Magazzino76 apre il nuovo showroom a Nolo: 800 mq di luce e design vintage

Magazzino76 inaugura un nuovo showroom a Nolo, ampliando a 800 mq l’universo del marchio dedicato al design vintage. Nato dall’esperienza di restauro di Federico Bellucci, il progetto mette al centro gli iconici pannelli ad onde di Jean Prouvé, trasformati in architettura interna, e un impianto illuminotecnico curato da Bracciodiferro che valorizza sedie, lampade, tavoli e arredi del Novecento. Il nuovo spazio, estensione organica della galleria storica, conferma Magazzino76 come ecosistema in cui il design viene cercato, restaurato, noleggiato e rimesso in circolo, diventando materia viva per architetti, creativi e appassionati.

Magazzino76 cresce e sceglie di farlo restando fedele a ciò che l’ha sempre definito: passione, curiosità, ricerca. Nel cuore di Nolo, uno dei quartieri oggi più dinamici di Milano, apre un nuovo showroom che amplia e ridefinisce l’universo del brand. Uno spazio pensato come un luogo d’incontro tra memoria e futuro, dove il design vintage non è mai statico ma movimento, dialogo, creatività e – inevitabilmente – un po’ di nostalgia.

Il nuovo indirizzo affianca la galleria storica trasformando Magazzino76 in un sistema organico di circa 800 mq, in cui ogni pezzo continua a essere cercato, selezionato, restaurato e rimesso in circolo con lo stesso sguardo attento che accompagna il percorso del suo fondatore, Federico Bellucci, fin dagli esordi.

Dal tavolo di restauro al nuovo showroom di Nolo

Magazzino76 nuovo showroom Milano

photo by Magazzino76

Prima di essere una galleria, Magazzino76 è la storia di una fascinazione personale. Tutto inizia nelle cantine dei palazzi milanesi, quando Federico, giovanissimo fuochista, si trova circondato da ciò che molti consideravano solo ingombro: mobili dimenticati, lampade accantonate, legni segnati dal tempo. In quegli oggetti, lui vede già altro: possibilità, storie, futuri utilizzi.

Da quella sensibilità nasce l’ingresso in una bottega di restauro, dove impara il mestiere, tocca i materiali, studia le tecniche. Nel 2000 apre il suo laboratorio in via Padova: su quel tavolo passano sedie da curare, comò da salvare, lampade degli anni Sessanta. Ogni pezzo riportato alla vita consolida un’idea chiara: rispettare gli oggetti, chi li ha progettati e chi tornerà ad amarli.

Non è un caso che Federico tenga sempre con sé una frase di Dino Gavina, diventata una sorta di bussola professionale e umana:

“I vostri figli e i vostri nipoti vi ricorderanno e vi giudicheranno anche dai mobili ereditati.”

In queste parole si ritrova il valore sentimentale e culturale del design che passa di mano in mano, attraversando generazioni. Nel 2015 il laboratorio evolve in Magazzino76: non solo un deposito di pezzi vintage, ma una galleria costruita su competenze tecniche, selezione accurata e un allenamento costante dello sguardo.

Oggi la collezione – che conta quasi mille lampade e centinaia di sedie, poltrone, tavoli, arredi iconici, pezzi unici e oggetti da collezione dal primo al tardo Novecento – è diventata riferimento per architetti, interior designer, stylist, scenografi, collezionisti e brand di moda. Alla galleria si affianca anche una presenza televisiva discreta e spontanea, attraverso cui Federico porta al grande pubblico il suo modo di leggere gli oggetti e le loro biografie.

Il nuovo showroom: un luogo che “muove la luce”

Magazzino76 nuovo showroom Milano

photo by Magazzino76

L’apertura del nuovo showroom è il passo successivo di questo percorso. Non un cambio di direzione, ma un ampliamento naturale. Il nuovo spazio, nel quartiere di Nolo, è pensato come un ambiente in cui il design vintage non viene esposto in modo museale, ma è messo in relazione con chi entra: un luogo attraversabile, in cui la disposizione degli arredi suggerisce modi di vivere, non solo di guardare.

Qui trovano una nuova casa gli iconici pannelli ad onde di Jean Prouvé, elementi rari e carichi di memoria che Federico ha recuperato anni fa. Oggi diventano il fulcro concettuale del progetto: non solo fondale, ma vera e propria architettura interna.

Le onde di Jean Prouvé come architettura e scenografia

Magazzino76 nuovo showroom Milano

photo by Magazzino76

Le onde di Prouvé non sono semplici quinte: disegnano un paesaggio. Modulate nello spazio, dividono e uniscono, accompagnando il visitatore in un percorso fluido, fatto di scorci e attraversamenti. Tra una sequenza e l’altra trovano posto:

  • una sedia degli anni Cinquanta,
  • una lampada scandinava,
  • una poltrona italiana del dopoguerra,
  • tavoli dalle superfici vissute,
  • librerie che raccontano epoche e funzioni diverse,
  • oggetti quotidiani capaci ancora di sorprendere.

L’impressione è quella di entrare in un interno in costante trasformazione, dove ogni elemento sembra collocato con naturalezza, come se avesse trovato il proprio posto definitivo dopo lunghi spostamenti. Il nuovo showroom diventa così un dispositivo narrativo: il visitatore non osserva soltanto, ma si muove dentro un racconto fatto di materiali, proporzioni, patine, volumi.

La luce secondo Bracciodiferro

Magazzino76 nuovo showroom Milano

photo by Magazzino76

A orchestrare questo paesaggio di oggetti interviene il progetto illuminotecnico curato da Bracciodiferro, laboratorio sperimentale noto per un approccio alla luce tanto rigoroso quanto poetico. La luce non è solo strumento funzionale, ma parte della scrittura dello spazio: valorizza le superfici consumate dei tavoli; mette in risalto le curve di una poltrona; sottolinea i dettagli di una lampada sospesa; costruisce zone più intime e zone di passaggio.

In questo modo il nuovo showroom diventa un luogo che muove la luce: le lampade esposte non sono solo pezzi da acquistare o noleggiare, ma protagoniste attive di un’architettura luminosa che cambia con le scelte curatoriali.

Il nuovo spazio non sostituisce la sede storica di Magazzino76, ma la completa. I due indirizzi dialogano tra loro come parti di un unico organismo, per un totale di 800 mq sempre in trasformazione, dove ogni giorno arrivano nuovi pezzi selezionati con lo stesso criterio: qualità, autenticità, interesse progettuale.

Tra catalogo, ricerca, noleggi e restauri, Magazzino76 continua a funzionare come un piccolo ecosistema dove il design non è mai un semplice prodotto. Ogni arredo viene studiato, ripensato, collocato in nuovi contesti, costruendo legami tra la storia degli oggetti e quella delle persone che li scelgono.

Magazzino76 nuovo showroom Milano

photo by Magazzino76

Per architetti e interior designer, lo showroom rappresenta un archivio aperto in cui trovare:

  • pezzi iconici per progetti residenziali e hospitality;
  • lampade rare per definire atmosfere luminose;
  • sedute e tavoli per allestimenti temporanei o permanenti;
  • oggetti da usare in shooting editoriali e campagne moda.

Per chi visita da appassionato, è un luogo in cui la luce – quella delle lampade, dei racconti e delle idee – continua a spostarsi da un oggetto all’altro, suggerendo accostamenti, dialoghi e nuove possibilità d’uso.

Magazzino76 rimane così ciò che è sempre stato nella visione del suo fondatore: uno spazio in cui il passato non è mai fermo, ma diventa materiale per costruire interni contemporanei ricchi di memoria.

Magazzino76
Via Merano 18, Milano

credit image by Press Office – photo by Magazzino76

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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