Celebrations di Luisa Beccaria: l’inverno 2026 tra luce e ricami

Con Celebrations, Luisa Beccaria firma un guardaroba per l’autunno inverno 2026 dedicato alle occasioni che richiedono grazia e presenza: scozzese romantico, tweed chiaro con paillette, pizzo di velluto, jacquard sovraricamati, tulle a piccoli fiori e chiffon fantasia. La palette passa da caramello e melanzana a beige, lilla polveroso, azzurri e verdi, fino al blu notte, con accenti “sorbetto” e floreali chiné. Il fashion show si è svolto al The Carlton, a Rocco Forte Hotel a Milano.

Luisa Beccaria presenta Celebrations per l’autunno inverno 2026 come un invito preciso: vestire i momenti che meritano memoria. Non solo la grande sera, ma anche i passaggi di una giornata in cui serve una presenza più nitida: un pranzo che diventa rito, un pomeriggio di incontri, una cena d’inverno, un appuntamento notturno. La collezione lavora su un’idea di femminilità che unisce poesia e carattere, con una grazia mai fragile e una luminosità dosata con intelligenza.

Lo scozzese viene riletto con volumi morbidi e costruzioni pulite

Tra i codici più riconoscibili, lo scozzese si trasforma in un classico dal tono sentimentale: gonne ampie, abiti midi con struttura, cappotti che alternano rigore e delicatezza. È un motivo che in questa collezione smette i panni dell’heritage letterale e diventa gesto contemporaneo, sostenuto da linee essenziali e da proporzioni pensate per accompagnare il movimento.

Tweed, velluto e jacquard: la materia fa la differenza

Il racconto di Celebrations si regge sulla materia, trattata come una superficie viva. Il tweed intrecciato in toni chiari viene impreziosito da paillette tono su tono e da orli sfrangiati, accostato a velluti ricamati a boccioli che aggiungono rilievo e una profondità tattile. Il pizzo di velluto, compatto e sensuale, disegna la silhouette con una sicurezza quieta, mentre i jacquard sovraricamati con pailletés costruiscono texture tridimensionali: brillano con misura, pensati per restare impressi più che per cercare l’effetto.

Tulle ricamati e chiffon fantasia

Quando la collezione si fa più leggera, entrano in scena i tulle ricamati a piccoli fiori, sospesi e minuti, capaci di catturare la luce a ogni passo. Gli abiti lunghi in chiffon fantasia scivolano sul corpo con naturalezza e portano sulla superficie stampe che ricordano giardini d’inverno in fioritura: una visione poetica, ma leggibile, che parla la lingua storica della maison.

La palette mescola nuance polverose e “sorbetti” invernali

Il colore accompagna questa idea di celebrazione con una tavolozza calda e stratificata. Caramello e melanzana introducono densità e personalità; i beige morbidi dialogano con lilla polveroso e azzurri cielo. I verdi passano dal salvia al bosco fino al blu notte, creando una vibrazione naturale e sofisticata. Accanto, compaiono “sorbetti” d’inverno: un chinè floreale che riprende le tinte care alla maison tra rosa cipria velati, blu freddi e lilla, in un equilibrio che resta coerente anche quando la luce in sala cambia.

Look per momenti diversi

La collezione non propone solo abiti. Per una cena d’inverno in montagna, un completo in velluto ricamato di micro-fiori riflette le luci soffuse e dialoga con l’atmosfera ovattata dell’altitudine. Per il pomeridiano, un midi in scozzese leggermente svasato si muove con naturalezza tra appuntamenti e conversazioni. Per un pranzo tra amiche, un jacquard chiaro sovraricamato con pailletés tono su tono parla di luminosità consapevole: la superficie vibra, ma resta misurata.

Scarpette di Venere, stivali e sandali in velluto

A completare i look interviene l’eccellenza marchigiana delle Scarpette di Venere, che riprende nelle calzature i tessuti cardine della collezione. La proposta si amplia con stivali in pelle in diverse cromie e sandali in velluto, pensati per mantenere coerenza materica anche quando l’abito cambia registro.

Il tubino in pizzo di velluto firma la notte più discreta

Quando la sera chiede un indirizzo riservato, entra in scena il tubino in pizzo di velluto con spalline sottili: la silhouette è netta, la sensualità è controllata, la materia fa il lavoro principale. È un abito che non ha bisogno di alzare la voce, perché parla attraverso texture e taglio.

La grande sera porta volumi, trasparenze studiate e cristalli come costellazioni

Per la grande sera, tulle ricamati e chiffon fantasia si amplificano in volumi più teatrali: strati impalpabili, trasparenze costruite con precisione, cristalli che accendono la superficie come piccole costellazioni. Il gesto diventa scenografico senza perdere delicatezza, e l’abito lavora come un dispositivo di luce in movimento.

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credit image by Press Office – photo by Luisa Beccaria

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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