De’Longhi porta il coffee shop in casa con le miniature di Simon Weisse
De’Longhi partecipa alla Milano Design Week 2026 con “The Smallest Coffee Shop at Home”, installazione realizzata insieme al miniaturista Simon Weisse. Nello spazio di via Palermo 21, a Milano, cinque macchine da caffè del brand ospitano facciate in miniatura ispirate a Parigi, Tokyo, Milano, Copenaghen e Berlino. Il progetto mette al centro il caffè domestico come rituale contemporaneo, unendo design, artigianalità e tecnologia.
Alla Milano Design Week 2026, De’Longhi sceglie il linguaggio della miniatura per raccontare una nuova idea di caffè domestico. Il progetto si intitola “The Smallest Coffee Shop at Home” e nasce dalla collaborazione con Simon Weisse, maestro miniaturista noto per il lavoro svolto nel cinema internazionale, tra set, modelli architettonici e mondi costruiti con precisione artigianale.
L’installazione, ospitata in via Palermo 21, nel Brera Design District, mette in scena un dialogo tra macchina da caffè, architettura in scala ridotta e ritualità quotidiana. De’Longhi costruisce un’esperienza immersiva in cui il design diventa strumento narrativo, capace di trasformare l’elettrodomestico in un piccolo paesaggio urbano dedicato al caffè.
“The Smallest Coffee Shop at Home” nasce per ridefinire il rapporto tra caffetteria e ambiente domestico. L’idea è chiara: ciò che per molto tempo è stato associato al bar, alla destinazione esterna e al gesto professionale può oggi trovare spazio anche in casa, grazie a macchine automatiche capaci di offrire qualità, personalizzazione e semplicità d’uso.
Simon Weisse firma cinque coffee shop in miniatura
Il cuore dell’allestimento è affidato a cinque facciate architettoniche in miniatura, realizzate da Simon Weisse e ispirate alla cultura del caffè di Parigi, Tokyo, Milano, Copenaghen e Berlino. Ogni città diventa una micro-scenografia autonoma, costruita attraverso dettagli, proporzioni e atmosfere riconoscibili.
Il suo lavoro, legato a registi come Wes Anderson, Luca Guadagnino e Wim Wenders, porta nel progetto De’Longhi un immaginario fatto di precisione manuale, profondità visiva e senso del luogo. Le miniature sono vere architetture in scala ridotta, pensate per raccontare differenti modi di vivere il caffè.
La Parigi della Rive Gauche, le caffetterie nascoste di Tokyo, l’identità milanese, l’essenzialità nordica di Copenaghen e l’energia urbana di Berlino diventano così frammenti di un racconto globale. L’installazione lavora sulla riduzione di scala, ma amplia il significato del prodotto: ogni macchina diventa il punto di partenza per un viaggio tra abitudini, estetiche e culture del caffè.
L’aspetto più interessante è il modo in cui le miniature si integrano con le macchine da caffè De’Longhi. Le facciate firmate da Weisse prendono vita direttamente sui prodotti, trasformandoli in piattaforme narrative.
Rivelia, Magnifica Evo Next, Eletta Ultra, Eletta Explore e Primadonna Aromatic
L’installazione coinvolge cinque modelli della gamma De’Longhi: Rivelia, Magnifica Evo Next, Eletta Ultra, Eletta Explore e Primadonna Aromatic. Sono queste macchine a diventare la base fisica e concettuale delle miniature, ciascuna associata a una specifica interpretazione architettonica.
In questo senso, “The Smallest Coffee Shop at Home” funziona come un ponte tra prestazione e immaginario. Le miniature attirano lo sguardo, ma il centro dell’esperienza resta la macchina: è da lì che nasce il caffè, ed è lì che l’idea di coffee shop domestico prende forma. La collaborazione con Simon Weisse rafforza questa visione. Le sue miniature, realizzate con un lavoro manuale estremamente accurato, restituiscono valore alla fisicità degli oggetti.
credit image by Press Office – photo by De’Longhi













