Head – Genève ad Alcova 2026: il design degli interni osserva la casa dal punto di vista animale
Ad Alcova Milano 2026, Head – Genève presenta una mostra che usa l’interior design per rileggere la convivenza tra esseri umani e animali domestici. Sei narrazioni spaziali trasformano oggetti, micro-architetture e infrastrutture quotidiane in un’indagine sul modo in cui la casa si adatta, si organizza e cambia quando viene condivisa con altre specie.
Alla Milano Design Week 2026, Head – Genève presenta ad Alcova No One Sees Them Like We Do. Notes on Animal Interiors, una mostra che porta il progetto d’interni dentro un terreno ancora poco esplorato: quello della convivenza quotidiana tra esseri umani e animali domestici. Il lavoro, sviluppato dagli studenti del Maia – Master in Architettura d’Interni, non affronta il tema in chiave decorativa né sentimentale. Al centro c’è piuttosto una domanda progettuale precisa: come cambia lo spazio della casa quando viene pensato come ambiente condiviso tra specie diverse?
Un progetto di interior design che mette in discussione la centralità umana
La forza del progetto sta nel suo spostamento di sguardo. Gli animali non vengono trattati come presenze accessorie, né come semplici destinatari di oggetti dedicati, ma come soggetti che incidono realmente sull’organizzazione dello spazio domestico. In questa prospettiva, l’interno non è più solo la misura delle abitudini umane, ma un sistema di relazioni, adattamenti, soglie e rituali di coabitazione.
Il progetto espositivo mette così in discussione un’impostazione tradizionalmente antropocentrica dell’interior design. La casa appare come un ambiente regolato da comportamenti, infrastrutture e dispositivi spesso invisibili, che emergono con chiarezza proprio quando si osservano le dinamiche della cura, del movimento, del riposo e della prossimità tra specie diverse.
Sei narrazioni spaziali per raccontare la convivenza domestica
La mostra prende forma attraverso sei narrazioni spaziali, ognuna costruita a partire da un animale e da una favola usata come strumento di riflessione progettuale. Questo impianto consente di tradurre un tema teorico in un racconto concreto, leggibile attraverso forme, presenze e relazioni materiali.
Più che proporre soluzioni definitive, il progetto costruisce scenari. Ogni nucleo espositivo lavora su una specifica condizione dell’abitare e restituisce una visione della domesticità come spazio instabile, negoziato e condiviso. È qui che il design acquista spessore critico: nella capacità di rendere visibili comportamenti, gerarchie e strutture che normalmente passano inosservate.
Oggetti, micro-architetture e infrastrutture invisibili
Dal punto di vista espositivo, No One Sees Them Like We Do. Notes on Animal Interiors si articola come una costellazione di micro-architetture, oggetti e frammenti infrastrutturali. Il prodotto, in questo caso, non coincide con un pezzo singolo, ma con un sistema di elementi che costruisce una lettura dell’interno domestico. È proprio questa dimensione sistemica a rendere il progetto particolarmente interessante per il mondo del design.
La mostra porta in primo piano ciò che di solito resta ai margini: accessi, appoggi, superfici di sosta, elementi di contenimento, dispositivi di cura, regole d’uso e adattamenti minimi. In altre parole, tutto ciò che definisce davvero l’esperienza dello spazio, ma raramente viene raccontato come parte del linguaggio progettuale. Il risultato è un’indagine che usa il design per osservare la realtà domestica con precisione, senza semplificazioni.
Il progetto è curato da Youri Kravtchenko, architetto, docente alla Head – Genève e fondatore dello studio Bureau Ykra, con David Valadomiu Ceballos e Marie Schild, assistenti del programma Maia.
No One Sees Them Like We Do. Notes on Animal Interiors
Alcova Milano
Fino al 26 aprile 2026
11:00 – 19:00
Baggio Military Hospital Complex
Via Giovanni Labus 15, Milano
credit image by Press Office – photo by Head Genève












