laCividina alla Milano Design Week 2026: il progetto dell’accoglienza passa da Atrio Calmo
Per la Milano Design Week 2026, laCividina trasforma il proprio showroom milanese in un ambiente immersivo pensato come una soglia tra relazione, materia e luce. Con Atrio Calmo, il brand costruisce un racconto coerente che unisce allestimento, nuovi prodotti e ricerca sui materiali, accogliendo il sistema modulare Arkadius di Norm Architects, il coffee table Palme di Zanellato/Bortotto e un nuovo sviluppo tessile firmato Kvadrat per Osaka.
Alla Milano Design Week 2026, laCividina costruire Atrio Calmo, nel suo showroom di Palazzo Borromeo d’Adda, in via Manzoni, prende vita, un’installazione immersiva curata da Barbieri Magalini e prodotta da MM Company, pensata come luogo sospeso, conviviale e profondamente percettivo.
L’atrio viene letto come spazio archetipico dell’accoglienza, una soglia che attraversa culture e geografie diverse, dalle domus romane ai riad di Marrakech, dai ryokan giapponesi alle casone messicane. Pur nelle differenze estetiche, tutti questi luoghi condividono una stessa vocazione: preparare all’incontro, predisporre alla relazione, rallentare il tempo della fruizione.
Un allestimento che lavora sulla percezione
La parola “calmo”, in questo progetto, non indica soltanto un clima emotivo, ma una precisa direzione progettuale. laCividina costruisce uno spazio che si concentra su equilibrio, misura, luce e qualità materica. A definire il carattere dell’installazione è una palette controllata ma molto espressiva. Il marrone intenso del pavimento introduce una base visiva compatta e terrestre; il verde paglia lavora come accento naturale, vibrante ma trattenuto; il bianco architettonico amplia la luce e lascia respirare lo spazio. Insieme, questi elementi producono una calma densa, strutturata, quasi tattile.
Un aspetto particolarmente rilevante è che Atrio Calmo entrerà a far parte dell’allestimento permanente dello showroom, consolidandone l’identità e trasformandosi in una piattaforma capace di accogliere nel tempo collezioni, incontri e momenti conviviali.
Arkadius di Norm Architects ridefinisce il confine tra divano e architettura
Dentro questo scenario si inserisce Arkadius, il nuovo sistema modulare di sedute disegnato da Norm Architects, un oggetto pensato fin dall’inizio per abitare con coerenza formale sia l’interno sia l’esterno. Il tratto distintivo del progetto è il ritmo degli elementi verticali in legno che percorrono schienali e braccioli.
Non si tratta di un dettaglio ornamentale, ma del principio generatore dell’intero sistema: una sorta di colonnato misurato che definisce la struttura, introduce profondità e costruisce una relazione molto interessante tra ordine architettonico e morbidezza dell’imbottito. Nella versione indoor il legno scelto è il frassino, apprezzato per la sua eleganza naturale; nella variante outdoor entra invece l’iroko, naturalmente adatto agli ambienti esterni e qui valorizzato anche attraverso un intreccio che aggiunge spessore materico e richiama il saper fare artigianale.
Comfort, modularità e soft minimalism
All’interno di questa cornice, i cuscini sembrano quasi sospesi. Le proporzioni sono generose e favoriscono una postura rilassata. La modularità consente composizioni lineari, angolari o a isola, con un linguaggio che resta coerente anche quando il sistema si estende.
Questa impostazione riflette bene la filosofia di Norm Architects, che definiscono il proprio approccio come Soft Minimalism: ridurre il progetto agli elementi essenziali senza rinunciare al calore, alla presenza umana e alla complessità sottile dei dettagli. Nel dialogo con laCividina, questa visione si è tradotta in un processo di prototipazione ravvicinato, capace di affinare il prodotto fino a quel punto di equilibrio in cui struttura, materia e comfort trovano una misura comune.
Un ulteriore elemento di valore riguarda la costruzione: il sistema è stato pensato in modo da consentire, a fine vita, la totale separabilità dei materiali, facilitandone recupero e riciclo.
Twisted Flowers: quando il tessuto entra nel progetto come esperienza sensoriale
Per Arkadius, laCividina introduce inoltre il nuovo tessuto in lana Twisted Flowers, sviluppato in collaborazione con Kvadrat. Il tessuto nasce dall’incontro tra la sensibilità cromatica di Giulio Ridolfo e l’ingegno tessile di Frans Dijkmeijer, a partire da un interesse condiviso per la botanica.
L’aspetto più interessante di Twisted Flowers è il modo in cui il colore viene pensato come fenomeno in movimento, quasi naturale e musicale. In questo senso il tessuto non riveste semplicemente il prodotto: ne amplia la percezione, ne arricchisce il ritmo visivo e contribuisce a costruire un’esperienza sensoriale completa.
Palme di Zanellato/Bortotto: un tavolino che nasce da territorio e memoria
L’altra novità è Palme, il nuovo coffee table firmato Zanellato/Bortotto. Qui il progetto prende avvio da un riferimento fortemente identitario: la pianta stellata di Palmanova, città ideale rinascimentale in cui rigore geometrico e armonia formale si incontrano in modo esemplare. Da quella struttura a nove punte nasce uno scheletro tridimensionale in metallo che diventa base, ritmo e segno del tavolino.
A rendere il progetto particolarmente riuscito è però l’intreccio perimetrale, vero cuore espressivo di Palme. Nella versione indoor è realizzato in corda di carta, mentre per l’outdoor viene utilizzata una corda tecnica trattata. Questo intervento, radicato nella tradizione locale dell’impagliatura ma riletto in chiave contemporanea, ammorbidisce la severità geometrica della struttura e introduce una tensione materica molto sofisticata tra superficie liscia e trama intrecciata, tra rigore e calore.
Un tavolino che lavora sulle superfici e sulla sostenibilità
Il top di Palme è disponibile in tre varianti: lamiera, per una lettura più grafica e industriale; frassino, per una relazione più calda e naturale con la struttura; e Really textile table top, sviluppato con Kvadrat. Quest’ultima opzione è probabilmente la più interessante sul piano della ricerca, perché utilizza un materiale ottenuto tramite upcycling di tessuti a fine vita, trasformati in superfici ingegnerizzate ad alte prestazioni.
Qui la sostenibilità assume una forma concreta. Grazie a questa sinergia con Kvadrat, laCividina non smaltirà più i ritagli tessili della propria produzione, che verranno interamente reimpiegati nella creazione del nuovo materiale.
Regos per Osaka: una nuova materia per rileggere un’icona
Il percorso di ricerca sui materiali prosegue anche con Regos, il nuovo tessuto Kvadrat applicato a Osaka, uno dei prodotti storici del marchio. Regos nasce da un processo che valorizza scarti post-industriali e materiali riciclati, combinando lana e poliestere riciclato da bottiglie PET in una struttura a doppia maglia dalla forte qualità tattile. Applicato a Osaka, questo tessuto introduce una nuova stratificazione materica e dimostra che anche i prodotti più riconoscibili possono essere riletti attraverso strumenti aggiornati, responsabili e coerenti con le trasformazioni del progetto contemporaneo.
credit image by Press Office – photo by Luigi Fiano e Ardesia Coco x laCividina














