Diesel Red Tag Readymade: la capsule collection a cura di Yuta Hosokowa

Diesel presenta la nuova collaborazione del suo progetto Diesel Red Tag con il brand di up-cycling ReadyMade. Scoprite tutto su Globe Styles

Diesel Red Tag Readymade – Diesel presenta la nuova collaborazione del suo progetto Diesel Red Tag con il brand di up-cycling ReadyMade, a cura di Yuta Hosokowa, con sede a Osaka, Giappone.

ReadyMade è la quinta collaborazione per Diesel Red Tag (i precedenti partner sono stati: Shayne Oliver di Hood By Air, Glenn Martens di Y/Project, Gosha Rubchinskiy di GR-Uniforma e più recentemente, Samuel Ross di A-COLD-WALL).

ReadyMade di Hosokowa è stato fondato nel 2013 ed è diventato un marchio innovativo e riconosciuto a livello internazionale per il suo utilizzo di tessuti provenienti da tende militari e sacche da viaggio vintage.

Hosokowa recupera questi tessuti e li reinventa come capi d’abbigliamento unici, ma anche come accessori. Lo scopo del designer? Promuovere la pace mostrando come qualcosa di militare – quindi legato alla guerra – possa essere trasformato in un prodotto di Alta Moda.

Tutti i tessuti militari che ReadyMade usa sono vintage o sono cotoni provenienti da giacenze invendute e sono spesso stampati a stencil con i nomi ed i numeri identificativi dei proprietari originari (questo garantisce ulteriormente che non esistano mai due pezzi uguali dello stesso modello).

Per Diesel Red Tag, Hosokowa ha creato una collezione ultra-limitata di 250 pezzi, di soli 6 modelli realizzati a mano personalmente dallo stilista. Tutti i capi – tra cui una giacca con colletto western, una giacca utility, una borsa da viaggio, un cappellino da baseball e due paia di jeans (uno skinny, l’altro più comodo) ingegnosamente assemblati – sono ricavati da avanzi di denim. Il tessuto vintage è stato rilavorato e riprodotto in pezzi interamente nuovi.

“La moda può contribuire alla distruzione dell’ambiente. In considerazione dell’ambiente globale e delle pratiche sostenibili, ho creato una collezione con Diesel a partire da una montagna di vecchi capi in denim” racconta Yuta Hosokowa.