Dior Les Milly: il giardino di vetro che fiorisce sulla tavola

In breve
• La collezione Dior Les Milly comprende bicchieri da acqua, calici da vino, coppe da champagne, caraffe e scodelle.
• Ogni creazione è realizzata in Italia, presenta lievi variazioni artigianali e richiede il lavaggio a mano.

Rose, margherite e quadrifogli sembrano trattenuti nel vetro, mentre api, farfalle e coccinelle compaiono fra steli colorati e superfici trasparenti. Les Milly trasforma la tavola in un piccolo giardino domestico, da comporre con la stessa cura riservata a un mazzo di fiori.

Dior Les Milly è la collezione ideata da Cordelia de Castellane per Dior Maison e ispirata a Milly-la-Forêt, il luogo in cui Christian Dior cercava riposo e nuova energia. Il richiamo a quella dimensione bucolica passa attraverso quindici oggetti in vetro trasparente soffiato a bocca, realizzati in Italia. Il linguaggio della Maison entra nella mise en place in forma minuta: un’ape posata accanto a una rosa, una farfalla tra le margherite, una coccinella vicina al quadrifoglio.

Un erbario di vetro costruito su tre famiglie decorative

La collezione si articola in tre famiglie di motivi, ciascuna declinata in bicchiere da acqua, calice da vino, coppa da champagne, caraffa e scodella. Le rose dialogano con le api e con accenti bordeaux; le margherite sono accompagnate dalle farfalle e da tocchi rosa; quadrifogli e coccinelle introducono il verde. Questa struttura consente due letture della tavola: una composizione uniforme, costruita attorno a un solo fiore, oppure un insieme misto nel quale ogni coperto riceve un dettaglio botanico diverso.

La leggerezza visiva nasconde un lavoro affidato alla mano e al respiro. Ogni pezzo è in vetro soffiato a bocca e può quindi presentare piccole variazioni, tracce della lavorazione che rendono ciascun esemplare leggermente diverso e quindi unico.

La colazione e il brunch richiedono luce, lino e pochi fiori

Dior Les Milly margherite e farfalle

photo by Dior

Per una colazione estiva o un brunch, la famiglia con margherite e farfalle trova il contesto più naturale accanto a porcellana bianca, tovaglioli in lino écru e posate d’argento dalla linea asciutta. I bicchieri da acqua con stelo rosa introducono il colore senza chiedere altri elementi decorativi importanti. La scodella può diventare il punto più alto del coperto, mentre la caraffa va lasciata libera al centro della tavola, così che la luce attraversi il vetro e renda leggibili i piccoli dettagli multicolori.

Con oggetti tanto narrativi, il centrotavola deve restare basso e rarefatto. Sono sufficienti pochi steli raccolti in piccoli vasi trasparenti, distanziati tra loro, oppure una sola composizione di foglie leggere. Ripetere margherite vere accanto alle margherite in vetro rischia di rendere la tavola troppo letterale; un verde morbido crea invece profondità e lascia che la decorazione Les Milly conservi il primo piano. Anche il tovagliato può fermarsi a una tovaglia unita, priva di bordi ricamati o stampe floreali.

Il pranzo in giardino trova equilibrio nella mise en place spaiata

Dior Les Milly coccinelle e trifolgio

photo by Dior

Il pranzo all’aperto permette di mescolare le tre famiglie come se ogni ospite ricevesse un fiore differente. Un bicchiere con quadrifoglio e coccinella può alternarsi a uno con rose e api o a una variante con margherite e farfalle, mantenendo comuni piatti, tovaglioli e posate. La regola utile è scegliere una base cromatica neutra, dal bianco gesso al lino naturale, e lasciare che verde, rosa e bordeaux emergano in punti isolati.

Per dare continuità alla composizione, conviene riprendere uno solo dei colori del vetro in un elemento tessile. Un tovagliolo verde salvia può accompagnare i quadrifogli, mentre un nastro bordeaux intorno al menu o al segnaposto richiama la famiglia delle rose. I sottopiatti molto decorati e le ceramiche dipinte appesantirebbero l’insieme; funzionano meglio superfici opache, capaci di far risaltare la brillantezza e la trasparenza. La caraffa Les Milly diventa il fulcro verticale, affiancata da candele sottili soltanto quando il pranzo prosegue verso sera.

La coppa da champagne apre l’aperitivo alla leggerezza

Nell’aperitivo, le coppe da champagne possono essere usate come unico elemento Les Milly, accostate a un vassoio essenziale e a piccoli piatti in tinta unita. È una soluzione adatta anche a chi desidera inserire la collezione per gradi, senza costruire subito un servizio completo. Le varianti con rose assumono un carattere più serale accanto a tonalità crema e bordeaux; quelle con margherite alleggeriscono una terrazza chiara; quadrifogli e coccinelle si accordano con legni naturali e tessili verdi.

La presenza della caraffa evita che il servizio dell’acqua resti estraneo alla composizione e crea un contrappunto alle coppe. Per mantenere leggibili forme e motivi, è meglio disporre poche portate alla volta e lasciare uno spazio libero tra i gruppi di oggetti. Les Milly chiede infatti una tavola ariosa, nella quale il vetro possa essere osservato anche lateralmente. Una luce radente, naturale al tramonto o affidata a candele basse, mette in risalto le piccole variazioni artigianali.

La cena veste rose, bordeaux e trasparenze

Per la cena, la famiglia con rose e api offre la lettura più intensa. Lo stelo bordeaux del bicchiere da acqua può guidare l’intera palette attraverso tovaglioli color vino, piatti avorio e una tovaglia bianca dalla trama evidente. Il colore va ripreso una sola volta, evitando di sommare fiori rossi, candele scure e ceramiche decorate. In questo modo la rosa in vetro rimane un dettaglio da scoprire durante il pasto e la tavola conserva profondità, misura e un ritmo visivo chiaro.

Chi preferisce una cena meno formale può usare una sola scodella Les Milly al centro e distribuire bicchieri di famiglie differenti ai vari posti. La scodella introduce la forma rotonda e raccoglie visivamente il servizio, mentre i calici definiscono una linea verticale più sottile. Le posate possono essere lucide, purché i piatti restino monocromi; con una base molto riflettente è invece preferibile un metallo satinato. Il principio resta quello della gerarchia: un elemento protagonista, alcuni richiami cromatici e una quantità generosa di spazio vuoto.

Il giardino di Dior smette di essere un motivo da contemplare e diventa una presenza da usare, proteggere e ricomporre ogni volta.

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credit image by Press Office – photo by Dior

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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