Eenie Meanie: una corsa senza freni verso il passato
Dal 22 agosto su Disney+, Eenie Meanie porta Samara Weaving in un adrenalinico thriller diretto da Shawn Simmons. Ex pilota di fughe criminali, Edie torna nel giro per salvare il suo ex, tra inseguimenti mozzafiato, ironia e un cast corale che include Andy Garcia, Steve Zahn e Karl Glusman. Un esordio registico che dosa tensione e humor, guidato dall’energia magnetica della sua protagonista.
Dal 22 agosto, su Disney+, approda Eenie Meanie, un thriller ad alta tensione prodotto da 20th Century Studios che promette di essere una delle uscite più divertenti e “veloci” dell’estate. Alla regia e alla sceneggiatura c’è Shawn Simmons, che firma qui il suo esordio dietro la macchina da presa, sostenuto dalla produzione di Rhett Reese e Paul Wernick, già noti per Deadpool e Zombieland.
La storia ruota attorno a Edie, un tempo adolescente prodigio dell’arte della fuga su quattro ruote, che ha cercato di lasciarsi alle spalle il suo passato criminale. Ma le vecchie strade, si sa, hanno un richiamo irresistibile: un ex datore di lavoro le propone un accordo per salvare la vita del suo ex fidanzato, un uomo affascinante ma irrimediabilmente inaffidabile.
Samara Weaving, la regina dell’adrenalina
Nei panni della protagonista troviamo Samara Weaving, ormai consolidata icona del cinema action al femminile, capace di unire ironia e fisicità esplosiva. Già apprezzata in Ready or Not, Snake Eyes e Bill & Ted Face the Music, l’attrice dona a Edie un carisma contagioso e un’energia che rende ogni scena dinamica e imprevedibile.
Weaving costruisce un personaggio che vive nel limbo tra il desiderio di una vita tranquilla e il fascino pericoloso dell’adrenalina. La sua Edie è disillusa ma ancora vulnerabile, una donna che cerca di restare fuori dai guai ma che finisce per affrontarli a tutta velocità.
Un cast corale irresistibile
Ad affiancarla, un ensemble che mescola volti noti del cinema e della televisione: Karl Glusman, Jermaine Fowler, Marshawn Lynch, Randall Park, Steve Zahn e un carismatico Andy Garcia. Ognuno porta in scena una sfumatura diversa di comicità o tensione, creando un equilibrio di toni che impedisce al film di prendersi troppo sul serio.
Tra questi spiccano Steve Zahn, capace di passare dal grottesco al minaccioso in un attimo, e Andy Garcia, che aggiunge al suo personaggio un’aria di fascino ambiguo. La chimica tra i membri del cast contribuisce a dare al film un ritmo serrato e a rendere credibili anche le situazioni più surreali.
Il debutto di Shawn Simmons
Con Eenie Meanie, Shawn Simmons si presenta al pubblico con uno stile che unisce ritmo narrativo e una certa inclinazione per il tono irriverente. La sua regia, pur senza ambizioni da manifesto autoriale, si concentra su un intrattenimento diretto e senza fronzoli, costruendo sequenze d’azione chiare e leggibili, senza perdere di vista il lato umano dei personaggi.
L’abilità di Simmons sta nel saper dosare la tensione e l’umorismo, alternando inseguimenti frenetici a dialoghi dal sapore sarcastico, in cui le dinamiche tra i personaggi si rivelano più intriganti delle stesse acrobazie su strada.
Un thriller che gioca con il genere
Il film si inserisce nel filone dei thriller d’azione “on the road”, ma evita di cadere nella pura esibizione muscolare. Al contrario, la sceneggiatura sfrutta il contesto per esplorare il concetto di lealtà e il peso del passato, pur mantenendo un ritmo da intrattenimento puro.
Sul piano visivo, la fotografia alterna toni urbani a scenari più sporchi. Le scene di guida sono girate con chiarezza e fluidità, mantenendo sempre lo spettatore dentro l’azione senza indulgere in virtuosismi fini a sé stessi.
Una corsa che lascia il segno
Eenie Meanie riesce a trovare il suo spazio in un panorama saturo di produzioni action grazie a un tono leggero e alla forza della sua protagonista. Non è un film che punta alla complessità narrativa, ma un’opera che sa esattamente cosa vuole essere: un’avventura rapida, ironica e ad alto tasso di intrattenimento.
L’aspetto più riuscito sta nella capacità di mescolare il brivido dell’inseguimento con momenti di umanità. Alla fine, quello che resta non è solo la velocità delle corse, ma il senso di una storia che, tra battute e scontri, racconta di seconde possibilità, scelte difficili e legami che resistono anche quando sarebbe più facile lasciarli indietro.
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