Ludo dine & vibe debutta a Roma: comfort food del Sud e cocktail fatti per il pairing
A Roma apre Ludo dine & vibe dentro nhow Roma (Corso d’Italia 1): un dining club che accompagna dall’aperitivo alla cena e al dopo cena con una proposta mediterranea dal gusto “Sud”. In carta: pinsa romana con carpaccio di manzo marinato e puntarelle, vitello tonnato, timballo ’ncasciato e tomahawk pensata per essere divisa. Al tavolo debutta la Olive Oil Experience con quattro oli italiani e pane fresco. Al bar, una drink list costruita su distillati nazionali, gin, bitter e mezcal, tra signature e classici reinterpretati.
Dentro l’hotel nhow Roma, in Corso d’Italia 1, tra Villa Borghese e Via Veneto, nasce LUDO dine & vibe: un dining club che mette in dialogo gastronomia, mixology e intrattenimento, ma parte da un elemento concreto: ciò che si mangia e ciò che si beve. L’idea è far scorrere la serata senza rigidità: un aperitivo che può diventare cena, una cena che può trasformarsi in dopocena, con il bancone che assume sempre più centralità man mano che le luci si abbassano.
La formula è “fluida” anche nel gusto: la cucina ha radici mediterranee e meridionali, mentre il bar lavora su distillati italiani e su un repertorio di grandi classici riletti. Ne esce un indirizzo da vivere a più ore, in cui piatto e bicchiere restano coerenti anche quando la musica alza il volume.
Il menu: Mediterraneo e Sud Italia, tra comfort food e piatti di carattere
La proposta gastronomica guarda al Mediterraneo e al Sud Italia con una scrittura attuale e internazionale. In carta convivono piatti “iconici” e comfort food dal profilo deciso, pensati sia per una cena completa sia per un tavolo che ama condividere.
Uno dei piatti che racconta subito l’identità di Ludo è la pinsa romana con carpaccio di manzo marinato e puntarelle. L’impasto deve restare fragrante per sostenere la succosità della carne; la marinatura rende il carpaccio più tenero e “pulito” al palato; le puntarelle aggiungono croccantezza e quella tipica vena amaricante che rinfresca la bocca e invita a un nuovo sorso. È un avvio che funziona perché ha ritmo: contrasti netti, ingredienti riconoscibili, una freschezza che prepara alla portata successiva.
Il vitello tonnato arriva come classico confortevole, con una collocazione molto sensata in un dining club: la salsa, cremosa e sapida, ha un’energia “da aperitivo” e si aggancia facilmente a un drink asciutto o a un amaro ben calibrato. La carne, tenera, resta protagonista senza bisogno di effetti: è una di quelle ricette che mette d’accordo e accompagna bene il passaggio dall’inizio della serata al cuore della cena.
Poi c’è il timballo ’ncasciato, omaggio diretto al Sud: forno, strati, consistenze morbide e profumi caldi. Qui il comfort food parla di gratinature e bocconi pieni, di “cucina che abbraccia”. È il piatto che invita a prendersi tempo, con una golosità domestica che si sposa bene con l’atmosfera più rilassata delle prime ore.
A completare la parte conviviale entra la tomahawk pensata per essere divisa. In un locale dove la socialità fa parte del format, la carne da condividere diventa quasi un gesto naturale: si ordina insieme, si mette al centro, si taglia e si passa. È anche un modo per far restare la cena un momento di relazione, senza irrigidirla in un rito formale.
Olive Oil Experience: quattro oli extra vergine serviti come degustazione
Tra le idee più interessanti per chi ama la cultura del gusto c’è la Olive Oil Experience: al tavolo arriva un vassoio realizzato su misura con quattro etichette italiane scelte per carattere e intensità, accompagnate da pane fresco.
È un gesto semplice, ma cambia l’avvio della cena. L’olio non è un accessorio: diventa assaggio, confronto, conversazione. Si riconoscono note erbacee, amari puliti, piccantezze leggere; si sceglie l’olio più vicino al proprio gusto; si gioca ad abbinarlo al pane e ad “allenare” la bocca prima dei piatti più ricchi. E soprattutto nasce subito convivialità: il pane passa di mano in mano, l’olio diventa racconto, il tavolo entra immediatamente nel clima giusto.
La cocktail list: distillati italiani, signature e classici reinterpretati
Il bancone del lounge bar è affidato a Jimmy Sakaj, con una drink list che racconta l’italianità attraverso una selezione accurata di distillati nazionali. Gin, bitter e mezcal sono la base di signature cocktail dal carattere netto, affiancati da grandi classici reinterpretati e da proposte pensate per l’aperitivo e per il dopo cena.
Il punto forte, per chi cerca un percorso davvero “food & drink”, è la sinergia con la cucina: i cocktail non galleggiano sul menu, cercano incastri. Una pinsa con carpaccio e puntarelle regge bene sorseggi asciutti, capaci di sostenere vegetali e amaricanti; il vitello tonnato dialoga con drink che puliscono la cremosità; i piatti da forno chiedono rotondità o un amaro ben misurato; la carne da condividere gradisce miscelazioni con struttura e un finale lungo. È un modo di bere che non punta al colpo di teatro, ma alla coerenza con il piatto e con il ritmo della serata.
Musica e orari: quando cambia l’atmosfera, senza cambiare il gusto
La musica entra nel progetto con un calendario preciso: DJ resident il martedì e il mercoledì, una programmazione più sperimentale il giovedì, live band il venerdì, DJ set il sabato con attenzione alla selezione in vinile. È un contesto che invita a passare dal tavolo al bancone con naturalezza, mantenendo l’idea di una serata che evolve senza strappi.
Gli orari rendono chiara la “mappa” del locale: da martedì a sabato, 18:30–20:00 cocktail bar, 20:00–22:30 dining club, 22:30–01:00 cocktail bar. In pratica: si può arrivare presto per un aperitivo con qualcosa da mordere, prenotare per cena, oppure scegliere un ingresso più tardi per bere e godersi la parte più notturna.
Ludo dine & vibe
nhow Roma
Corso d’Italia, 1
00198 Roma
credit image by Press Office – photo by Ludo dine & vibe













