Alla Milano Design Week 2026 Ken Scott presenta una suite immersiva firmata Speronari Suites e Mantero
Durante la Milano Design Week 2026, Speronari Suites e Mantero inaugurano la nuova Ken Scott Suite, un progetto di interior che trasforma l’heritage visivo del designer in un’esperienza di ospitalità contemporanea. Nato dall’accesso all’archivio della Fondazione Ken Scott custodito da Mantero e tradotto in chiave spaziale da Francesca Attolini con Studio Xtra, Inkiostro Bianco e Carpet Edition, il progetto costruisce un racconto immersivo fatto di carte da parati, tessuti e tappeti che portano dentro l’hotel la grammatica floreale, grafica e cromatica di uno dei protagonisti più liberi del Novecento.
Tra i progetti più interessanti della Milano Design Week 2026 c’è quello che vede Speronari Suites e Mantero lavorare insieme su un tema sempre più centrale nel design contemporaneo: trasformare il patrimonio creativo in esperienza abitabile. La nuova Ken Scott Suite, inaugurata nel cuore di Milano, nasce infatti come omaggio profondamente progettuale, all’universo di George Kenneth Scott, artista americano divenuto milanese d’adozione e autore di un linguaggio che ha attraversato arte, moda e design con una libertà ancora oggi molto attuale.
Il progetto prende forma grazie all’accesso esclusivo all’archivio della Fondazione Ken Scott, custodito negli headquarters di Mantero, che dal 2019 ha acquisito il marchio. Da questo patrimonio di disegni originali, varianti colore, tessuti e materiali iconici nasce una suite che non si limita a citare motivi celebri, ma li trasforma in veri strumenti di composizione spaziale. La direzione progettuale è affidata all’architetto Francesca Attolini, partner e director di Studio Xtra, che costruisce un racconto coerente e continuo con il contributo di Inkiostro Bianco e Carpet Edition.
Interni costruiti come racconto
La Ken Scott Suite è un interno dove ogni superficie partecipa a un’unica narrazione. Mantero mette a disposizione la profondità dell’archivio, mentre Studio Xtra seleziona e orchestra pattern, colori e materiali in modo da dare all’ospite una percezione fluida, mai frammentaria. Il risultato è un ambiente in cui la forte identità visiva di Ken Scott viene governata con equilibrio, così da dialogare con la linearità dell’hotellerie contemporanea.
Qui il codice di Ken Scott diventa materia viva. Fiori oversize, geometrie grafiche e contrasti cromatici entrano nel ritmo dell’abitare, accompagnando il passaggio dagli spazi comuni all’anticamera, alla stanza, alla lounge e al bagno.
Domino apre il percorso con un trompe l’oeil che dilata lo spazio
L’esperienza inizia già negli spazi comuni e nel pianerottolo della suite, dove compare “Domino”, carta da parati geometrica realizzata da Inkiostro Bianco. È uno degli interventi più interessanti del progetto, perché lavora direttamente sulla percezione spaziale. Il suo effetto trompe l’oeil allarga l’ambiente e costruisce fin da subito una soglia narrativa: chi entra incontra un dispositivo ottico che modifica la lettura dello spazio.
La scelta di partire da un pattern geometrico è significativa anche sul piano curatoriale. Spesso l’immaginario di Ken Scott viene ridotto alla sola componente floreale, mentre qui viene rimessa in luce anche la sua anima grafica, più rigorosa e architettonica. “Domino” fa esattamente questo: introduce ordine, ritmo e profondità prima ancora che l’esplosione botanica entri in scena.
Sul pianerottolo la seduta su misura e il tappeto Vanità trasformano l’attesa in scenografia
Sul pianerottolo il racconto continua con una seduta disegnata da Studio Xtra, rivestita da Mantero con un motivo a righe proveniente dall’archivio Ken Scott e riprodotto su raso di cotone. La riga d’archivio diventa rivestimento contemporaneo, superficie da contatto, elemento che accompagna il corpo e non solo lo sguardo.
Ai piedi della seduta compare il tappeto “Vanità” di Carpet Edition, un narciso scontornato. La scelta del fiore isolato, quasi ritagliato nello spazio, è particolarmente efficace: introduce una presenza floreale forte ma non diffusa, capace di marcare il punto d’ingresso con un segno preciso, quasi da installazione.
La testata Sanseverina porta il letto al centro di un’esplosione cromatica
Superata l’anticamera, la stanza si apre con la testata del letto rivestita con la stampa “Sanseverina”, selezionata da Studio Xtra dall’archivio di Ken Scott. È una composizione floreale intensa, costruita sui toni dell’arancio, del rosso e del giallo, che trasforma il letto nel fulcro visivo della suite.
A valorizzare questa esplosione botanica concorrono le pareti verde scuro, che funzionano come campo di profondità e amplificano per contrasto la luminosità del pattern. È un accostamento molto riuscito, perché evita l’eccesso di uniformità e restituisce all’ambiente una densità visiva più sofisticata. Il verde, invece di stemperare, mette a fuoco i fiori e ne aumenta la presenza.
Il salottino rilegge Ken Scott in chiave più materica e domestica
Nell’area lounge il progetto cambia leggermente registro e mostra un’altra faccia dell’archivio. Le poltroncine disegnate da Studio Xtra sono rivestite con il motivo “Caterina”, un tessuto stampato che lavora su un trompe l’oeil di drappeggio nei toni del bianco e del marrone scuro. Qui la forza è nella capacità del pattern di simulare pieghe e movimento, quasi a introdurre nella seduta una memoria tessile più sartoriale. Sotto il tavolino di Tom Dixon compare il tappeto “Ipomea”, che riprende una trama floreale e lega visivamente il salottino al resto della suite.
Nell’angolo opposto della suite il racconto cambia ancora grazie al tappeto “Castelbarco”, definito da una trama geometrica nei toni del giallo, blu e bianco, ripresa anche da quattro pouf coordinati.
Assalonne porta sulle pareti ninfee, libellule e pesci rossi
Per le pareti della stanza è stata scelta la carta da parati “Assalonne”, che rilegge il motivo delle foglie di ninfea arricchito da libellule azzurre e piccoli pesci rossi. È probabilmente uno dei contributi più narrativi del progetto, perché costruisce una superficie quasi ambientale, dove la decorazione è paesaggio. La presenza di elementi acquatici e leggeri come ninfee e libellule introduce infatti un senso di movimento diffuso, una qualità immersiva che avvolge la stanza senza appesantirla.
Il bagno in bianco e nero svela l’anima più grafica e architettonica di Ken Scott
Uno degli aspetti più riusciti della suite è la decisione di non mantenere lo stesso registro in ogni ambiente. Nel bagno, infatti, il progetto cambia radicalmente tono e sceglie geometrie in bianco e nero che costruiscono un’atmosfera più grafica, essenziale e contemporanea.
Il contrasto netto del bianco e nero introduce una disciplina visiva più architettonica, quasi severa, che però non tradisce il designer: ne mette piuttosto in luce un’altra dimensione, fatta di segni forti, costruzione del ritmo e uso deciso della superficie.
Il merito più grande della Ken Scott Suite è forse quello di dimostrare come il tessile possa tornare a essere una materia centrale del progetto d’interni. Carte da parati, rivestimenti, tappeti e pattern d’archivio definiscono la percezione degli ambienti, la loro profondità, il loro tono emotivo e persino il ritmo del percorso.
Presentata durante la Milano Design Week 2026, la Ken Scott Suite resterà parte integrante dell’offerta di Speronari Suites, trasformandosi in una stanza permanente che riflette lo spirito creativo della città.
Speronari Suites
Via Speronari, 4
Milano
credit image by Press Office – photo by Speronari













