Jay Kelly: Noah Baumbach porta a Venezia un road movie con George Clooney e Adam Sandler
Sarà presentato in concorso a Venezia 2025, Jay Kelly di Noah Baumbach che vede George Clooney e Adam Sandler protagonisti di un viaggio europeo che diventa una riflessione intima su legami, scelte e memoria. Con un cast corale di altissimo livello, una fotografia elegante e una colonna sonora avvolgente, il film alterna ironia e malinconia, raccontando la fragilità dietro la fama e la ricerca di un significato autentico nella propria vita.
Presentato in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia 2025, Jay Kelly segna il ritorno di Noah Baumbach a una dimensione narrativa che unisce la leggerezza di un viaggio on the road alla profondità delle relazioni umane. Dopo il debutto lagunare, il film approderà in sale selezionate dal 19 novembre, per poi arrivare su Netflix il 5 dicembre.
Il cast, ricco di nomi di spicco, vede George Clooney nei panni dell’iconico attore Jay Kelly e Adam Sandler in quelli del fidato manager Ron. Accanto a loro, un mosaico di interpreti di altissimo livello: Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Grace Edwards, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Josh Hamilton, Lenny Henry, Emily Mortimer, Nicôle Lecky, Thaddea Graham, Isla Fisher, Louis Partridge e Charlie Rowe.
Una storia di amicizia e consapevolezza
La trama si sviluppa attorno a un viaggio lampo attraverso l’Europa, in cui Jay Kelly, star internazionale alle prese con un momento di bilancio esistenziale, e Ron, il suo manager e confidente, si confrontano con fantasmi personali, scelte passate e l’ombra dell’eredità che lasceranno dietro di sé.
Il viaggio diventa un tracciato emotivo: città e paesaggi si fanno specchio delle tensioni interiori dei protagonisti, e ogni incontro lungo la strada diventa occasione per rivelare crepe, nostalgie e affetti irrisolti. Noah Baumbach riesce a dare ritmo e respiro alla narrazione alternando momenti di leggerezza, punteggiati da dialoghi brillanti, a passaggi di intensa introspezione.
L’arte di Baumbach tra scrittura e sguardo
Scritto a quattro mani con Emily Mortimer, Jay Kelly conferma la capacità del regista di intrecciare struttura classica e sguardo personale. La sceneggiatura evita i toni caricaturali e dipinge i protagonisti con sfumature complesse: Jay è affascinante ma vulnerabile, un uomo che ha conosciuto l’apice del successo e ora teme di scivolare nell’irrilevanza; Ron è la bussola morale, ma anche lui deve fare i conti con la propria identità oltre il ruolo di “spalla” professionale.
La fotografia di Linus Sandgren, calda e luminosa, restituisce l’eleganza dei luoghi attraversati: dalle atmosfere metropolitane di Parigi alle piazze assolate dell’Italia, fino ai paesaggi più intimi e malinconici del Nord Europa.
Interpretazioni e alchimia sullo schermo
George Clooney offre una performance misurata, lontana dai ruoli glamour che lo hanno reso celebre: qui prevale la fragilità, il dubbio, la ricerca di un senso. Adam Sandler, sempre più a suo agio in ruoli drammatici, porta in scena un personaggio che alterna ironia e delicatezza, con un’empatia che non cade mai nel sentimentalismo.
Il cast corale, pur apparendo in momenti brevi, arricchisce il viaggio con ritratti memorabili. Laura Dern, Riley Keough e Greta Gerwig emergono in ruoli che lasciano il segno, mentre Alba Rohrwacher e Billy Crudup donano intensità a sequenze che ampliano il respiro emotivo del film.
Musica e ritmo narrativo
La colonna sonora di Nicholas Britell accompagna il film con una sottile malinconia, alternando brani originali a momenti di silenzio che lasciano spazio alla parola e allo sguardo. Il montaggio di Valerio Bonelli e Rachel Durance equilibra il fluire del viaggio, mantenendo una struttura episodica che, pur frammentata, trova coesione nell’evoluzione dei protagonisti.
Un film sul senso di vivere
Jay Kelly è un’opera che parla di fama e di caduta, di legami professionali e affettivi, di ciò che resta quando le luci si spengono. Baumbach firma un film intimo ma capace di dialogare con un pubblico ampio, trovando il punto d’incontro tra racconto personale e riflessione universale.
Il viaggio attraverso l’Europa non è solo uno spostamento fisico, ma un attraversamento emotivo in cui i protagonisti spogliano se stessi delle maschere, fino a rivelare la loro umanità più autentica. La regia dosa ironia e malinconia con una precisione che non lascia spazio a eccessi melodrammatici, mantenendo viva la tensione emotiva fino all’ultimo fotogramma.
Con Jay Kelly, Baumbach continua a esplorare il cuore delle relazioni umane, consegnando al pubblico un’opera che, tra dialoghi affilati e silenzi carichi di significato, si interroga sul senso del tempo, della memoria e dell’eredità emotiva che lasciamo a chi ci sopravvive. È un film che si guarda con piacere e si porta con sé, come un ricordo che riaffiora nei momenti più inattesi.
credit image by Press Office – photo by Peter Mountain/Netflix © 2025












