Hevò uomo autunno inverno 2026 2027: la Puglia delle gravine ispira l’outerwear urbano

Hevò presenta l’autunno inverno 2026 2027 “Verticalità e Silenzio”, ispirata alle gravine di Laterza: canyon di pietra e luce che diventano linguaggio di protezione e introspezione. La collezione fonde sartorialità e trekking urbano con cappotti in lana, parka imbottiti in Sorona, blouson impermeabili e maglieria voluminosa. Palette mediterranea (Lana Bianca, Basalto Nero, Ocra Fossile, Notte di Canyon), tessuti tecnici e dettagli coerenti come l’h-button a quattro fori definiscono un guardaroba pensato per durare e accompagnare la vita reale.

C’è una Puglia lontana dalle cartoline: fatta di pietra, vento e pareti scavate dal tempo. È da lì che Hevò riparte per raccontare l’autunno inverno 20262027, una stagione che mette al centro un’idea precisa di abito: non oggetto da consumare, ma compagno di percorso. Il brand, nato nella Valle d’Itria e fondato da Mauro Gianfrate, continua a coltivare un rapporto viscerale con il territorio e con un modo di fare moda che unisce cura artigianale, responsabilità ambientale e una visione contemporanea dell’outerwear.

La collezione si intitola idealmente “Verticalità e Silenzio”, e già nel nome si percepisce una direzione: linee che si allungano, volumi che proteggono, colori che sembrano presi in prestito dalla roccia e dalle ore fredde del Mediterraneo. L’immaginario non è quello dell’avventura urlata: è piuttosto un’idea di esplorazione intima, dove la funzionalità incontra una sartorialità morbida, pensata per accompagnare la vita reale.

Hevò e la Puglia come materia viva

Hevò costruisce la propria identità su un dialogo costante con le origini: la Puglia non è semplice cornice, ma una grammatica di luce, superfici e tempi lunghi. La filosofia del marchio rifiuta l’ansia della stagione come scadenza: i capi vengono progettati per durare, trasformarsi, accumulare memoria insieme a chi li indossa. È un approccio che si legge nella scelta dei materiali, nella cura delle costruzioni e in una visione dichiaratamente sostenibile, che mira a creare abiti destinati a restare nel guardaroba, non a passare.

In questo autunno inverno 2026 2027, quel legame si fa ancora più evidente: ogni elemento sembra tradurre un paesaggio in funzione, un dettaglio naturale in gesto progettuale.

Le gravine di Laterza: quando il paesaggio diventa linguaggio

Il punto di partenza creativo sono le gravine di Laterza: canyon verticali modellati dal tempo, spazi profondi dove la pietra sembra custodire un silenzio primordiale. Hevò li interpreta come metafora di protezione e introspezione: la roccia suggerisce stabilità, il vuoto diventa spazio di trasformazione, la verticalità si traduce in silhouette più slanciate e in capispalla che “abitano” il corpo senza irrigidirlo.

È qui che la collezione trova il suo tono: non descrive soltanto un guardaroba, ma propone un’atmosfera. Un inverno che non ha bisogno di eccessi per farsi notare, perché lavora su equilibri sottili: tra pieno e vuoto, tra struttura e movimento, tra città e paesaggio.

Trekking urbano: funzionalità con sensibilità sartoriale

Il cuore dell’autunno inverno 2026 2027 è un’estetica di trekking urbano, intesa come modo contemporaneo di attraversare la quotidianità. Hevò compone un linguaggio dove sartoriale e sportivo convivono con naturalezza: cappotti strutturali in lana dialogano con parka imbottiti in Sorona, completi che si sovrappongono a blouson impermeabili, maglie voluminose in misto cashmere che si inseriscono in layering di nylon stretch.

Il risultato è un guardaroba pensato per un uomo che si muove tra contesti diversi, senza cambiare identità: dall’ufficio al tempo libero, dal centro città a una fuga fuori porta, con capi capaci di offrire protezione e agio, mantenendo una presenza misurata.

I capispalla come centro del racconto

In Hevò, l’outerwear è sempre protagonista, e in questa stagione assume un ruolo ancora più narrativo. Tra i pezzi chiave spiccano:

  • Melendugno, trench doppiopetto con otto bottoni: un capo che parla di rigore e continuità, con una costruzione che conserva autorevolezza ma resta pensata per l’uso quotidiano.
  • Laterza, parka imbottito con Clima Eco 100: l’idea di protezione si fa concreta, con un’impronta funzionale che non rinuncia a un disegno pulito.
  • Torchiarolo, Montgomery con alamari e cappuccio staccabile: un classico riletto attraverso una praticità calibrata, dove i dettagli diventano strumenti, non decorazioni.
  • Accanto, la sartoria si aggiorna con l’Erchie in panno double 100% lana e con la Cardigliano oversize in tessuto performante: capi che raccontano una formalità nuova, più elastica nei volumi e più adatta a una vita in movimento.

Tessuti e superfici: la collezione raccontata al tatto

L’autunno inverno 2026 2027 insiste su una narrazione materica: quadri ispirati alla tradizione britannica, nylon idrorepellenti, lane tecniche superfini, finiture seamless. Anche quando l’occhio percepisce un’apparente uniformità, le superfici rivelano profondità: trame tridimensionali, costruzioni pulite, contrasti controllati tra opaco e compatto, tra calore e leggerezza percepita.

I pantaloni seguono linee ampie, come il Torrepali con doppie pince e il Torrecanne in tessuto performante, pensati per accompagnare il passo e rendere l’insieme più fluido. La maglieria mantiene un ruolo visivo importante: non è comprimaria, ma parte attiva dell’architettura del look, capace di reggere il confronto con l’outerwear outdoor.

La palette: un inverno mediterraneo, tra roccia e luce

I colori fanno da bussola emotiva. Hevò sceglie tonalità ispirate all’inverno del Sud, con nomi che evocano materia e paesaggio: Lana Bianca, Basalto Nero, Ocra Fossile, Notte di Canyon. È una palette che lavora per sottrazione, costruendo profondità senza urlare, e che permette di stratificare senza spezzare l’armonia.

Il dialogo tra fibre naturali e soluzioni tecniche si riflette proprio qui: nel modo in cui le tinte sembrano assorbire la luce, come la pietra delle gravine al tramonto, o come l’ombra fredda nei passaggi più incassati del canyon.

Il dettaglio che firma: l’h-button a quattro fori

Un segno ricorrente attraversa la collezione: l’h-button a quattro fori, descritto come quattro punti che tracciano una linea verso l’infinito. È un dettaglio che non cerca centralità, ma costruisce riconoscibilità, diventando una firma silenziosa e coerente con l’idea di un’eleganza riflessiva.

Hevò propone un guardaroba per l’uomo urbano che attraversa la città come un paesaggio – con attenzione, con rispetto, con un’idea di tempo più larga. Le gravine di Laterza, con la loro verticalità e il loro silenzio, diventano così un invito: rallentare, proteggersi, scegliere meglio.

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credit image by Press Office – photo by Hevò

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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