Ginarte presenta la limited edition firmata Sir Edward: il gin italiano incontra l’arte del tatuaggio
Ginarte presenta una nuova limited edition firmata dal tatuatore milanese Sir Edward. La bottiglia diventa superficie artistica e racconta le quattro virtù cardinali – Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza – attraverso un linguaggio grafico fine line, essenziale e simbolico.
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Ginarte, premium dry gin italiano dedicato al mondo dell’arte, presenta una nuova limited edition firmata da Edoardo Tabacchi, in arte Sir Edward, tra i tatuatori più riconosciuti della scena milanese e italiana. Il progetto mette in dialogo design, mixology e tattoo art, trasformando la bottiglia in una superficie narrativa, segnata da un tratto grafico essenziale, intimo e simbolico.
La collaborazione nasce da un’idea precisa: portare il linguaggio del tatuaggio su un oggetto iconico, rendendo la bottiglia non solo contenitore del gin, ma anche opera visiva. Le illustrazioni vengono impresse direttamente sul vetro attraverso una tecnologia avanzata a getto d’inchiostro, con un effetto che richiama il tatuaggio sulla pelle: permanente, identitario, personale.
Le quattro virtù cardinali in chiave contemporanea
La limited edition si compone di quattro bottiglie, ciascuna dedicata a una delle virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza. Il riferimento arriva dalla filosofia classica e dalla tradizione occidentale, dove queste virtù rappresentano i pilastri morali dell’agire umano.
Sir Edward le reinterpreta con il proprio tratto fine line, in bianco e nero, essenziale ma narrativo. Restano i riferimenti iconografici classici: specchio e serpente per la Prudenza, bilancia e spada per la Giustizia, armatura e colonna per la Fortezza, vasi e torce per la Temperanza. Il fronte della bottiglia riporta il nome della virtù, mentre il lato diventa spazio visivo per il segno, creando un dialogo tra parola e immagine.
Il tatuaggio come linguaggio intimo e condiviso
Il lavoro di Sir Edward è costruito su linee sottili, toni delicati e attenzione al dettaglio. Il suo stile nasce dal dialogo con il cliente e dalla trasformazione di emozioni, ricordi e vissuti in segni permanenti. Portare questo linguaggio sulla bottiglia di Ginarte significa spostare l’intimità del tatuaggio in una dimensione condivisa, senza perdere il valore personale del simbolo.
La bottiglia diventa così una pelle di vetro. Un supporto che accoglie una storia. Da sempre infatti Ginarte affida l’etichetta laterale delle proprie edizioni ad artisti, fotografi, street artist, tatuatori e designer.
Ginarte: il premium dry gin italiano dedicato all’arte
Ginarte si definisce “The Spirit of Art”: un premium dry gin italiano secco, versatile e raffinato, pensato per la grande cocktail mixology. Il suo gusto è equilibrato, pulito e complesso, adatto ai grandi classici del bere miscelato.
La componente artistica non riguarda solo il packaging. È presente anche nella scelta delle botaniche. Accanto alle bacche di ginepro raccolte in Toscana, Ginarte utilizza piante storicamente legate al mondo dell’arte e alla produzione dei pigmenti rinascimentali: nepitella, cartamo, robbia, reseda odorosa e guado di Montefeltro. A queste si aggiungono angelica, lavanda, ibisco, sambuco, germogli di pino, pino mugo e aghi di pino.
Il profilo aromatico: ginepro, erbe, fiori e note balsamiche
Ginarte ha una costruzione molto interessante perché unisce la secchezza del dry gin a una tavolozza botanica ampia. Il ginepro toscano resta l’asse portante: balsamico, resinoso, asciutto, indispensabile per mantenere struttura e identità gin.
La nepitella aggiunge una sfumatura mediterranea, erbacea e leggermente mentolata. Lavanda, ibisco e sambuco portano una parte floreale più elegante, mentre germogli di pino, pino mugo e aghi di pino rafforzano il lato boschivo e balsamico. L’angelica contribuisce con una nota radicale, secca e terrosa, importante per dare profondità e fissare la struttura aromatica. Le botaniche legate ai pigmenti – cartamo, robbia, reseda odorosa e guado – rendono il racconto ancora più distintivo, perché connettono il liquido alla storia dei colori e dell’arte.
Come servirlo: Gin Tonic, Martini e classici della mixology
La natura secca e pulita di Ginarte lo rende ideale nei classici. In un Gin Tonic, è preferibile scegliere una tonica neutra o leggermente agrumata, evitando versioni troppo zuccherine che coprirebbero le botaniche. Come garnish, una scorza di limone, un rametto di rosmarino o una piccola punta di lavanda possono valorizzare le componenti erbacee e floreali.
Nel Martini Cocktail, Ginarte esprime il suo lato più asciutto e sofisticato. Il ginepro, l’angelica e le note balsamiche dialogano bene con il vermouth dry, mentre la parte floreale rimane in filigrana. In un Negroni, invece, la struttura botanica sostiene l’amaro, ma conviene lavorare su proporzioni molto pulite per non appesantire la bevuta: il gin deve restare leggibile, soprattutto nelle sfumature di pino, lavanda e ginepro.
Food pairing: cosa abbinare a Ginarte
Per il food pairing, Ginarte va letto attraverso le sue botaniche: ginepro, pino, nepitella, lavanda, sambuco, ibisco e angelica suggeriscono abbinamenti freschi, aromatici e leggermente balsamici. Il Gin Tonic funziona molto bene con crudi di mare, ostriche, gamberi rossi, tartare di ricciola o carpacci di branzino agli agrumi, perché la componente resinosa del ginepro e del pino pulisce il palato e sostiene la sapidità marina.
La nepitella apre a piatti mediterranei con erbe fresche: zucchine alla scapece, melanzane grigliate, pomodori confit, insalate di erbe amare, focacce con olio e sale. Le note floreali di lavanda, sambuco e ibisco dialogano con caprini freschi, ricotte leggere, burrata con pepe rosa, miele d’acacia o frutta estiva, ma anche con preparazioni a base di pollo, tacchino o vitello tonnato in versione più delicata.
Il lato balsamico del pino mugo e degli aghi di pino regge bene anche piatti più saporiti, come salmone affumicato, trota marinata, speck leggero, tartare di manzo con erbe, funghi alla griglia o formaggi semistagionati. In miscelazione, un Negroni con Ginarte può accompagnare salumi fini, olive, acciughe del Cantabrico, crostini con burro montato e alici; un Martini è perfetto con ostriche, caviale, mandorle salate o piccoli fritti asciutti. La chiave è evitare piatti troppo dolci o molto speziati: Ginarte dà il meglio con sapidità, freschezza, grassi eleganti e profumi vegetali.
Con questa edizione, Ginarte conferma la propria vocazione: essere un gin italiano pensato per la miscelazione, ma anche una piattaforma per l’arte contemporanea. In questa bottiglia, il tatuaggio diventa segno, simbolo e racconto da condividere attorno a un drink.
credit image by Press Office – photo by Ginarte













