Louis Vuitton svela la campagna menswear primavera estate 2026 con Jeremy Allen White e Pusha T

Louis Vuitton presenta la campagna menswear primavera state 2026 firmata da Pharrell Williams con Jeremy Allen White e Pusha T. Fotografata da Drew Vickers, che li segue su strade e binari, celebrando l’attesa e la libertà del viaggio. Il guardaroba unisce tailoring disinvolto e dettagli ricercati: jacquard e ricami entrano nel denim, mentre toni caldi e pastelli schiariti dalla luce costruiscono una palette solare. Trunks, Keepall e Speedy P9 completano l’immaginario con materiali leggeri e resistenti.

La campagna uomo Louis Vuitton per la primavera estate 2026 si apre come una sequenza di fotogrammi rubati tra partenze e attese: strade che scorrono, binari che tagliano il paesaggio, punti panoramici dove lo sguardo si ferma un istante prima di ripartire. È un racconto di movimento e libertà, dove l’idea di viaggio — da sempre inscritta nell’identità della Maison — diventa atmosfera, gesto, guardaroba.

Firmata dal Direttore Creativo Uomo Pharrell Williams, la campagna mette in scena due House Ambassadors, Jeremy Allen White e Pusha T, che interpretano l’eleganza maschile come un modo di attraversare il mondo: con disinvoltura, carattere e un senso preciso della costruzione.

Il viaggio come linguaggio visivo

Le immagini si muovono “tra le comunità”, in quei territori di passaggio che spesso restano fuori dalla cartolina: strade secondarie, scorci improvvisi, paesaggi ruvidi che diventano poesia proprio perché non cercano di esserlo. La prospettiva cambia di continuo — dal finestrino di un treno, dall’interno di un van, a passo d’uomo — e ogni inquadratura insiste sull’idea che sia il tragitto, più della destinazione, a dare senso allo stile.

La fotografia è di Drew Vickers, che traduce la narrazione in una serie di immagini dal ritmo cinematografico: non pose statiche, ma presenze immerse nel contesto, come se il guardaroba fosse stato scelto per vivere davvero quei luoghi.

Pharrell Williams, da Parigi a Mumbai: il dandismo contemporaneo

Il punto di partenza è il percorso personale di Pharrell Williams da Parigi a Mumbai, e le sensibilità sartoriali che emergono lungo quel tragitto. In questa visione prende forma un dandismo distintivo, tratto centrale della direzione creativa della Maison: non nostalgia, ma un’eleganza studiata che resta comoda, pensata per muoversi senza irrigidirsi.

La palette è “baciata dal sole”: colori caldi, sfumature leggere, toni che evocano luce e polvere, con un’idea di raffinatezza che non ha bisogno di scurirsi per risultare autorevole.

Pusha T: tailoring disinvolto e dettagli che raccontano

Nel racconto visivo, Pusha T incarna una formalità che respira. Indossa completi curati, ma mai costrittivi: l’eleganza dei guardaroba da viaggio di altre epoche viene ripensata attraverso lavorazioni e metodi attuali, mantenendo una sensazione di libertà nei volumi.

Il tailoring appare arioso e composto allo stesso tempo, con elementi che oscillano tra sartoria e sportswear: giacche con revers ampi; pantaloni stirati e svasati; silhouette sospese tra abito e abbigliamento funzionale e motivi jacquard e ricami che entrano anche nel denim. L’effetto complessivo è quello di un’eleganza vissuta. Un modo di vestire che accompagna il movimento invece di ostacolarlo.

Jeremy Allen White: pattern, toni e denim che evocano distanza

Louis Vuitton campagna Uomo primavera estate 2026 Jeremy Allen White

photo by © Drew Vickers

Dall’altra parte, Jeremy Allen White porta in scena un guardaroba fatto di combinazioni decise: toni e motivi vengono accostati con coraggio, e ogni capo sembra avere una propria profondità. La collezione lavora molto sulla materia, sui passaggi cromatici e su quel tipo di texture che, più che farsi notare, invita ad avvicinarsi.

Tra i riferimenti chiave compaiono: lavaggi denim coffee brown; pastelli schiariti dal sole, quasi polverosi; superfici e tessuti che mostrano la mano delle lavorazioni. È un modo di intendere lo stile come stratificazione di esperienze: un guardaroba che non appare “nuovo di zecca”, ma già dentro una storia.

Borse e valigeria: tracce di viaggio su Trunks, Keepall e Speedy P9

In una campagna che parla di spostamenti, gli accessori non possono essere semplici comparse. Trunks, Keepalls, totes e borse da viaggio, tra cui la Speedy P9, portano addosso “la traccia della distanza percorsa”: un’idea quasi narrativa, come se ogni superficie fosse un promemoria del cammino.

Il messaggio di Louis Vuitton è chiaro: l’abito non è un’armatura, ma un compagno di percorso. E quando la narrazione è coerente — dalle proporzioni alle lavorazioni, dal colore agli accessori — la moda diventa un modo di abitare il tempo del viaggio, non soltanto di rappresentarlo.

credit image by Press Office – photo by Louis Vuitton

About Author /

Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

Start typing and press Enter to search