Louis Vuitton: 130 anni di Monogram, la campagna con Zendaya, Catherine Deneuve, Liu Yifei e Hoyeon

Louis Vuitton celebra il 130° anniversario del Monogram con una campagna che mette in scena il legame personale tra icone internazionali e borse diventate parte della cultura della Maison. Il primo capitolo, fotografato da Glen Luchford e diretto da Roman Coppola, vede Zendaya con la Speedy, Catherine Deneuve con l’Alma, Liu Yifei con la Noé e Hoyeon con la Neverfull.

Louis Vuitton prosegue il suo omaggio al Monogram con un nuovo capitolo di campagne pubblicitarie dedicate al 130° anniversario del motivo più riconoscibile della Maison. L’idea è semplice e, proprio per questo, potente: spostare l’attenzione dal logo come segno grafico al Monogram come esperienza vissuta, legata alla memoria, al viaggio e all’identità di chi lo indossa.

Il racconto si costruisce attorno a celebri Ambassador di Louis Vuitton e Friends of the House, chiamati a condividere la propria relazione con alcune icone della pelletteria. Le borse non compaiono come oggetti statici: diventano compagne di percorso, depositarie di abitudini, spostamenti, piccoli rituali quotidiani. È una narrazione che parla di eredità e continuità, di pezzi che attraversano il tempo con disinvoltura e si caricano di storie, una cucitura dopo l’altra.

Uno sguardo fotografico e una regia dal taglio cinematografico

Fotografata da Glen Luchford e diretta da Roman Coppola. La combinazione tra fotografia e regia orienta la campagna verso un linguaggio visivo intimo: non un semplice esercizio di stile, ma una serie di ritratti in cui la borsa dialoga con il volto, con l’attitudine, con la gestualità.

Glen Luchford lavora sulla presenza del Monogram senza sovraccaricarlo: la tela resta immediatamente riconoscibile, ma lascia spazio alla personalità di chi la indossa. Roman Coppola, con una regia che privilegia ritmo e dettagli, accompagna lo spettatore dentro interpretazioni individuali, tutte diverse eppure unite da un filo comune: l’idea di viaggio come forma d’arte e come modo di abitare il mondo.

Zendaya e la Speedy: libertà di movimento, ieri e oggi

Louis Vuitton 130 anni Monogram Zendaya campagna 2026

photo by Glen Luchford

Nella campagna, Zendaya interpreta la Speedy, borsa nata nei primi anni Trenta come risposta a un desiderio di modernità e mobilità. All’origine la Speedy era pensata come un bagaglio morbido compatto e versatile: una forma flessibile, un’apertura ampia con chiusura a zip, manici riconoscibili, tutto progettato per seguire una generazione sempre in movimento.

Dal 1959 la Speedy viene proposta in tela Monogram e, nel tempo, diventa una superficie ideale per l’espressione creativa: dai graffiti più audaci alle riletture cromatiche. È proprio qui che il legame con Zendaya trova una sua logica interna: la Speedy riflette uno stile di vita dinamico, fatto di cambi di scena, viaggi, set e red carpet, ma anche di quotidianità vissuta con naturalezza. In questa interpretazione, la borsa non “completa” semplicemente il look: lo accompagna, lo rende praticabile, lo porta fuori dall’immagine patinata e lo riporta nella vita reale.

Catherine Deneuve e l’Alma: eleganza parigina e memoria

Catherine Deneuve condivide il suo legame con l’Alma, borsa che porta con sé un’idea di eleganza parigina in sintonia con l’aura dell’attrice. Presentata nel 1992 e ispirata all’Art Déco, l’Alma unisce rigore e morbidezza: linee che richiamano un gusto architettonico, ma con una grazia che resta immediata.

I dettagli identificativi parlano da soli: i manici Toron arrotondati, la base curva, la presenza della tela Monogram. È una borsa che bilancia raffinatezza e misura, offrendo un’eleganza che non ha bisogno di eccessi. Nella campagna, l’Alma intreccia aneddoti personali e fascino, diventando metafora di trasmissione: un oggetto che passa di mano e di generazione mantenendo intatto il proprio carattere, pur restando vicino al presente.

Liu Yifei e la Noé: dalla praticità alla poesia

Liu Yifei celebra la Noé, creata nel 1932 per trasportare bottiglie di champagne. È una nascita funzionale, quasi tecnica, che Louis Vuitton trasforma in qualcosa di più narrativo: pelle morbida, chiusura a coulisse, silhouette aggraziata. La Noé unisce leggerezza e resistenza, e la tela Monogram la colloca immediatamente nell’universo della Maison.

Nella campagna, la Noé diventa immagine di un’eleganza disinvolta e di un’indipendenza vivace. Il parallelo con il percorso di Liu Yifei passa attraverso la stessa idea di gioiosa creatività: una femminilità che non chiede permesso, che si muove con libertà e che sceglie oggetti capaci di stare al passo con giornate piene, senza rinunciare allo stile.

Hoyeon e la Neverfull: versatilità contemporanea

A chiudere la costellazione di icone c’è Hoyeon, che illumina la Neverfull. Presentata nel 2007 come reinterpretazione moderna delle prime borse Louis Vuitton, la Neverfull è pensata per vivere “in marcia”: molto leggera e al tempo stesso resistente, con maniglie cucite a mano, lacci laterali regolabili e una fodera in tessuto a righe che richiama i bauli vintage.

È una borsa che parla di praticità, ma con una presenza elegante e un’aria rilassata. Nella lettura di Hoyeon, la Neverfull diventa un’estensione del guardaroba contemporaneo: accompagna appuntamenti, viaggi, backstage e quotidianità con la stessa naturalezza con cui si passa da un look essenziale a un outfit più costruito. La sua forza sta nella capacità di adattarsi, senza perdere identità.

Quattro borse, un filo comune: il Monogram come eredità personale

Speedy, Alma, Noé e Neverfull condividono uno stesso spirito: quello che ha dato forma ai primi bauli Louis Vuitton e all’idea di viaggio come esperienza estetica. Ognuna nasce in un’epoca diversa, risponde a esigenze diverse, ma tutte portano con sé la stessa promessa: durare, accompagnare, raccogliere ricordi.

In questa campagna il Monogram non è un semplice elemento decorativo. È una firma che diventa dichiarazione di stile personale, qualcosa che si indossa e si vive, e che può essere trasmesso a chi verrà dopo. L’oggetto di lusso, qui, si racconta come oggetto di vita: una presenza che cambia con te, ma non perde la propria storia.

credit image by Press Office – photo by Louis Vuitton

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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