Collina Strada primavera estate 2026: Shade, la collezione che veste la luce e l’ombra

Con la collezione Shade per la primavera estate 2026, Collina Strada porta in passerella un racconto che intreccia moda e introspezione junghiana. Hillary Taymour costruisce un guardaroba che duplica ogni look in due versioni – chiara e scura – trasformando l’ombra in risorsa creativa e linguaggio stilistico. Tra satin, chiffon, cargo e parka, la collezione invita a riflettere su identità, sostenibilità e complessità del presente, confermando Collina Strada come voce di rilievo nel dialogo tra estetica e impegno sociale.

Il fashion show di Collina Strada primavera estate 2026 non è stata solo una presentazione di moda, ma un manifesto visivo e concettuale. Hillary Taymour, fondatrice e direttrice creativa del brand, ha intitolato la collezione Shade, trasformando il tema junghiano dell’ombra in un racconto di stile e coscienza collettiva.

Come ricordava Carl Jung, «non ci si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo consapevole l’oscurità». La sfilata ha abbracciato questa riflessione, invitando a riconoscere le zone d’ombra – personali e sociali – come parte integrante della nostra identità. Un esercizio di consapevolezza che, tradotto in moda, diventa gioco di dualità cromatiche, tessuti speculari e look che convivono in coppie “light” e “shadow”.

L’ombra come linguaggio estetico

La collezione si fonda su un dialogo tra chiaro e scuro. Ogni look si duplica in due versioni: una luminosa, colorata e vivace; l’altra oscura, intensa, rigorosa. Non è un semplice contrasto cromatico, ma una riflessione su come la moda possa interpretare la complessità dell’essere umano.

Gli abiti in satin burroso o chiffon pastello trovano il loro riflesso in versioni nere, profonde, dove i dettagli diventano incisivi. Così, un mini dress giallo viene ripensato in satin nero, una blusa floreale in mesh trasparente diventa inchiostro puro, e persino i cargo pants alternano tartan vivaci a denim scuro. Le collaborazioni Converse x Collina Strada e dei sandali Keen rafforza l’idea di un’uniformità trasversale, capace di adattarsi sia al lato luminoso che a quello ombroso.

I capi simbolo della collezione

  • Gli abiti Valerian e Primrose: fluttuanti, leggeri, evocano una sensualità disinvolta. In chiffon, satin o patchwork, passano da tonalità cipria e avorio a neri profondi che ridisegnano il corpo con un’intensità quasi teatrale.
  • I cargo Hazel e Catchfly: elemento chiave della narrativa urbana, vengono declinati in denim tartan e corduroy vivaci, ma anche in varianti nere che trasformano il capo da casual a statement di forza.
  • Il Pillow Parka: proposto in velluto argentato o in tessuti jacquard floreali, trova il suo doppio in nero velluto schiacciato: un capo che si fa corazza scenografica, ponte tra streetwear e couture.
  • Le silhouette stratificate: tuniche, gonne vaporose, body e top satinati si sovrappongono in composizioni che alternano leggerezza e solidità, dimostrando come la stratificazione possa diventare racconto visivo della nostra complessità interiore.

Collina Strada non si limita a creare abiti: è un laboratorio di riflessione sociale. Da anni Hillary Taymour utilizza il linguaggio della moda per porre l’attenzione su temi globali, dal cambiamento climatico ai diritti delle comunità marginalizzate.

Con Shade, la narrazione si arricchisce: riconoscere la propria ombra diventa metafora per accettare le contraddizioni del nostro tempo – dalla crisi ambientale alle disuguaglianze sociali – con la consapevolezza che la moda può essere non solo estetica, ma anche attivismo culturale.

Con Shade, Collina Strada ribadisce la sua natura: un brand che propone un punto di vista sul presente. La collezione insegna che per abitare la luce bisogna conoscere l’ombra che proietta, trasformandola non in ostacolo ma in risorsa creativa. È una lezione che va oltre gli abiti: un invito ad accettare le contraddizioni, riconoscere la complessità e celebrare la diversità.

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credit image by Press Office – photo by GoRunway, Ryan Petrus & Charlie Engman

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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