La Sciura: la trattoria di via Vincenzo Monti che riporta in tavola la Milano di sempre

In via Vincenzo Monti ha aperto La Sciura, trattoria milanese nata per il quartiere: cucina lombarda, ricette note e un’atmosfera accogliente. La sala, con 34 coperti e un dehor da circa 30 posti, gioca su verde salvia, legno scuro e fotografie in bianco e nero. In carta: salumi con giardiniera e focaccia calda, nervetti all’agro, mondeghili, lingua salmistrata e un soffice ai porcini. Tra i piatti simbolo, risotto alla milanese (anche con ossobuco) e cotoletta di vitello, con vini soprattutto del Nord Italia.

La Sciura, una trattoria che entra nel ritmo del quartiere

In via Vincenzo Monti, nella Milano residenziale dove la città scorre più a passo d’uomo, La Sciura apre le porte con un’idea semplice: essere un posto dove tornare spesso. Non serve aspettare l’occasione speciale, né vestirsi da “serata importante”. Qui la promessa è un’altra: piatti nitidi, sapori che si riconoscono al primo assaggio e un clima che invita a sedersi con calma, anche solo per una cena informale dopo lavoro.

Il locale nasce da un progetto di Fabrizio Casolo, costruito guardando davvero la zona: una parte di Milano abitata, elegante, con abitudini regolari e la voglia di un indirizzo affidabile dove ritrovare la cucina di casa (quella vera, non la cartolina).

“Sciura”: una parola milanese che crea subito familiarità

Il nome è un biglietto da visita che non ha bisogno di spiegazioni. “Sciura” è un termine del parlato milanese: affettuoso, con una punta di ironia, legato a un’idea di qualità quotidiana e di presenza nel vicinato. È anche il tipo di parola che, quando compare su un’insegna, accende curiosità e genera subito riconoscimento: sembra già parte della strada, come se ci fosse da sempre.

Sala e dehor: verde salvia, legno scuro e Milano in bianco e nero

La Sciura sceglie misure raccolte: 34 coperti interni e circa 30 posti nel dehor. La sensazione è quella di un piccolo salotto, ordinato ma non rigido, curato ma non impostato. Il verde salvia guida l’occhio in due intensità: più chiaro sulle superfici principali, più profondo nella boiserie. Ci sono divani in velluto verde e sedute in legno testa di moro, mentre le pareti ospitano fotografie in bianco e nero della città e richiami discreti agli anni Settanta, alla Galleria Vittorio Emanuele e alle “sciure”.

Il dehor è leggermente schermato dalla strada: aria aperta sì, ma con quella sensazione di piccola privacy che fa comodo sia a pranzo sia quando la cena si allunga.

Antipasti: sapori dritti, porzioni da condividere

Trattoria milanese La Sciura mondeghili

photo by La Sciura

La partenza è tutta lombarda, con un’idea di convivialità molto concreta. La degustazione del salumificio Gamba arriva con giardiniera fatta in casa e focaccia calda: un inizio che mette insieme sale, acidità e morbidezza. Poi ci sono i nervetti di vitello all’agro, che giocano sul contrasto e sulla consistenza, e i mondeghili con salsa tartara, polpettine milanesi che chiedono un morso e subito un altro.

In carta compare anche la lingua salmistrata con bagnetto verde, e un soffice di porcini con salsa al Grana Padano e nocciole, per chi cerca una nota più rotonda e avvolgente.

Primi: risotti e paste della Lombardia, senza giri di parole

Il piatto che più di altri racconta Milano è il risotto alla milanese: qui trova spazio con la sua identità piena, e arriva anche in versione “di mezzo” con ossobuco in gremolada, pensata per chi vuole un piatto unico completo, senza trasformare la cena in un percorso lungo.

Accanto al risotto allo zafferano ci sono altri classici: risotto ai porcini, pizzoccheri valtellinesi, pappardelle al cinghiale e gnocchetti di patate con fonduta di formaggi. Il filo comune è la cura della cottura e una sensazione “comfort” che non stanca, perché non cerca effetti.

Secondi: cotoletta di vitello, brasato e tartare

Trattoria milanese La Sciura cotoletta

photo by La Sciura

Tra i secondi spicca la Cotoletta de La Sciura, proposta di vitello. Completano la carta la guancetta di manzo brasata al vino rosso con polenta e una tartare di vitella Varzese con tuorlo fritto, senape leggera e gremolada. Ci sono anche proposte di stagione, come la vellutata di zucca con fondutina di gorgonzola.

Contorni e dolci: la chiusura in stile trattoria

I contorni restano nel solco della cucina di casa: patate arrosto, polenta, spinaci al burro. E quando arriva il momento del dolce, La Sciura sceglie certezze: tiramisù tradizionale, panna cotta alla vaniglia in più declinazioni, pere al vino rosso e sbrisolona con salsa al mascarpone e cannella. Dessert da fine pasto, senza fronzoli, pensati per chiudere con una nota calda.

Pairing: cosa bere con i classici milanesi

La carta dei vini resta soprattutto su Lombardia e Nord Italia, con una selezione contenuta e costruita per accompagnare la cucina senza “parlare sopra” ai piatti. A tavola, l’abbinamento può seguire la logica dei contrasti:

  • Salumi, giardiniera e nervetti: bene bollicine secche e bianchi freschi, perché l’acidità ripulisce e fa venire voglia di continuare.
  • Risotto alla milanese e ossobuco: qui serve un rosso di buona bevibilità, capace di sostenere la parte carnosa senza irrigidire il palato.
  • Cotoletta di vitello: funziona anche con rossi non troppo estratti, serviti appena più freschi del solito: la doratura ringrazia.
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La Sciura – Trattoria
Via Vincenzo Monti, 26 Milano

credit image by Press Office – photo by La Sciura

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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