Homo Faber Fondazione Cini Venezia 2018: l’eccellenza degli artigiani unita alla creatività dei designer

L’eccellenza artigianale nella moda in mostra a Venezia con “Homo Faber”. La Fondazione Cini ospita, dal 14 al 30 settembre, la prima grande mostra sui mestieri d’arte europei, dedicando una sezione tematica, Fashion Inside and Out, al mondo della moda. Guarda il video e tutte le immagini su Globe Styles

L’alto artigianato va in scena a Venezia con “Homo Faber”, un’esposizione-evento, sviluppata su oltre 4000 metri quadrati, che coinvolge l’intera Isola di San Giorgio Maggiore.

Organizzata da Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, la mostra si articola in 16 tappe tematiche, curate da personalità internazionali del mondo dell’arte, moda, cultura e dell’architettura.

La manifestazione ha luogo sull’Isola di San Giorgio Maggiore, una delle più suggestive di Venezia. Homo Faber vuole ricordare al pubblico lo straordinario valore rappresentato dalle mani umane, e porre in risalto l’eccellenza degli artigiani europei unita alla creatività dei designer.

Homo Faber è stata concepita per essere un’esperienza coinvolgente, che offre l’opportunità di incontrare gli artigiani e di ammirarli al lavoro. Per avvicinare il pubblico ai mestieri d’arte, ogni giorno si tengono dimostrazioni dal vivo, laboratori, un nutrito programma di incontri e dibattiti, oltre a una serie di concerti serali.

Ciascuna delle 16 mostre è dedicata a una prospettiva diversa dell’artigianato d’eccellenza. Sono state concepite da un selezionato team di curatori, architetti e progettisti di fama mondiale, tra cui l’architetto Michele De Lucchi, la docente di moda Judith Clark, il gallerista Jean Blanchaert, l’architetto Stefano Boeri e l’interior designer India Mahdavi.

HOMO FABER: Fashion Inside and Out/ Nelle trame della moda

Ciascuna tappa esplora una diversa anima dell’artigianato artistico e un ruolo importante è riservato al mondo della Moda con la sezione Fashion Inside and Out/ Nelle trame della moda, curata da Judith Clark.

Vera e propria mostra nella mostra, l’esposizione celebra il ruolo di primo piano che il saper fare artigianale riveste nel mondo del fashion. Nel definire la messa in scena la Clark ha chiesto la collaborazione di Bonaveri, che in questa occasione ha portato al pubblico dei manichini articolati, interamente realizzati a mano e capaci di replicare qualsiasi posa umana: in questo caso utilizzati per mettere in scena il nuoto.

Oltre a queste iconiche figure la mostra mette in scena abiti speciali su busti rivestiti in tessuto insieme a una selezione di manichini femminili della collezione Schläppi 2200, alcuni dei quali realizzati interamente a mano per richiamare i materiali naturali e le tecniche artigianali degli abiti in mostra.

Fashion Inside and Out/ Nelle trame della moda è ospitata nell’ex piscina Gandini e nel suo giardino, parte del complesso della Fondazione Giorgio Cini. Un allestimento suggestivo, che evoca l’estate e la natura, ospita i capi di alta moda e d’avanguardia selezionati da Judith Clark.

Tra questi la gonna in pelle goffrata dello stilista Dai Rees, l’abito in canapa di Dolce & Gabbana con la scritta “fatto a mano”, l’abito di Capucci tempestato di piccoli sassolini, le impunture a vista di Martin Margiela Artisanal, le perline di legno ricamate su una gonna di Chanel. Capi che evidenziano il ruolo fondamentale della collaborazione tra stilisti e artigiani, per celebrare “tutto quello che gli esseri umani sanno fare meglio di qualunque macchina”.

In mostra anche le creazioni di Lilla Tabasso, che sono state scelte da Jean Blanchaert, in collaborazione con la Galleria Caterina Tognon, per essere esposte nell’ambito della mostra “Best of Europe” da lui curata, parte di HOMO FABER a Venezia.

HOMOFABER: PANERAI ED EILEAN

In questa cornice esclusiva non poteva mancare Eilean. uno splendido ketch bermudiano di 22 metri è stato selezionato dai curatori dell’iniziativa come ambasciatore della tradizione artigianale dei maestri d’ascia, che continuano a mantenere l’arte del restauro integrale e filologico delle imbarcazioni d’epoca, preservando l’originalità di forme, caratteristiche e materiali. Eilean ha vissuto infatti un restauro filologico, durato oltre tre anni, che ha permesso di recuperare completamente la barca dallo stato di degrado e totale abbandono in cui versava al momento del ritrovamento.

Recuperata ad Antigua nel 2006, Eilean è stata trasportata in Italia e successivamente affidata alla squadra di maestri artigiani del celebre cantiere navale Francesco Del Carlo di Viareggio. Nel giro di tre anni le loro mani esperte hanno saputo ridare nuova vita a questo meraviglioso gioiello del mare.

Il due alberi è figlio di un progetto del 1936 dei leggendari cantieri scozzesi Fife, il cui prestigio delle imbarcazioni costruite artigianalmente è rimasto immutato fino ai nostri giorni. Il restauro di Eilean è la dimostrazione del rispetto che l’industria del lusso nutre nei confronti della tradizione artigianale, e del suo impegno per sostenere i mestieri d’arte e assicurarne la sopravvivenza. Un’etica condivisa da altre 20 maison europee, che nella sezione Discovery and Rediscovery (Scoprire… e riscoprire) di Homo Faber mettono in mostra le tecniche rare e la straordinaria perizia che sono alla base dei loro prodotti.

Dopo gli impegni delle diverse tappe del Mediterraneo in occasione del circuito internazionale di barche d’epoca Panerai Classic Yachts Challenge, Eilean è ormeggiata nell’isola di San Giorgio Maggiore.

HOMO FABER: VENINI

Protagoniste anche le tecniche di lavorazione del vetro di Venini nella mostra “Scoprire… e Riscoprire”. Condividendo con Michelangelo Foundation l’obiettivo di valorizzare le opere d’arte che nascono dalla creatività dell’uomo e dalle esperte mani artigiane, Venini offre un’esperienza unica ai visitatori con la possibilità di vedere i più grandi maestri molatori al lavoro.

All’interno della mostra Scoprire e Riscoprire, la vetreria artistica apre virtualmente le porte della sua sede muranese al pubblico per trasmettere i suoi valori, mostrando le più complesse tecniche di lavorazione a freddo del vetro, parte finale di un processo produttivo che si snoda attraverso il calore delle fornaci e che si conclude con questo passaggio di levigatura o rifinitura a ruota diamantata.

Meno note delle lavorazioni a caldo ma non per questo meno rilevanti, le tecniche a freddo sono così fortemente caratteristiche da aver prestato il loro nome ai “Battuti” e agli “Incisi”, due opere di Venini che saranno create in diretta durante la manifestazione insieme alle storiche “Murrine” di Carlo Scarpa.

HOMO FABER: SANTONI

Santoni è stata scelta, insieme ad altre 19 maison, per presentare il mestiere che maggiormente la contraddistingue e la identifica: la velatura, tecnica artistica di coloritura manuale della calzatura ispirata ai procedimenti che hanno fatto grandi gli artisti del Rinascimento e i vedutisti veneziani.

Il mondo del colore secondo Santoni è presentato grazie alla presenza di giovani artigiane della maison che mostreranno al pubblico l’arte della velatura. Il senso del colore è il primo carattere che si nota nelle creazioni Santoni. È un colore denso, ricco e pittorico, caratterizzato da nuance preziose e inattese. Frutto di un savoir faire unico, conferisce ad ogni scarpa una patina unica, irriproducibile come una impronta digitale perché fatta a mano; è un’arte che regala alle creazioni Santoni la profondità del bello senza tempo

credit image by Press Office ©Michelangelo Foundation – photo by ©Judith Clark, ©Kevin Summers, ©Etienne Tordoir, ©Chloé, ©CHANEL, ©Naomi Filmer, ©Angelo Seminara, ©Susanna Pozzoli