brera è specializzata nel settore del design e del lifestyle, con una passione innata per l'arte e l'innovazione. Fin da giovane ha dimostrato un interesse vivido per l'estetica e la creatività, che ha coltivato attraverso gli studi e l'esperienza pratica. Matilda è anche un'appassionata sostenitrice dell'ecosostenibilità nel design, promuovendo progetti e idee che integrano l'estetica con la responsabilità ambientale.

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