Mademoiselle film 2019: l’intervista a Park Chan-wook

Mademoiselle, il nuovo imperdibile capolavoro di Park Chan-wook, regista di Old Boy, arriva al cinema dal 29 agosto. Scoprite tutto su Globe Styles

Mademoiselle film 2019 – Da Park Chan-wook, acclamato regista di Oldboy, Lady Vendetta, Thirst e Stoker, arriva un nuovo seducente thriller ispirato al romanzo “Ladra” della scrittrice britannica Sarah Waters.

Dopo aver ricollocato la vicenda nella Corea coloniale e nel Giappone degli anni ’30, Park presenta la storia avvincente e sensuale di una giovane ereditiera giapponese, Lady Hideko, che vive in una tenuta isolata e della donna coreana, Sookee, assunta per servirla come sua nuova ancella, ma segretamente coinvolta nel complotto di un truffatore che vuole frodare la giovane giapponese.

Impreziosito dalle straordinarie interpretazioni di Kim Min-hee nei panni di Lady Hideko, di Ha Jung-woo nel ruolo del truffatore che si fa chiamare “Conte” e della sensazionale attrice esordiente Kim Tae-ri nel ruolo dell’ancella Sookee, Mademoiselle prende in prestito gli elementi più dinamici del romanzo da cui è stato tratto e li combina con la visione unica e con l’energia di Park Chan-wook per creare un’esperienza visiva indimenticabile.

Come primo film d’epoca di Park Chan-wook, l’ambientazione degli anni ’30 offre nuovi spunti per la sua straordinaria sensibilità visiva. Lavorando con collaboratori di lunga data come il direttore della fotografia Chung Chung-hoon e lo scenografo Ryu Seong-hee, Park ambienta la sua storia all’interno di una grande proprietà in cui si fondono elementi di architettura europea e giapponese, e successivamente sposta l’azione in Giappone per un epilogo memorabile.

INTERVISTA A PARK CHAN-WOOK

Raccontaci del perché hai deciso di fare questo film.
“È successa la stessa cosa con Oldboy. Il produttore Syd Lim ha trovato prima il materiale di partenza, me lo ha mostrato e mi ha chiesto: “Cosa ne pensi?”. Sono sicuro che è andata così anche per gli altri lettori, ma, quando ho letto il romanzo, la fine della prima parte è stata per me una completa sorpresa, e non solo: mi sono innamorato della scrittura molto dettagliata e vivida dell’autrice. Più di ogni altra cosa, ho scelto questa storia perché le due donne al centro della storia sembravano così interessanti. Una è una persona con un passato oscuro e l’altra è una persona che vive in un presente disperato, ma entrambe emanano fortissima personalità e fascino.”

Perché hai deciso di spostare l’ambientazione dall’Inghilterra vittoriana proprio all’era coloniale degli anni ’30 e non in un altro periodo della storia coreana?
“C’erano ragioni pratiche. Sembrava l’unica opzione ragionevole considerando la trama e l’ambientazione del romanzo: una società in cui esiste ancora la classe aristocratica, dove esistono ancora le ancelle, dove c’è un personaggio che raccoglie oggetti rari. Quella era un’epoca in cui erano presenti ancora alcuni elementi legati alla tradizione, ma la modernità stava iniziando a prendere piede.”

Tutti i tuoi film precedenti hanno scenografie sorprendenti, ma Mademoiselle in particolare è eccezionale in questo senso. Puoi spiegare la tua intenzione e la tua idea in termini di direzione artistica?
“La casa è uno spazio importante. Kim Hae-sook dice all’inizio: “Nemmeno in Giappone puoi trovare una casa che combini stili occidentali e giapponesi. Riflette l’ammirazione del Maestro Kouzuki per il Giappone e l’Inghilterra.”

Così quando i personaggi entrano negli alloggi in stile giapponese devono togliersi le scarpe e quando passano per l’ala in stile occidentale devono rimetterle. La personalità della casa è un elemento importante. La stanza di Hideko si trova in un’ala in stile occidentale, quindi dorme in un letto e vive la vita di una signora occidentale. Al contrario, la stanza della cameriera accanto, dove vive Sookee, è in stile giapponese, un oshiire, una specie di armadio per riporre lenzuola.

Lo spazio più importante in termini di scenografia è la libreria. L’esterno è un’architettura tradizionale giapponese, e all’interno c’è una biblioteca in stile occidentale. All’interno della biblioteca c’è anche una sezione con tatami, che durante le letture si compone come un giardino giapponese con ciottoli bianchi, pietre e acqua. I giardini giapponesi hanno lo scopo di riprodurre il mondo in miniatura – montagne e fiumi, laghi e foreste – così Kouzuki, spostando all’interno il giardino, è come se creasse un nuovo mondo all’interno del suo regno”.

Mademoiselle ha dei particolari movimenti di camera.
“La casa di questo film è grande e ci sono pochi personaggi in questo grande spazio vuoto. Inoltre, ci sono più scene che vediamo dalla prospettiva di Sookee nella prima parte, e poi dalla prospettiva di Hideko nella seconda parte. In tutto questo, c’è una sorta di “gioco di sguardi” in cui qualcuno guarda qualcuno, o ignora qualcuno o sospetta lo sguardo di un altro. Ci sono stati momenti in cui questa dinamica era espressa meglio con i primi piani, e altri momenti in cui la camera in movimento era più efficace. In realtà, all’inizio ho pianificato di girare questo film in 3D. Di solito sono i film di fantascienza o d’azione che usano il 3D, ma pensavo che usarlo per questo tipo di dramma sarebbe stato interessante. Il 3D avrebbe enfatizzato la prospettiva di ogni personaggio in un modo più pronunciato. Alla fine non abbiamo potuto farlo per questioni di budget, ma penso che il movimento della fotocamera funzioni come una sorta di rimpiazzo per quell’effetto che volevo.”

Puoi parlarci della tua decisione di usare un obiettivo anamorfico?
“Prima di girare ho passato molto tempo a parlare dell’obiettivo anamorfico con il direttore della fotografia. È uno dei lussi che potevamo concederci durante le riprese con una fotocamera digitale. Sento ancora che la pellicola sia superiore al digitale, e se avessi scelta, preferirei girare su pellicola. Ma una delle cose che potevamo concederci durante le riprese in digitale era quella di usare un obiettivo anamorfico. Ho un affetto speciale per i film girati con vecchi obiettivi anamorfici, inoltre il mio direttore della fotografia era interessato a combinare un obiettivo vecchio stile con una nuova telecamera digitale. L’effetto che crea è piuttosto singolare ma appropriato per l’ambientazione del film.”

Prima di girare, hai dato dei CD musicali al cast e alla troupe. Perché?
“Non pensavo di usare quella musica nel film, ma piuttosto volevo che gli attori e la troupe potessero percepire quale sarebbe stata l’atmosfera del film mentre si preparavano. Ci sono i disegni nello storyboard, ma siccome la musica è anche efficace nel creare uno stato d’animo, ho preparato tre CD di musica per loro.”

Parlaci della scelta di Kim Tae-ri per il ruolo di Sookee.
“Volevo assolutamente usare una nuova attrice sconosciuta, quindi abbiamo preparato un’audizione su larga scala. Ho incontrato un sacco di giovani attrici fantastiche e con potenzialità, fino a che è diventato chiaro per noi che Kim Tae-ri era la nostra Sookee. Ha un aspetto unico nel suo genere e quando parla si nota che ha carattere. Ho avuto una sensazione molto simile quando ho incontrato per la prima volta Gang Hye-jung (l’attrice di Oldboy). È una persona che esprime il suo forte punto di vista. Sono curioso di sapere se ci sono stati momenti sul set con l’attore Ha Jung-woo in cui, senza alcuna istruzione specifica, ha compiuto qualche gesto che ti ha impressionato o espressione inaspettata.

Nei miei film quello che voglio è sempre piuttosto particolare. Non sono il tipo di regista che dà semplicemente a un attore la sceneggiatura e dice “cerca di capirla”. Rispetto ad altri registi, dò agli attori uno spazio molto ristretto in cui lavorare, ma ci sono momenti in cui attori di grande talento riescono ad esprimersi così bene in quello spazio così ristretto che mi sorprende davvero. Questo è il tipo di recitazione che spero sempre di incontrare e con Ha Jung-woo ci sono stati diversi momenti del genere.”

In un’intervista hai commentato che i tuoi film che contenevano humor sono andati bene. E su Mademoiselle che cosa hai da dire?
“Lo humor in questo film deriva dal fatto che i personaggi nascondono la loro vera identità e recitano. Ci sono molte scene in cui nascondono i loro sentimenti e pensano qualcosa didiverso da quello che stanno dicendo. Anche se il pubblico non scoppierà a ridere in sala, penso che gli spettatori potranno godere di questa sorta di humor durante il film.”

Come descriveresti Mademoiselle in poche parole?
“È un film thriller, una storia di truffatori, un dramma con diversi colpi di scena inaspettati e, più di ogni altra cosa, una storia d’amore.”