IT Milano riapre a Brera: cucina al carbone e piatti da condividere fino a tardi
Nel cuore di Brera, IT Milano riapre con una proposta che punta su cucina e convivialità. Piatti da mettere al centro tavola, cotture al carbone con Josper e robata, grandi tagli da condividere e una sezione vegetale che cambia seguendo la stagione. In carta: focaccina al carbone con burrata, Ibérico Bellota, bresaola di Wagyu, small bites come il bignè con smash burger alla Rossini e il riso allo zafferano con ossobuco in formato one-bite. Tra i secondi, Wagyu Wellington e cotoletta di maialino Ibérico. Chiude il gelato popcorn e i mini krapfen.
Nel quartiere di Brera, IT Milano riapre con un taglio più culinario e una promessa semplice: far ruotare la serata attorno alla tavola. L’atmosfera accompagna gli ospiti dalla cena fino a notte, tra musica e socialità, ma senza perdere di vista ciò che conta davvero: la cucina, la materia prima e una carta pensata per invogliare all’assaggio.
È il terzo indirizzo del gruppo IT in città, dopo IT Maison e ByIT. L’ingresso è condiviso proprio con ByIT, cocktail bar del gruppo: da lì si scende al piano interrato, in uno spazio raccolto, costruito per dare ritmo alla cena e rendere naturale il piacere di restare.
La regia in cucina: cotture precise tra Josper e robata
La proposta porta la firma dell’Executive Chef del gruppo, Romualdo Palladino, e ruota attorno a carni selezionate da filiere internazionali, lavorate con strumenti che valorizzano la materia prima: Josper e grill robata in stile giapponese, oltre alla cottura al carbone. Il risultato è una cucina dai sapori netti, con una componente “fuoco” ben presente, pensata per un tavolo che condivide.
L’inizio: snack e salumi che impostano subito il tono
La partenza è calibrata per aprire l’appetito e creare convivialità. Tra gli opening snacks spicca la focaccina al carbone con emulsione di burrata e basilico, che gioca su cremosità e profumo verde, seguita da olive nere condite.
Poi entrano in scena i salumi “da occasione”, serviti con taglio a coltello o in fette sottili: Ibérico 100% Bellota, bresaola di Wagyu con focaccina e prosciutto cotto alla brace dal Friuli. Un avvio che costruisce subito un’idea: gusto pieno, materia prima riconoscibile, porzioni pensate per essere passate di mano in mano.
Small bites: l’assaggio come linguaggio della serata
La sezione dei piccoli piatti è il terreno perfetto per chi ama comporre la cena come una sequenza di morsi diversi. Ci sono friggitelli fritti con lime e sale Maldon, una millefoglie di patate con pollo agrodolce e maionese ai funghi enoki, e un boccone dichiaratamente “goloso”: il bignè bun con smash burger alla Rossini (foie gras).
Tra i piatti più scenografici per densità e contrasti, il bonbon salato in tripla cottura con tartare di Fassona e caviale Oscietra. E, per chi vuole un rimando alla tavola milanese in formato contemporaneo, ecco il riso allo zafferano iraniano con ossobuco agrodolce e gel al limone, pensato come one-bite: intenso, citrico, costruito per lasciare in bocca un’eco lunga ma pulita. Completa la sezione il pan cristal con pastrami di manzo alle erbe e maionese alla senape.
Dalla piastra: ravioli, gyoza e “bottoni” da dividere
La parte “dalla piastra” mantiene l’idea di condivisione e aggiunge un’impronta cosmopolita. Ci sono i gyoza di maialino Ibérico con salsa ponzu e un raviolo con mascarpone, erba cipollina, lime e caviale Oscietra, dove la nota lattica incontra l’acidità agrumata. Tra le proposte compare anche un bottone che abbina carciofi e pecorino con Black Angus e tartufo nero: un boccone ricco, da alternare a piatti più freschi per mantenere il ritmo.
Vegetali: non contorno, ma piatto vero
Qui le verdure non fanno da comparsa. C’è una sezione dedicata che cambia seguendo la stagione e lavora su spezie, salse e consistenze. Tra i piatti: carote al carbone con labneh e grano saraceno croccante, romana grigliata con cipollotto e limone, e boniato grigliato al sale con maionese al chimichurri.
Interessante anche il pak choi al carbone con glassa al jus di pollo e zenzero, che aggiunge una vena orientale, e la misticanza con dressing alla soia e miele, utile per alleggerire il percorso quando in tavola arrivano i tagli importanti.
Il cuore della carta: grandi tagli e piatti da “centro tavola”
La parte più carnivora del menu è costruita per porzioni generose, con l’idea di scegliere un taglio e farlo girare tra i commensali. Tra le proposte: Cube Roll R-Bay Angus, bavetta con chimichurri, short ribs con senape ed erbe aromatiche, e costine di agnello irlandesi con fondo, carciofi e patate.
Dalla cucina arriva un piatto che punta su comfort e intensità: Wellington di Wagyu con salsa ai funghi e riduzione di vino rosso. E per chi cerca un rimando diretto alla tradizione milanese, ecco la cotoletta “alla milanese” reinterpretata con maialino Ibérico con osso: croccantezza e succosità, con una lettura più “iberica” nel morso.
Il finale: dessert da condividere e da giocare al tavolo
I dolci chiudono con un tono divertente, costruito per coinvolgere. Il gelato al popcorn con caramello salato all’aceto balsamico lavora su dolce, sapido e una punta acetica che allunga la persistenza. E poi ci sono i mini krapfen da farcire al momento: un gesto semplice, quasi da tavolo di amici, che rende il dessert parte della conversazione.
La sala lavora su toni caldi, legno e pelle, con luci soffuse e materiali naturali. La musica accompagna in modo discreto all’inizio, poi cresce con l’avanzare delle ore: una dinamica che sostiene la convivialità, senza mettere in ombra l’esperienza a tavola.
It Milano
Via Fiori Chiari 32
20121 Milano
Mercoledì – sabato
20:00 – 2:00
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