Crudelia film Disney Plus 2021: l’atteso live action con Emma Stone ed Emma Thompson, il trailer

Crudelia film Disney Plus 2021 – The Walt Disney Company ha svelato il nuovo trailer del lungometraggio Disney live action Crudelia, interpretato dalle vincitrici dell’Academy Award Emma Stone ed Emma Thompson. Diretto da Craig Gillespie, il film arriverà il 27 Agosto su Disney+.

Crudelia film Disney Plus 2021: il nuovo trailer ufficiale

La vincitrice dell’Academy Award Emma Stone (La La Land) è la protagonista del nuovo film Disney live action Crudelia, che racconta gli esordi ribelli di una delle antagoniste più celebri, e alla moda, del mondo del cinema: la leggendaria Cruella de Vil (Crudelia De Mon). Il cast di Crudelia è composto inoltre da Emma Thompson, Joel Fry, Paul Walter Hauser, Emily Beecham, Kirby Howell-Baptiste e Mark Strong.

Crudelia è diretto da Craig Gillespie, da una sceneggiatura di Dana Fox e Tony McNamara e da un soggetto di Aline Brosh McKenna e Kelly Marcel & Steve Zissis. Il film è prodotto da Andrew Gunn, Marc Platt e Kristin Burr, mentre Emma Stone, Michelle Wright, Jared LeBoff e Glenn Close sono i produttori esecutivi. La costumista due volte vincitrice del premio Oscar Jenny Beavan ha creato gli affascinanti e fantasiosi costumi.

Crudelia film Disney Plus 2021: la trama

Ambientato a Londra durante la vibrante era punk degli anni Settanta, il film Disney Crudelia rivela l’affascinante storia di come una giovane ragazza di talento e anticonformista sia diventata la malvagia ed elegante Cruella de Vil. Estella, piena di energia, grinta e creatività, vede il mondo da una prospettiva diversa rispetto alle persone che la circondano. Ha perso sua madre da piccola ed è ancora segnata da questa esperienza: nasconde i suoi naturali capelli bianchi e neri tingendoli di rosso, ma si sente ancora un’emarginata fra i suoi convenzionali compagni di scuola.

Estella segue i suoi amici Horace e Jasper in una vita criminale per le strade della città: il gruppo organizza truffe grazie all’immaginazione di Estella, che utilizza la sua abilità nel cucito per creare una brillante serie di travestimenti. Mentre Horace e Jasper sono soddisfatti della loro vita come truffatori, lei aspira a una vita migliore come stilista di moda.

Quando Estella (Emma Stone) ha 25 anni, l’opportunità bussa finalmente alla sua porta: Jasper (Joel Fry) le fa ottenere un lavoro nel grande magazzino più alla moda di Londra, Liberty, anche se lui e Horace (Paul Walter Hauser) sentiranno la sua mancanza nelle loro attività criminali. Iniziando dal basso – pulendo i bagni – Estella si dà umilmente da fare finché, una notte, l’alcol indebolisce il suo autocontrollo permettendo al suo istinto creativo, solitamente represso, di avere la meglio. Licenziata la mattina successiva, Estella sta per uscire dal negozio proprio quando la stilista più importante al mondo, la Baronessa (Emma Thompson), sta entrando. Indifferente di fronte a tutto ciò che vede, la Baronessa rimane colpita soltanto dalle creazioni allestite in vetrina da Estella da ubriaca: riconoscendo il suo talento in erba e il suo potenziale per il successo, decide di offrirle un lavoro. Accettando il suo invito, Estella è convinta di aver finalmente trovato la mentore perfetta, che potrà aiutarla a ottenere tutto ciò che ha sempre sognato.

Godendosi le lodi della Baronessa, che ha riconosciuto il suo talento, Estella pende con gioia dalle labbra del suo nuovo capo, tentando di assorbire le sue competenze nel mondo della moda e il suo stile manageriale: è disposta a tenere sotto controllo la sua natura ribelle e indipendente. Ma quando Estella vede la Baronessa indossare una collana che apparteneva a sua madre e che le era stata promessa, la sua prospettiva e i suoi obiettivi cambiano immediatamente. Insieme a Jasper e Horace, elabora un piano per recuperare la collana, mettendo in ombra la Baronessa e distraendola durante il suo imminente Ballo in Bianco e Nero. Cercando l’abito perfetto da indossare, esplora i negozi di abbigliamento vintage di Portobello Road, dove incontra lo spirito affine Artie (John McCrea), un giovane negoziante che ha l’abito ideale.

Quando fa il suo spettacolare ingresso al Ballo in Bianco e Nero, la ragazza non è Estella ma Cruella, con un abito rosso sangue e una ciocca di capelli bianchi e neri. La Baronessa vuole conoscere a tutti i costi l’identità di questa ospite misteriosa. Proprio mentre Horace e Jasper stanno per scappare dopo aver recuperato la collana dalla camera blindata della Baronessa, il suono penetrante e stridente di un fischietto per cani, utilizzato per chiamare i dalmata della Baronessa, distrugge il mondo di Estella. È quasi lo stesso identico suono che la perseguita fin dall’ultima notte che ha visto sua madre.

Improvvisamente, Estella – anzi, Cruella – sa cosa fare. L’obiettivo non è più soltanto recuperare il cimelio di famiglia di sua madre: ora, deve vendicare il suo omicidio.

Speciale costumi di scena

Per creare i vari “look” di Crudelia, è stato necessario fare molte ricerche, oltre a uno sforzo considerevole. A Londra gli anni Settanta furono un periodo molto particolare durante il quale ebbe luogo un conflitto culturale nella società: per questo, anche la moda si muoveva tra l’establishment e i movimenti controculturali. C’era un mondo altamente privilegiato e nobile che dominava il fashion, composto da nomi leggendari come Dior, Balenciaga, Givenchy e più tardi anche Mary Quant, responsabile della creazione dello stile mod, che nel film è rappresentata dalla House of Baroness e da tutti i suoi orpelli tipici di Regents Park.

Ma gli squatters di Notting Hill rappresentavano il movimento punk, in cui provenire dall’altro lato della strada, dal proletariato, era un motivo di vanto per aspiranti designer inventivi e autodidatti come Vivienne Westwood e successivamente anche Alexander McQueen, su cui Estella è basata. Lo scontro tra questi due mondi fornisce il contesto per la storia di Cruella.

L’importanza dei costumi per Crudelia non sarà mai sottolineata abbastanza. Per questa monumentale impresa, i filmmaker hanno scelto la costumista vincitrice di due Academy Award Jenny Beavan, che aveva precedentemente collaborato con Emma Thompson in Casa Howard e Quel Che Resta del Giorno.

“La moda era onnipresente in questo film”, afferma Gillespie. “Questa produzione era davvero un’impresa, quindi non riuscivo a pensare a una persona più appropriata per questo lavoro. E lei è stata perfetta. Ha svolto un lavoro sbalorditivo, considerando che aveva a disposizione pochissimo tempo per ideare un grandissimo numero di costumi. E ciascun costume doveva avere un significato molto preciso”.

Bevan ha assemblato un team di esperti per disegnare, creare e procurare gli spettacolari costumi: “È il film più grande a cui abbia mai lavorato. La quantità di costumi indossati da Emma Stone è superiore a qualsiasi altra cosa io abbia mai fatto. In totale indossa 47 costumi diversi, mentre Emma Thompson ne indossa 33. Persino Joel Fry e Paul Walter Hauser indossavano 30 costumi diversi a testa”.

Nel film ci sono tre serate di gala che richiedevano un ampio numero di costumi: il Ballo di Maria Antonietta organizzato dalla Baronessa, a cui Estella assiste all’età di 12 anni; il suo Ballo in Bianco e Nero (a cui Cruella si presenta indossando un abito rosso sangue acquistato al negozio dell’usato di Artie e un mantello bianco che prende fuoco, generato al computer); e il suo Galà di Beneficenza, in cui Estella ha mandato a tutti gli ospiti degli abiti neri e delle parrucche bianche e nere per potersi nascondere tra loro; oltre a una serie di eventi da red carpet durante i quali Cruella ruba la scena alla Baronessa arrivando di volta in volta a bordo di una motocicletta con una tuta di pelle nera scintillante e due spalline realizzate con il battistrada di uno pneumatico, un abito che avvolge la macchina della Baronessa, un vestito da camion della spazzatura con uno strascico di 12 metri, realizzato con la collezione di gonne del 1967 della Baronessa; e un cappotto che ricorda la pelliccia di un dalmata.

Beavan afferma che il look di Estella è ispirato a una fotografia della cantante punk rock/New Wave tedesca Nina Hagen. Beavan afferma: “Mi pare che in quella foto sia seduta a gambe incrociate e indossi un maglione peloso un po’ troppo grande per lei e un paio di pantaloni morbidi molto ordinari. La sensazione è che Estella abbia acquistato i suoi vestiti nei negozi vintage di Brick Lane a Londra, dove c’era il mercato delle pulci”.

All’inizio Estella è leggermente punk, ma sostanzialmente il suo stile di abbigliamento consiste nel riciclare determinati capi per trasformarli in vestiti diversi. All’inizio ha uno stile più alternativo, ma poi diventa via via più chic e sofisticata.

Beavan ha raccontato: “Per me era importante che Cruella fosse vestita di nero, bianco, grigio e rosso”.

Emma Stone racconta: “La prima volta che ho visto il look completo di Cruella, devo ammettere di aver scattato tantissime foto. È stata una giornata molto narcisistica, quindi perfetta per Cruella”.

La Baronessa, al contrario, è leggermente all’antica, con pesanti abiti di taffetà, seta e satin duchesse, e tanti turbanti. I suoi abiti sfoggiano una gamma cromatica dominata dal marrone scuro e dall’oro, in contrasto con i vestiti bianchi e neri di Cruella.

Beavan afferma: “Gli abiti della Baronessa avevano un aspetto molto chiaro per me. Sono molto plastici e scultorei, influenzati dallo stile di Dior”.

Emma Thompson spiega: “In un certo senso rendiamo omaggio alle grandi dive cinematografiche del passato, da Joan Crawford a Elizabeth Taylor”.

Emma Stone prosegue: “In un film come questo, la grande fortuna è che i costumi ci aiutano a recitare meglio. Quando indossi abiti come questi, ti senti davvero come Cruella de Vil”. Aggiunge: “Jenny ha creato qualcosa di davvero speciale”.

I vari look sono stati completati dal trucco e dalle acconciature ideati dalla candidata all’Academy Award Nadia Stacey, che aveva l’immenso compito di realizzare 152 parrucche per il Ballo di Maria Antonietta e 88 parrucche per il Ballo di Beneficenza a tema vichingo della Baronessa.

Per Stacey, la sfida più grande era rendere Cruella sufficientemente diversa da Estella, in modo che la Baronessa non si rendesse conto che si trattava della stessa persona. Stacey afferma: “Ma, alla fine, i vari look di Cruella erano talmente eccessivi che non c’era bisogno di esaltare ulteriormente le differenze con Estella. Ho sempre voluto creare un look molto preciso per Estella e per gran parte del tempo il mio punto di riferimento è stato Debbie Harry. Avevo in mente un look un po’ dimesso ma molto tosto e audace, in linea con l’estetica punk degli anni Settanta. Mentre per Cruella mi sono semplicemente buttata. I suoi look diventano sempre più eccessivi ogni volta che la vediamo, e dato che si tratta di una persona amante della moda che gioca con il suo look, ho pensato che anche le sue acconciature e il suo trucco avrebbero dovuto seguire questi cambiamenti. Quindi sono diversi ogni volta che la vediamo”.

Stacey afferma: “Invece, volevo che il look della Baronessa apparisse immacolato. Perfetto. Non c’è nulla che sia fuori posto. Ogni elemento del suo look è ragionato e ponderato. Volevamo che la sua silhouette fosse sempre uguale. C’è sempre qualcosa che appare trattenuto. I capelli sono sempre tirati indietro e il suo look ha una certa severità, una certa durezza. Le donne trovano un look e poi lo conservano. La sua acconciatura e il suo look sembrano usciti dagli anni Cinquanta. Ricordano un po’ lo stile di Audrey Hepburn”.

LA CRUELLA-MOBILE

Come omaggio a La Carica dei 101, i filmmaker volevano includere una scena in cui Cruella avrebbe guidato come una pazza il veicolo che ha ispirato il suo nome. Ma dato che Estella non possedeva una macchina (secondo Emma Stone, non sa nemmeno guidare), bisognava prima mostrare una scena in cui Cruella sarebbe entrata in possesso dell’automobile. Di conseguenza, nel film c’è una sequenza in cui il personaggio abbandona una festa e ha bisogno di scappare in fretta: vede una Panther De Ville parcheggiata in strada, la mette in moto collegando i cavi e la ruba, dando vita a una versione in live action dell’iconica scena del film d’animazione, in cui il personaggio guida la macchina e diventa Cruella de Vil.

Tutti i veicoli utilizzati nel film sono stati procurati dall’azienda britannica Dream Cars. Per l’automobile di Cruella, lo stunt coordinator aveva inizialmente chiesto “due o tre Panther”, il che era impossibile dato che queste auto non esistono più. Quindi Dream Cars ha creato due macchine basate sulla Panther De Ville del 1980: un modello dipinto di bronzo (il preferito di Gillespie e Crombie) e un altro dipinto di bianco e nero che poteva essere ricoperto di bronzo (si dice che, quando era ancora nuovo, questo modello appartenesse al pugile ex campione dei pesi massimi Smokin’ Joe Frazier). In questo modo avevano a disposizione le versioni “prima” e “dopo” della stessa auto, disponibili per le riprese in qualsiasi momento.

Le trasmissioni originali delle Panther sono state rimpiazzate con motori Chevrolet Small-Block da 5.7 litri/350 pollici cubi e trasmissioni Turbo 350 per assicurarsi che le performance delle automobili sul set fossero affidabili. Per trasformare la Panther De Ville nella macchina di Cruella de Vil bisognava aggiungere un tettuccio decappottabile, rimpiazzare le ruote con repliche di cerchi in lega in magnesio utilizzati nella Formula Indy e pneumatici alti, e ovviamente aggiungere le eleganti e raffinate targhe fatte a mano.

Dream Cars ha creato assortimenti aggiuntivi di tutti i componenti utilizzando fibra di vetro rafforzata con il Kevlar e installando anche una struttura tubulare attorno al perimetro in caso di necessità. Grazie a queste pianificazioni, tutto ha funzionato alla perfezione durante l’esecuzione, anche se i tempi erano molto stretti: infatti, c’erano soltanto 36 ore a disposizione per trasformare la macchina color bronzo equipaggiata per gli stunt nella macchina bianca e nera “principale” di Cruella.

credit image by Press Office – photo by Laurie Sparham. © 2021 Disney Enterprises Inc. All Rights Reserved.

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Giornalista digital da una vita. Inizia la sua avventura in Blogosfere nel lontano 2006 creando il web magazine Style & Fashion, per poi passare in Blogo come responsabile dell'area fashion & lifestyle. Nel 2019 fonda Globe Styles Magazine!

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