Ethea di Manerba alla Milano Design Week 2026: librerie e scrivanie modulari per una nuova idea di spazio ibrido

Alla Milano Design Week 2026, Manerba presenta nel suo showroom di Piazza San Simpliciano Ethea, nuovo sistema di librerie e scrivanie modulari firmato da Ilaria Marelli Design. Il progetto sviluppa il concetto Be Human e traduce in arredo quattro qualità decisive per gli spazi contemporanei: forza, versatilità, leggerezza e flessibilità. Il risultato è una collezione pensata per uffici, hospitality, retail e ambienti ibridi, dove il design non separa solo funzioni, ma costruisce relazioni più fluide tra lavoro, accoglienza e benessere.

Con Ethea, Manerba presenta una collezione di arredi tecnici, ma anche una risposta precisa al modo in cui gli spazi si stanno trasformando. Il progetto nasce come nuova applicazione della visione Be Human, già introdotta dal brand nella stagione precedente, e si concentra su un tema oggi centrale: come rendere gli ambienti di lavoro più ospitali, adattabili e umani senza rinunciare a rigore progettuale e prestazione. È da questo ascolto dei bisogni reali che prende forma un sistema di librerie, scrivanie modulari e tavoli bar pensato per spazi in cui le funzioni non sono più rigide, ma si sovrappongono e si ridefiniscono nel tempo.

Ilaria Marelli racconta: “La collezione Ethea nasce da un ascolto attento dei desideri e dei bisogni di chi abita gli spazi di lavoro, ripensati come luoghi ospitali, dove flessibilità e benessere si intrecciano in armonie di colore. Una collezione di librerie, scrivanie modulari, tavoli bar nata per interpretare con naturale versatilità gli spazi ibridi contemporanei: prodotti leggeri nelle forme, luminosi nella palette, capaci di trasmettere energia positiva.”

Forza e leggerezza diventano il vero linguaggio del progetto

Il pregio più evidente di Ethea sta nel tenere insieme qualità apparentemente opposte. Da una parte c’è la solidità della struttura, dall’altra una percezione visiva quasi sospesa. Manerba lavora su telai essenziali in metallo tubolare a sezione rotonda, robusti ma mai pesanti, capaci di sostenere piani e accessori mantenendo un segno grafico pulito, continuo, discreto. È un design che non invade lo spazio, ma lo organizza con precisione, lasciando passare luce, sguardo e movimento.

Questa leggerezza è anche una condizione funzionale, perché consente al sistema di entrare in ambienti diversi senza irrigidirli. In Ethea si percepisce una precisa cultura del progetto: eliminare il superfluo, ridurre il peso visivo, far sì che ogni elemento possa essere riconfigurato con facilità. Proprio questa misura rende il sistema convincente nei contesti ibridi, dove l’arredo non deve imporre una gerarchia definitiva, ma accompagnare usi mutevoli.

Ethea librerie: moduli aperti che dividono senza chiudere

Ethea Librerie Manerba Milano Design Week 2026

photo by Max Rommel

La parte forse più interessante del sistema è quella delle librerie modulari, pensate per sfruttare le superfici verticali senza appesantire l’ambiente. Manerba lavora qui su una struttura aperta che può funzionare sia a parete sia come elemento divisorio. È un punto importante, perché in molti progetti contemporanei la separazione degli spazi non passa più da partizioni nette, ma da filtri più porosi, in grado di definire aree e percorsi preservando però la continuità visiva. Ethea va esattamente in questa direzione.

Le librerie possono assumere configurazioni lineari o curvilinee, aperte o chiuse da contenitori e divisori, e sono disponibili in tre altezze e due lunghezze, così da costruire composizioni scalabili e adattabili. La semplicità dell’assemblaggio è un altro dato progettualmente rilevante: i moduli si uniscono con una clip, soluzione che rende il sistema rapido da montare, facile da ampliare e semplice da riorganizzare. In un’epoca in cui gli spazi cambiano più velocemente delle architetture che li contengono, questa capacità di trasformarsi è uno dei tratti più intelligenti di Ethea.

Una libreria che diventa architettura leggera

Osservata con attenzione, la libreria Ethea non lavora solo come contenitore. Funziona anche come micro-architettura interna. La struttura a telaio aperto permette di separare gli spazi mantenendo luce naturale e senso di apertura. In questo senso, Ethea riesce a muoversi sul confine tra prodotto e sistema spaziale: non occupa soltanto una stanza, ma la ridisegna.

A rafforzare questa dimensione contribuisce la possibilità di aggiungere ripiani, contenitori, lockers, griglie, fioriere e pannelli fonoassorbenti. Strumenti che permettono a ogni configurazione di rispondere a esigenze molto diverse: archiviazione, privacy, comfort acustico, esposizione, definizione di zone verdi.

Ethea scrivanie: un sistema trasversale tra lavoro, accoglienza e relazione

Ethea Ilaria Marelli Manerba photo Max Rommel

photo Max by Rommel

Se la libreria definisce il paesaggio, il sistema di scrivanie, tavoli, tavolini bassi e alti, tavoli bar e consolle costruisce il lato più operativo e conviviale della collezione. Anche qui ritorna la stessa struttura tubolare, così da mantenere continuità formale tra i diversi elementi. Ma il vero punto di forza è la trasversalità d’uso: Ethea non nasce per un solo tipo di ufficio, bensì per una gamma molto ampia di situazioni, dalle postazioni individuali alle configurazioni a 2 o 4 posti, lineari o bi-frontali, fino alle aree collaborative e informali.

La presenza di divisori fonoassorbenti rafforza ulteriormente questa flessibilità, perché consente di modulare il grado di apertura delle postazioni e di migliorare il comfort acustico senza ricorrere a soluzioni invasive. Questo aspetto rende il sistema particolarmente interessante nei progetti workplace più aggiornati, dove la qualità sonora è diventata parte integrante dell’esperienza d’uso.

Ethea pensa gli spazi come ecosistemi fluidi

Il sistema è dichiaratamente pensato non solo per uffici, ma per open space, studi creativi, reception di hotel, aree collaborative, ristoranti e store, cioè per tutti quei luoghi in cui il confine tra lavoro, accoglienza e permanenza informale è sempre più sottile.

Un altro elemento da leggere con attenzione è il lavoro cromatico. Ethea è anche un sistema di colore, disponibile in finiture che spaziano da tonalità calde come Ocra, Argilla, Arancio e Rosso Granata fino a un tono più brillante come Bristol Blue.

La possibilità di riconfigurare, riutilizzare e spostare facilmente gli elementi favorisce inoltre un approccio più circolare alla progettazione degli uffici e degli spazi collettivi.

credit image by Press Office – photo by Manerba

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Matilda Brera è specializzata nel settore del design e del lifestyle, con una passione innata per l'arte e l'innovazione. Fin da giovane ha dimostrato un interesse vivido per l'estetica e la creatività, che ha coltivato attraverso gli studi e l'esperienza pratica. Matilda è anche un'appassionata sostenitrice dell'ecosostenibilità nel design, promuovendo progetti e idee che integrano l'estetica con la responsabilità ambientale.

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