Mantù autunno inverno 2026: rigore sartoriale, fluidità e materia come gesto contemporaneo
La collezione Mantù autunno inverno 2026 racconta una femminilità misurata: un’eleganza che si percepisce prima ancora di dichiararsi. Il cuore è nei tessuti, scelti per costruire un dialogo continuo tra rigore e movimento, tra superficie e profondità. Tweed tridimensionale e fresco di lana definiscono la parte architettonica del guardaroba; viscosa fluida e crêpe de Chine alleggeriscono la silhouette con un passo naturale. I dettagli, dal ricamo Cornely alla stampa tie-dye su basi volutamente stropicciate, trasformano la collezione in un esercizio di tattilità contemporanea, dove colore e texture fanno la differenza.
Mantù imposta la stagione come una ricerca di equilibrio: le linee restano essenziali, ma non asciutte; pulite, ma non piatte. L’idea di femminilità è controllata e consapevole, affidata al taglio e alla qualità della superficie: la moda non “parla”, semmai incide. È una presenza silenziosa che si costruisce per stratificazione di materiali, piccoli contrasti e proporzioni calibrate.
Tessuti protagonisti: tweed 3D, viscosa fluida e cotone effetto velvet
La ricerca tessile è il motore della collezione. Il tweed tridimensionale dà corpo a cappotti e capi sartoriali, restituendo solidità contemporanea senza irrigidire la figura. La viscosa fluida introduce invece un movimento naturale, quasi un controcampo morbido rispetto alla costruzione. Il fresco di lana lavora sull’equilibrio: mantiene la precisione del taglio, ma alleggerisce la sensazione al corpo. E poi c’è il colpo di scena tattile: un cotone speciale effetto velvet, profondo e soffice, capace di assorbire la luce e rimandarla in modo opaco e sofisticato.
Ricami Cornely e tie-dye stropicciato
Il faille tecnico, compatto e moderno, si impreziosisce con ricami floreali Cornely realizzati a mano: un decoro sottile, ma vibrante, che vive di rilievi e micro-ombre. Accanto, la stampa di stagione gioca su un tie-dye sfumato applicato su basi volutamente stropicciate: l’irregolarità diventa scelta estetica, un effetto “vissuto” che dà profondità e dinamismo visivo senza scadere nel casual.
Colori: senape, militare, viola e amaranto
La palette alterna una base neutra e disciplinata a innesti cromatici densi. Il giallo senape illumina con calore, mai urlato; il verde militare introduce una nota urbana e contemporanea; viola e rosso amaranto scavano la profondità, costruendo contrasti eleganti e mai eccessivi. È un colore che non decora: struttura l’atmosfera.
Silhouette: architettura sartoriale, drappeggi morbidi e dettagli maschili
Le forme si muovono tra costruzione e fluidità, con un guardaroba che alterna capi strutturati e gesti più morbidi. Gli abiti mescolano jersey e tecnici, bouclé e crêpe de Chine, fino a un tweed alleggerito da inserti di fodera: il risultato è una silhouette definita ma non rigida. Giacche e cappotti mettono in scena l’eccellenza modellistica del brand: linee nette, proporzioni misurate, precisione sartoriale che non ha bisogno di eccessi. Le gonne aggiungono complessità grazie a plissé e chiusure di ispirazione maschile, dettagli presi dal tailoring uomo che qui diventano equilibrio sottile tra rigore e movimento.
Volumi strutturati e drappeggi morbidi convivono nello stesso racconto, così come superfici compatte e tessuti fluidi. È una proposta che invita a rallentare e toccare, perché è lì, nella materia e nelle sue variazioni , che si compone l’eleganza contemporanea di Mantù: discreta, precisa, profondamente sensoriale.
credit image by Press Office – photo by Mantù











