Festival Sanremo 2022 Dargen D’Amico: il brano “Dove si balla” e il nuovo album “Nei sogni nessuno è monogamo”

Festival Sanremo 2022 Dargen D’Amico – La nuova rivelazione della 72ª edizione del Festival di Sanremo Dargen D’Amico pubblica il nuovo album “Nei sogni nessuno è monogamo”. Il progetto discografico include anche il brano “Dove si balla”, che il portavoce del rap d’autore ha presentato sul palco dell’Ariston.

“Nei sogni nessuno è monogamo” è il decimo album in studio e rappresenta a 360° la musica di Dargen D’Amico, che negli anni ha dimostrato una spiccata e innata capacità di unire i sound e le influenze più eterogenee, da quelle derivanti dalla tradizione cantautorale italiana, a quelle provenienti dalla musica classica ed elettronica, fino a quelle di matrice più dichiaratamente pop.

Una penna creativa, fuori dagli schemi, che si muove tra giochi di parole e figure retoriche, in grado di mettere a fuoco vere e proprie immagini che si imprimono nella mente dell’ascoltatore. Nei suoi testi l’artista affronta spesso l’attualità e i problemi quotidiani sdrammatizzandoli e dando loro una chiave più “leggera”.

Festival Sanremo 2022 Dargen D’Amico: “Dove si balla”, il videoclip ufficiale

“Nei sogni nessuno è monogamo” include anche “Dove si balla”, in gara al Festival di Sanremo, un brano che unisce in un unico tormentone tutti i mondi che Dargen D’Amico ha esplorato nel corso della sua carriera: la cassa dritta dell’elettronica da ballare, il pop anni ’90 che prende le mosse dall’eurodance, il rap d’autore. La definisce una canzone che parla “della necessità di movimento dell’essere umano, in tutti i sensi”, e riesce con leggerezza e ironia a toccare diversi temi a lui cari, dalle migrazioni ai rapporti umani.

Soprattutto, descrive un mondo post-pandemico che ci vede passare le nostre serate sul divano, e si pone dubbi esistenziali che hanno attraversato la mente di ciascuno di noi, negli ultimi due anni: che senso ha la vita senza la gioia della musica e della danza?

L’atmosfera che pervade il videoclip di “Dove si balla” sin dai primi secondi è onirica, sospesa e surreale, al di fuori del tempo e dello spazio; un non luogo, un limbo che ricorda vagamente una solitaria e isolata spiaggia, su cui si staglia un’enorme porta di legno che per tutta la durata del video lo spettatore sembra riuscire a varcare solo parzialmente. Il suo occhio da voyeur viene trasportato al di qua e al di là di quello che rappresenta una sorta di portale su un mondo altro, le cui basi poggiano su un enorme disco in vinile – quello di “Dove si balla” – su cui a poco a poco si radunano delle piccole miniature, le cui pose ricordano quelle di uomini e donne intenti a scatenarsi in pista.

Anche il videoclip è emblematico della straordinaria capacità di Dargen d’Amico di affrontare l’attualità e i problemi quotidiani sdrammatizzandoli e dando loro una chiave più “leggera” e irriverente. Le miniature, realizzate a mano come piccole statue, vanno a sostituire infatti le persone, attualmente impossibilitate a ballare uno accanto all’altro come vorrebbero. Un’idea alternativa, sofferta ma doverosa, a quella iniziale alla base del video, che avrebbe dovuto prevedere la presenza di numerose comparse in carne e d’ossa e che non è stata realizzata in rispetto alle attuali norme anti-Covid; un’interpretazione agrodolce e malinconica del periodo che tutti noi siamo vivendo, smorzata dal testo della canzone che invita a “fottersene e ballare”, anche soli nel proprio salotto, in tuta, in pigiama o avvolti da una coperta di pile, accompagnati dalle parole del cantautore, che si susseguono in sovraimpressione come un karaoke per tutta la durata del video.

Rapper, cantautore e produttore, Dargen D’Amico è stato definito in più occasioni tra i rappresentanti più eclettici e poetici della scena cantautorale italiana contemporanea. Nel suo percorso dieci album, tra cui due episodi che hanno cambiato la storia dell’hip-hop italiano: “Musica senza musicisti” (2006) e “Di vizi di forma virtù” (2008). Ha spostato i confini di genere fondendo, per la prima volta in Italia, il rap con la musica colta italiana. Uno stile unico caratterizzato dalla destrutturazione del linguaggio e da giochi di equilibrio tra i sensi delle parole. Ha ripetutamente collaborato con Fedez, Fabri Fibra, Marracash, Rkomi, Benny Benassi, Enrico Ruggeri, 883, Tedua.

credit image by Press Office – photo by Adriana Tedeschi

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Giornalista da una vita, amante del web e Caporedattore di Globe Styles :)

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