Louis Vuitton Donna autunno inverno 2019: il melting pot sartoriale

Louis Vuitton ha sfilato sulle passerelle di Parigi con la nuova collezione donna autunno inverno 2019 2020. Scoprite tutti i look e le celebrity presenti su Globe Styles

Louis Vuitton ha sfilato sulle passerelle di Parigi con la nuova collezione donna autunno inverno 2019 2020. Nella Cour Carré del Louvre, un’altra istituzione emblematica, si vive un momento finito ed illusorio. In questa collaborazione museale, Louis Vuitton converge sul territorio più affascinanti: la cultura. Cultura è ciò che vediamo, ciò che accettiamo, ciò che apprendiamo: ciò che ci rimane.

Beaubourg è il simbolo di una certa cultura della moda, quando prende una posizione e si esprime con passione. Nicolas Ghesquière ha guadagnato rilevanza in un’atmosfera di rinascita. E il Centre Pompidou, un favoloso esempio di architettura generazionale, rappresenta il dialogo più accattivante tra una costruzione sorprendente e un quartiere storico parigino.

Rendere omaggio allo scontro tra presente e passato è orail principio stesso della collezione in cui il dibattito è volutamente vivace, come un riverbero dell’inaugurazione del museo, nel 1977.

La collezione autunno inverno 2019 2020 parla di una visione della moda, quando si è sicuri del proprio potenziale e della convinzione che questa sia la strada da seguire. Quando tutto ciò che si scopre nell’entusiasmo della gioventù diventa il fondamento della certezza stilistica. Questa collezione è un invito a nuovi riferimenti culturali.

Maglioni “Refinery” e abiti “Carcass”. Allo stesso tempo il Monogram e il Damier oscillano sugli accessori. Una giustapposizione grafica che emerge dal nuovo “Monogram LV Pop” e dal debutto di “The LV Arch”, una borsa tanto classica quanto affermata. Un cenno al monumentale orologio che contava quattrocento milioni di secondi fino al terzo millennio. Lo stato elusivo di essere conosciuto come parigino.

Parigi: una centrifuga. Silhouettes dentro e fuori, la severa legittimità di uno sguardo illuminato di un giovane a Parigi, cos’è e cosa diventerà. Ciò che c’è deve essere visto, sinceramente. Proprio come è stato creato il Centre Pompidou, con tutto gli elementi funzionali all’esterno, il meglio è all’interno.

L’incredibile impresa del Centre Pompidou che potrebbe valere anche per la moda è il codice identificativo della fluidità, il glossario di un architetto che è sia formale che fantasioso. Il verde è acqua, il blu è aria, il giallo è elettricità. Il rosso è umano. A Beaubourg, come nella moda, è tutta una questione di flusso. Il potere è identificato attraverso il gesto.

Nicolas Ghesquière spiega: “Il Centre Pompidou, Beaubourg, Les Halles, Place des Innocents: un affascinante incubatrice di un quartiere. Un incredibile melange, convergente nell’epicentro. Le compagnie, gli stili, la vita… Adoro quell’idea di melting pot sartoriale. Oggi l’ho trasposto su Louis Vuitton: una Maison dalle molteplici espressioni…”

Special guest nel front row: Emma Stone, Alicia Vikander, Jennifer Connelly, Léa Seydoux, Catherine Deneuve, Chloë Grace Moretz, Jaden Smith, Willow Smith, Thandie Newton, Sienna Miller, Laura Harrier, Emma Roberts, Indya Moore, Kelsey Asbille, Samara Weaving, Kelela, Justin Theroux, Nina Dobrev, Xavier Dolan, Paul Bettany, Naomi Scott, Mackenzie Davis, Noomi Rapace, Natalia Vodianova, Karlie Kloss, Mark Ronson, Emma Chamberlain, Marina Foïs, Woodkid, Doona Bae, Urassaya Sperbund, Zhong Chuxi, Tao Okamoto, Hidetoshi Nakata, e Li Yiran.

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