Marni Eyewear primavera estate 2026: geometrie oversize e dettagli scolpiti
La collezione Marni Eyewear primavera estate 2026 propone occhiali che non inseguono le stagioni, ma costruiscono classici riconoscibili per la loro eccentricità controllata. Tra i modelli chiave, Eluvi con montatura oversize pentagonale e una nuova “M” ricavata dal taglio dell’acetato sul logo a zig-zag, capace di interrompere la linea dell’asta. Ziruna porta lenti Zeiss oversize montate con tecnica a stratificazione, ponte flat top e terminali spessi, con riferimenti al design italiano anni ’70 e al cinema. La linea vista prosegue con Zunari e Nezia, tra volumi ampi e branding discreto.
Marni non costruisce l’eyewear inseguendo le stagioni: preferisce lavorare su occhiali che restano riconoscibili perché non addomesticano la loro eccentricità. Nella collezione primavera estate 2026, questa attitudine prende la forma di un racconto misurato ma deciso, dove il “classico” non viene cancellato: viene spostato di lato, decontestualizzato, ripreso e poi riassemblato con un senso dell’ironia che non diventa mai caricatura.
Il risultato è una proposta che parla di carattere più che di regole. Una bellezza che emerge dall’inatteso, dall’incontro tra familiare e nuovo, tra linee note e dettagli che cambiano l’equilibrio complessivo. Marni traduce questo approccio in montature ampie, proporzioni generose e un lavoro puntuale su aste, ponti e loghi, trasformati in segni grafici capaci di incidere la silhouette con naturalezza.
Una collezione che preferisce la nuance al clamore
La primavera estate 2026 è una dichiarazione di stile costruita su tre parole chiave: forma, dettaglio, immaginazione. Non è un esercizio di stravaganza fine a se stessa: l’idea è che l’originalità nasca da micro-scarti, da interventi “piccoli” ma continui, disseminati lungo gli occhiali. È una logica coerente con la cultura visiva di Marni: l’inaspettato non arriva in un unico gesto, ma in una somma di interventi che cambiano la percezione finale.
In questa collezione, l’occhiale diventa un accessorio con una funzione narrativa: non completa soltanto un look, lo orienta. Le montature restano portabili nella quotidianità, ma non cercano di sparire. Al contrario, chiedono una presa di posizione: indossarle significa accettare una presenza visibile, anche quando il linguaggio resta essenziale.
Eluvi: pentagono oversize e un logo che diventa segno
Tra i modelli che guidano la collezione, Eluvi punta su una geometria netta: una montatura oversize con bordo pentagonale, pensata per rendere la “stranezza” un tratto fiero, quasi una corona. La scelta della forma è già un messaggio: il pentagono rompe la comfort zone del rotondo e del rettangolo, senza trasformarsi in costume. È un profilo grafico, leggibile, che lascia spazio al volto ma lo incornicia con decisione.
La novità più interessante, però, è nel lavoro sul marchio. In Eluvi, il taglio dell’acetato sul logo a zig-zag viene rielaborato fino a comporre una “M” riconoscibile, una firma per Marni che interrompe la linearità dell’asta. Il segno non è un semplice dettaglio applicato: entra nella costruzione stessa del profilo laterale, cambiando la dinamica della linea. L’effetto è simile a un’onda che spezza una traiettoria dritta, rivelando la presenza di creatività proprio dove, spesso, lo sguardo passa veloce.
Ziruna: lenti Zeiss e un immaginario anni ’70
Se Eluvi lavora sulla geometria e sul segno, Ziruna è il modello in cui audacia e manifattura dialogano con maggiore intensità. La montatura ospita lenti Zeiss oversize, un elemento dichiarato che orienta l’esperienza d’uso: campo visivo ampio e presenza estetica immediata. Le lenti vengono montate attraverso una tecnica di stratificazione, che crea profondità e richiama un’idea di costruzione “a livelli”, quasi architettonica.
La struttura si riconosce anche per un ponte superiore piatto, mentre le aste terminano con finali spessi che accelerano il gesto visivo “dietro l’orecchio”. Ziruna sembra sospeso tra le epoche: prende ispirazione dai grandi classici del design italiano degli anni Settanta e da certi personaggi del cinema, ma li porta in un altrove immaginario dove la regola principale è la giocosa libertà.
La linea vista: costruire e togliere per arrivare all’essenziale
La componente optical segue il design del mondo sole: riparte da forme tradizionali, le “costruisce” e poi le alleggerisce, togliendo e aggiungendo fino a ottenere un risultato personale e riconoscibile. In questa parte di collezione ritornano alcune scelte chiave già viste nei modelli da sole: proporzioni ampliate, volumi importanti, e soprattutto la nuova M che attraversa l’asta con un taglio grafico calibrato.
Oltre a Eluvi, anche Zunari e Nezia incorporano questa firma laterale, utilizzandola come elemento di rottura controllata: un gesto che interrompe la continuità e rende la montatura immediatamente identificabile senza ricorrere a loghi invadenti.
credit image by Press Office – photo by Marni













