Hamilton Torino Film Festival 2019: premiati Brian Welsh e Bayu Prihantoro Filemon

Hamilton premia Bayu Prihantoro Filemon per la sceneggiatura “The Songsmith” e il regista Brian Welsh. Scoprite tutto su Globe Styles

Hamilton Torino Film Festival 2019 – Va al regista e sceneggiatore Bayu Prihantoro Filemon il premio Speciale “Hamilton Behind the Camera Award – Talent for the Future” per la sceneggiatura di “The Songsmith”. In qualità di partner del TorinoFilmLab, Hamilton sostiene il cinema di domani conferendo un premio dedicato a un giovane talento nello sviluppo di un progetto dello ScriptLab.

Il premio è assegnato a un regista indonesiano che da autodidatta ha saputo distinguersi nel panorama cinematografico internazionale ricevendo riconoscimenti e menzioni a importanti festival per il suo primo cortometraggio “On the Origin of Fear”, qui a Torino alla sua prima prova di sceneggiatura per un lungometraggio.

La sua analisi parte dalla storia di una donna coraggiosa che insegue i propri ideali artistici e personali ponendo l’accento nel processo di sceneggiatura sulla necessità di rimanere indipendente e fedele a sé stessa. I valori di audacia, libertà e autodeterminazione accomunano questa storia a quella di Hamilton.

TorinoFilmLab ha lo scopo di promuovere giovani emergenti del panorama cinematografico internazionale che saranno i protagonisti del cinema di domani. Il marchio orologiero svizzero in qualità di partner del TFL assegna un Premio Speciale alla sceneggiatura di un film all’interno del programma ScriptLab. Il riconoscimento prevede un premio in denaro come sostegno per lo sviluppo di un progetto di sceneggiatura.

Va invece al regista inglese Brian Welsh il premio Speciale “Hamilton Behind the Camera Award – Torino Film Festival” per “Beats”, suo secondo lungometraggio cinematografico. Un’opera che intreccia con energia e vitalità una storia di formazione su uno sfondo fortemente inglese grazie a un ritmo serrato, cadenzato per tutto il film dal tema della musica e della politica.

Partendo dalle vicende personali dei due giovani protagonisti Welsh racconta una storia di amicizia, di libertà, di ricerca di un’identità che deve fare i conti con il mondo circostante per riscrivere un destino diverso da quello già definito da altri. I valori di audacia, libertà e autodeterminazione sottesi al film si intrecciano con continuità a quelli del marchio svizzero.

Hamilton vanta una lunga tradizione nel mondo del cinema e una presenza dei suoi orologi in oltre 500 pellicole grazie alla quale si è meritato il titolo di “The Movie Brand”. A fianco della partnership con il Torino Film Festival, la nuova collaborazione con il TorinoFilmLab ribadisce l’impegno e l’interesse che il marchio ha da sempre verso i protagonisti che lavorano dietro alla realizzazione di un film e in particolare con questo premio sottolinea l’importanza della formazione e del sostegno alle nuove generazioni di cineasti accompagnando un progetto dello ScriptLab allo stadio iniziale nel suo viaggio dalla pagina scritta fino al grande schermo.

Il mondo del cinema rappresenta una fonte di ispirazione inesauribile per il marchio orologiero svizzero Hamilton, che accosta il suo nome a prestigiose produzioni cinematografiche. Dal 1932 il brand lavora a stretto contatto con Hollywood dove i suoi orologi sono apparsi in oltre 500 film tra cui alcune delle più recenti pellicole quali “Jack Ryan, “Interstellar”, “Sopravvissuto – The Martian” e la trilogia “Men in Black”.

Oltre alla presenza degli orologi in film di successo, Hamilton ospita a Hollywood da dieci edizioni la manifestazione Hamilton Behind the Camera Awards per premiare gli artisti e le figure professionali che hanno lasciato un’impronta personale nell’industria del cinema.

Tra i vincitori delle scorse edizioni vi sono il produttore Graham King per “Bohemian Rhapsody”, la costumista Mary Zophres con “First Man – Il primo uomo”, il produttore Darren Aronofsky con “Jackie”, il regista Barry Jenkins con “Moonlight”, il compositore Justin Hurwitz con “La La Land”, la montatrice Sandra Adair con “Boyhood”, per citarne alcuni.