Louis Vuitton Monterey: il tempo ritrovato, il ritorno di un’icona

Louis Vuitton Monterey rilegge i primi orologi LV del 1988 firmati da Gae Aulenti con cassa “pebble” in oro giallo da 39 mm, quadrante in smalto Grand Feu bianco con doppia scala rossa e blu, corona a ore 12 e movimento automatico con 45 ore di riserva di carica. La Fabrique du Temps cura ogni passaggio, dalla smaltatura multilivello con cotture a 800–900°C alla finitura del rotore in oro rosa con intagli a “V”. Una serie limitata a 188 pezzi.

Il nuovo Louis Vuitton Monterey riapre un capitolo raro dell’orologeria della Maison: un ritorno all’oggetto che, alla fine degli anni Ottanta, definì il suo linguaggio al polso. La Fabrique du Temps Louis Vuitton riprende le linee dei primi modelli LV I e LV II – nati nel 1988 dalla visione di Gae Aulenti – e le rielabora con un lessico contemporaneo fatto di cassa a ciottolo in oro giallo da 39 mm, quadrante in smalto Grand Feu bianco e movimento automatico di manifattura. Una riedizione che non imita: rispetta i codici, innalza i materiali, affina le proporzioni. Il risultato è una serie limitata a 188 pezzi, pensata per chi cerca un oggetto di carattere con radici profonde e finiture d’alta scuola.

Le origini: LV I e LV II, l’audacia secondo Gae Aulenti

Quando Louis Vuitton presentò i suoi primi orologi da polso, li affidò a un architetto capace di trasformare lo spazio in racconto. Gae Aulenti immaginò la cassa “pebble” priva di anse, rotonda e levigata, con corona a ore 12 in omaggio alle tasche dei cronografi da tasca.
Il LV I (40 mm in oro bianco o giallo) interpretava la vocazione al viaggio della Maison con minuteria, data, funzioni GMT e world time; il LV II (37 mm) sperimentava la ceramica nera o verde, integrando data e sveglia. Nati come Montre 1 e Montre 2, furono presto battezzati “Monterey” dall’ironica assonanza con la pronuncia americana di montre. Oggi, quell’idea torna al polso con una maturità che parla la lingua della manifattura.

Monterey oggi: purezza grafica e proporzioni calibrate

Il Monterey 39 mm conserva la silhouette arrotondata, priva di anse, e la corona a mezzogiorno. La cassa, interamente realizzata e lucidata a mano, mostra un profilo pieno e continuo, perfettamente armonizzato al quadrante in smalto Grand Feu; una scelta che esalta la grafica a doppia scala di ore e minuti nei toni rosso e blu, citazione diretta dei pezzi del 1988. La lettura essenziale “solo tempo” ne fa un orologio di rigore: pulito, contemporaneo, rispettoso della matrice estetica.

Il quadrante: lo splendore disciplinato dello smalto Grand Feu

Louis Vuitton Monterey

photo by Louis Vuitton

Il bianco Grand Feu è fra le tonalità più complesse da ottenere con stabilità. Qui, l’atelier procede per stratificazioni successive: base sottilissima, passaggi al forno tra 800 e 900°C, ulteriori quattro mani con altrettanti cicli di cottura, lapping con paperglass per ottenere un piano perfetto, quindi vetrificazione a 720°C ripetuta dieci volte per raggiungere quella brillantezza opalescente che fa la differenza.

La stampa a smalto dei segni rossi, blu e neri è costruita per otto applicazioni per colore: quattro cotture a 460°C, poi quattro a 600°C. Le sfere a siringa in lacca rossa e la seconda in acciaio brunito blu riprendono i codici storici; le firme “FAB. En Suisse” e “Louis Vuitton Paris” completano il volto con una discrezione da intenditori. Tutto concorre a un effetto di pienezza cromatica e stabilità nel tempo.

La cassa “pebble”: tattilità, lucidature e una corona da toccare

La cassa in oro giallo da 39 mm è una scultura liscia, specchiante, con una corona ampliata e zigrinata a Clous de Paris: un dettaglio che offre presa, comfort tattile e un richiamo alla tradizione di alta gioielleria. L’architettura del fondello riprende l’intuizione del 1988: sistema di sgancio rapido del cinturino nascosto, incisione “1 of 188” celata sotto la pelle. Sono gesti solo per il proprietario, coerenti con l’idea di lusso intimo che ha segnato la storia del modello.

Un cuore meccanico di manifattura

Dietro il fondello chiuso pulsa il nuovo LFTMA01.02, calibro automatico disegnato da La Fabrique du Temps Louis Vuitton: 28.800 A/h per un’andatura regolare, 45 ore di riserva di carica per la quotidianità. La cura invisibile è allo stesso livello dell’esterno: platine perlate, ponti sabbiati, spigoli micro-sabbiati, rotore in oro rosa 18K con intagli a “V” che richiamano il Monogram, zaffiri incolori per un’impronta contemporanea. Sul bariletto, il poinçon LFT sigilla l’insieme con un marchio interno di eccellenza.

A quasi quarant’anni dal debutto, gli LV I e LV II sono tornati in auge: collezionisti e tastemaker li riscoprono, e la collezione donna primavera estate 2026 di Nicolas Ghesquière li ha riaccostati al prêt-à-porter. Il Monterey si inserisce in questo dialogo, facendo da cerniera tra l’heritage di Aulenti e il presente: codici intatti, fattura elevata, uso moderno.

Dettagli che contano

La doppia scala rossa e blu incornicia la lettura con precisione grafica; le sfere a contrasto lavorano con la brillantezza del Grand Feu, offrendo nitidezza in ogni condizione. La corona a ore 12 bilancia il quadrante e rende naturale il gesto di carica; la cassa senza anse assicura portabilità morbida al polso e una silhouette distintiva sotto il polsino della camicia.

La scelta del numero 188 è un richiamo diretto al debutto del 1988 e alla natura collezionistica del progetto. Ogni esemplare custodisce soluzioni storiche e maestria attuale, dalla smaltatura alla micro-meccanica, passando per l’ergonomia nascosta del sistema di cinturini.

credit image by Press Office – photo by Louis Vuitton

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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