Gucci Cruise 2026: il ritorno alle origini, la sfilata a Firenze
Gucci torna nella sua città d’origine per presentare la collezione Cruise 2026 in un evento che celebra Firenze come fonte inesauribile di ispirazione. La sfilata si svolge a Palazzo Settimanni, casa dell’Archivio Gucci, dove arte, storia e stile si fondono. Il risultato è una collezione ricca di stratificazioni, materiali opulenti, e dettagli che raccontano il savoir-faire del brand. Tra elementi d’archivio e nuovi codici estetici, la maison ridefinisce la propria visione di eleganza italiana, intrecciando passato e futuro.
Gucci Cruise 2026: il video della sfilata
Firenze, città dalle mille sfumature rinascimentali, accoglie nuovamente Gucci, che sceglie la sua terra natale per svelare la nuova collezione Cruise 2026. Palazzo Settimanni, sede dell’Archivio Gucci, diventa il palcoscenico per una narrazione visiva che dialoga con il tempo. Lì dove la memoria prende forma in tessuti e accessori, il marchio crea un intreccio raffinato di ispirazioni storiche e sensibilità contemporanee.
Il lessico dei materiali: tessuti storici, forme moderne
Il cuore della collezione pulsa grazie alla ricchezza materica: broccati, jacquard, velluti e sete vengono trattati con maestria sartoriale. Ogni capo diventa una tela tridimensionale, su cui si sovrappongono ricami, strass e pizzi. La stratificazione estetica richiama quella culturale della città stessa, evocando un’eredità tessile che affonda le radici nel Medioevo.
Il Monogramma GG, ormai parte del dna visivo della maison, si muove tra capi e accessori con discreta presenza, mentre la G singola, reinterpretata, appare su fibbie, inserti e dettagli calzaturieri. Le silhouette si fanno decise ma fluide, spaziando tra costruzioni oversize e linee affusolate, adatte a ogni momento della giornata.
Le borse: tradizione e nuove proporzioni
Elemento centrale della narrazione Gucci, la pelletteria si declina in modelli che evocano l’archivio ma si rinnovano nei volumi e nei dettagli. Il modello half-Horsebit e la vanity bag con manico strutturato rispondono al desiderio di eleganza accessibile e gestuale. Tra tutte spicca la borsa Gucci Giglio, omaggio al fiore simbolo di Firenze, già disponibile dal termine della sfilata.
I gioielli insieme a Pomellato
Il savoir-faire della maison si espande anche nel gioiello: nasce così ‘Monili’, la capsule realizzata in collaborazione con Pomellato. Oro, pelle e pavé di diamanti si fondono in pezzi unici come la minaudière gioiello e una collana di forte impatto visivo, reinterpretando modelli d’archivio del 1984. Il gusto artigianale è qui portato all’estremo della raffinatezza.
L’intera collezione è permeata dal concetto di ‘sprezzatura’, quell’equilibrio tra naturalezza e ricercatezza che nasce nelle corti rinascimentali e si rinnova oggi nella cifra stilistica di Gucci. I capi non raccontano solo una storia estetica, ma incarnano un modo di vivere e interpretare l’eleganza italiana, fatto di personalità e libertà espressiva.
Rinunciando a ogni schema canonico, Gucci conclude la serata aprendo idealmente la collezione alla città: i modelli escono dal Palazzo e percorrono la piazza, integrandosi con lo scenario urbano. Un gesto simbolico, che dissolve i confini tra moda e realtà, lasciando Firenze e Gucci in un reciproco abbraccio visivo e culturale.
credit image by Press Office – photo by Gucci











