Fuorisalone Milano 2019 L’Arabesque: La Melodia del Vento, i nuovi arredi di Chichi Meroni

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L’arabesque Design Gallery presenta La Melodia del Vento, con i nuovi arredi di Chichi Meroni e Kabuki, installazione luminosa di Analogia Project. Scopri tutto su Globe Styles

Fuorisalone Milano 2019 L’Arabesque – La galleria L’Arabesque di via Francesco Sforza 4, in occasione della Milano Design Week 2019, si trasforma nella metafora di un teatro kabuki con una scenografia creata da Andrea Mancuso/Analogia project. Il palcoscenico ha il fondale continuo, costituito da Shoji in carta di riso e il pavimento ricoperto da una serie di tatami disegnati su tela.

Gli 11 attori di questa statica rappresentazione sono dei simulacri, figure leggere, prive di peso corporeo, che fluttuano nello spazio, vestite con i preziosi kimoni antichi, appartenenti alla nutrita collezione di Chici Meroni, con teste luminose, costituite da lampade Cocoon degli anni 50/60 appartenenti alla ricca raccolta dell’Arabesque.

La cultura giapponese, con i suoi simboli, le sue delicate sfumature cromatiche, i contrasti di luci e ombre, rappresenta il legame con l’altra installazione la “Melodia del vento,” dedicata all’esposizione dei nuovi arredi, disegnati da Chichi Meroni, ispirati alle figureiconiche della filosofia zen, il cerchio, il quadrato e il triangolo, contestualizzati all’interno di una “Minka”, la tradizionale casa giapponese, circondata da un giardino zen, con un camminamento di doghe in legno che accompagna all’ingresso della casa, aperta, come un palcoscenico, per mostrare i suoi tesori.

Chichi Meroni per questa settimana del design milanese 2019 e presenta la collezione di arredi, “La melodia del vento”, un progetto intimamente legato alla sua passione per la cultura giapponese. Il nome della serie rimanda a Arashiyama, la più grande foresta di bambù al mondo, nei pressi di Kyoto, dove, secondo quanto sostengono i giapponesi, il vento, frusciando tra i fusti, produce una lieve melodia.

La collezione si compone di una libreria, di alcune sedute, di tavoli alti e bassi, di uno scrittoio e di un mobile ad ante porta televisore. Il comun denominatore è rappresentato dalle sottili gambe in metallo canna di bambù, laccate, che donano levità alle forme pulite e essenziali, dalle finiture dagli intensi colori delle lacche Urushi e dai riferimenti costanti alla filosofia Zen che hanno ispirato la collezione di arredi e la loro scenografia con i pavimenti di tatami, gli shoji per separare i tre spazi dedicati rispettivamente al pensiero, alla lettura/scrittura e al suono che si affaccia, come un palcoscenico su un giardino zen, traversato da un camminamento che permette di avvicinarsi alle creazioni esposte simulando una passeggiata nei veri giardini giapponesi.

La poltrona con i draghi, simbolo di protezione nelle filosofie orientali, è posta al centro dei cerchi concentrici del giardino. I rivestimenti: la seta, il velluto, lo skai, e il politilene rappresentano lo scorrere del tempo al pari del fluire dell’acqua nei giardini Zen.

Completano la proposta degli ospiti: due giovani creatori, Sonia Pedrazzini, autrice di una serie di colte ceramiche “Le Morandine”, ispirate ai dipinti di Giorgio Morandi e Sebastiano Fischer, solitario ceramista, che a Pantelleria, crea vasi dalle forme archetipiche, smaltati con miscele di materie dell’isola, come l’ossidiana, le argille vulcaniche e i fanghi del lago di Venere, che compongono una tavolozza dalle impreviste sfumature, illuminata da bagliori metallici.