Giada primavera estate 2020: la grazia della leggerezza, la sfilata

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Giada primavera estate 2020 – Ci sono forza e delicatezza, grazia e potenza nella gestualità delle mani, ed è a questo che Gabriele Colangelo si ispira per la collezione Giada primavera estate 2020.

Mani come parte loquace del corpo, annodate e intrecciate nelle pose che Auguste Rodin rappresentava nei suoi acquerelli eterei e fisici; mani che tracciano linee, sinuosamente, dipingendo pennellate lunghe e dense come fa Ronan Bourellec.

Fedele allo spirito di Giada – trasformare la complessità in serena semplicità – Colangelo fonde un’idea femminile di leggerezza con un senso di materia e presenza, lavorando su forme che si aprono, avvolgono e girano attorno al corpo, senza sforzo.

La nitidezza si dissolve in poesia in movimento. La silhouette è allungata e vicina al corpo, aperta dall’alto verso il basso. Tagli e torsioni danno movimento alle giacche, mentre i top si liquefanno su un lato, aprendosi asimmetricamente.

L’idea della pennellata densa viene tradotta in plissettatura o lavorazione a coste su tuniche tubolari o condensata in linee disegnate a mano su lunghi abiti. Il taglio in sbieco evidenzia ulteriormente il senso di movimento e facilità mentre la geometria del modellare e drappeggiare il tessuto sul corpo viene esplorata estensivamente. I tagli ad alta definizione sottolineano la precisione dei contorni.

I plissé cangianti vibrano. La stratificazione di giacche, top, abiti, pantaloni è sottolineata da una fusione acquosa di grigio chiaro, nero lavagna e nero con tocchi di blu ceruleo e note calde di zenzero, caramello, burro, zafferano e olio. Come sempre per Giada, il colore è un tutt’uno con la texure: un’armonia di cashmere, double di lana/seta, georgette, seta, seta metallizzata, nappa.

Il movimento delle silhouette è punteggiato e ancorato da catene in forma di collane, orecchini, spille e cinture intrecciate con elementi di vera pietra. Le borse sono mini o maxi, con manici a catena. Le scarpe hanno forme allungate e tacchi di pietra. Il movimento si fa sinonimo di grazia, mentre questa rivela forza.