Louis Vuitton celebra 130 anni di Monogram con tre collezioni speciali
Louis Vuitton apre il 2026 celebrando 130 anni di Monogram con tre linee in edizione speciale: Monogram Origine, che rilegge la tela in Ebène e nuance pastello con riferimenti d’archivio; VVN, dedicata alla pelle naturale conciata al vegetale che sviluppa una patina speciale nel tempo; Time Trunk, che porta sulle borse un trompe-l’œil dei bauli storici ottenuto con una stampa ad alta definizione.
Nel 2026 Louis Vuitton festeggia 130 anni di Monogram e riporta al centro uno dei codici più riconoscibili della Maison: non come semplice motivo decorativo, ma come linguaggio capace di attraversare epoche, materiali e usi diversi. Per inaugurare l’anno di celebrazioni, arrivano tre linee in edizione speciale — Monogram Origine, VVN e Time Trunk — che rileggono la tela nata nel 1896 in chiave contemporanea, alternando richiami d’archivio, lavorazioni materiche e trompe-l’œil ispirati alla valigeria storica.
Il punto di partenza è la storia: il Monogram viene creato da Georges Vuitton nel 1896, come tributo al padre Louis e anche come risposta al tema dell’autenticità. Prima ancora, la Maison aveva già sperimentato altri codici grafici: la tela a righe del 1872 e il Damier del 1888. Con le iniziali LV e i medaglioni floreali, il Monogram diventa una firma visiva destinata a entrare nella cultura del viaggio e della pelletteria di lusso, fino a ispirare generazioni di designer e collaborazioni con artisti come Takashi Murakami, Yayoi Kusama e Richard Prince.
Un anniversario raccontato anche attraverso i modelli storici
Le celebrazioni ripartono dalle borse che hanno definito la quotidianità (e l’immaginario) Louis Vuitton: Speedy, Keepall, Noé, Alma e Neverfull. La campagna mette l’accento sulla durata e sull’idea di trasmissione: modelli progettati per restare nel tempo, accompagnare la vita e cambiare insieme a chi li porta. Questa cornice introduce le tre collezioni anniversary, ognuna costruita attorno a un tema preciso: la poesia della tela, la bellezza della pelle naturale, la memoria dei bauli.
Monogram Origine: la tela d’archivio diventa una palette “soft”
Monogram Origine nasce come omaggio alle origini del motivo del 1896, ma sceglie una strada visiva più delicata: una nuova tela rivestita dal tocco morbido, realizzata con una miscela di lino e cotone per una resa naturale e materica. L’ispirazione arriva anche da un dettaglio d’archivio: la copertina di un registro clienti del 1908, legato alla numerazione delle chiavi dei lucchetti Louis Vuitton, che diventa spunto narrativo per l’idea di personalizzazione e memoria.
Il Monogram appare in una tonalità storica Ebène, affiancata da quattro nuance pastello dedicate all’universo Louis Vuitton: Lin (crema), Vert Asnières (verde), Rose Ruban (rosa) e Bleu Courrier (blu). L’effetto è quello di un arcobaleno misurato: leggibile, ma mai urlato. Ogni borsa include una etichetta porte-adresse che funziona anche da portacarte, con firma impressa a caldo che riprende quella presente sul brevetto del baule Flat del 1867.
Tra i modelli proposti compaiono forme note e amate — Speedy, Noé, Alma, Neverfull — insieme a interpretazioni con dettagli che richiamano l’universo trunk, come Alma BB Trunk, Speedy 20 Trunk, Noé Trunk e Side Trunk MM, oltre a un Family Trunk.
Monogram Origine entra anche nel mondo delle fragranze
La rilettura cromatica non resta confinata alla pelletteria: il Monogram si trasferisce anche nel beauty. Tre fragranze vengono associate alle nuance della collezione: Imagination in Lin, Attrape-rêves in Rose Ruban ed eLVes in Bleu Courrier. A completare l’offerta, debutta una coppia di custodie da viaggio per profumo in Rose Ruban e Bleu Courrier, pensate per unire praticità e riconoscibilità.
VVN: la pelle naturale come racconto personale
La seconda linea porta un nome tecnico, quasi da laboratorio di pelletteria: VVN, acronimo di Vache Végétale Naturelle. È un tributo a uno dei materiali più identitari per la Maison: la pelle bovina chiara conciata al vegetale, utilizzata da Louis Vuitton dal 1880. Qui il lusso si legge nel tempo: la pelle viene presentata naturale e non trattata, pronta a sviluppare la propria patina con l’uso, scurendosi e acquisendo tracce di vita.
Le borse puntano su forme morbide e raffinate, pensate per accompagnare la quotidianità e, idealmente, passare di mano senza perdere valore estetico. Ogni pezzo porta dettagli coerenti con l’universo Monogram: etichetta nome amovibile e fodera jacquard con motivo Monogram. È una collezione che privilegia la tattilità e la cura di lavorazione: tagli, selezione delle pelli e rifiniture sono parte della storia tanto quanto il disegno.
Time Trunk: la valigeria diventa immagine, tra trompe-l’œil e memoria
La terza collezione, Time Trunk, è quella più concettuale: trasforma il patrimonio dei bauli rigidi Louis Vuitton in una stampa trompe-l’œil ad alta definizione. Il progetto nasce dal dialogo tra tradizione e contemporaneità ed è legato a due momenti recenti: una prima apparizione nella sfilata donna autunno inverno 2018 e una nuova lettura nell’autunno inverno 2024, in occasione del decimo anno di Nicolas Ghesquière alla direzione creativa delle collezioni donna.
Il processo è minuzioso: i bauli d’archivio vengono fotografati da più angolazioni e le texture vengono riprodotte sulla tela con una resa ultra-realistica, capace di evocare patine, angoli metallici, rivetti e inserti in pelle. I modelli citati per questa collezione sono Speedy 30 Soft, Noé e Alma GM, ognuno con una etichetta in pelle che riporta nome e data di creazione, e con l’iniziale del modello integrata nella grafica (A, N o S).
Time Trunk lavora sull’illusione: la borsa non “imita” il baule, ma ne porta addosso la memoria visiva, trasformando l’idea del viaggio in un oggetto contemporaneo.
Un motivo, molte epoche: la traiettoria del Monogram
In 130 anni, il Monogram ha attraversato non solo collezioni e guardaroba, ma anche visioni creative diverse: da Marc Jacobs a Virgil Abloh, fino a Pharrell Williams per l’uomo, e a Nicolas Ghesquière per la donna. Le collezioni anniversary riportano tutto a una domanda semplice: come si rinnova un classico senza perdere la sua identità? Louis Vuitton risponde moltiplicando le prospettive: tela, pelle naturale, stampa trompe-l’œil. Tre strade, un’unica grammatica.
credit image by Press Office – photo by Louis Vuitton














