Max Mara Pre-Fall 2026 “Transatlantic”: il Modernismo sale a bordo

Transatlantic è la rotta immaginaria della Pre-Fall 2026 di Max Mara: un omaggio al Modernismo e all’epoca del jazz, con Dorothy Parker e Nancy Cunard come riferimenti di stile e carattere. Il tema marinaro incontra un lavoro d’archivio: una giacca sartoriale del 1989 con plissé sul davanti ispira capi dove il motivo plissé torna su blusa in seta con fiocco e spolverino. In collezione anche stampe a schizzi floreali e pois dal gusto naïve, e un abito di satin che riassume l’idea di eleganza come gesto.

La collezione Max Mara Pre-Fall 2026 si muove lungo una rotta immaginaria che attraversa oceani, salotti e guardaroba, con un titolo che è già un’indicazione di metodo: Transatlantic. Nell’epoca del jazz, la traversata in nave non era soltanto un viaggio, ma una parentesi di conversazione, osservazione e scambio di idee. Max Mara raccoglie quell’atmosfera e la traduce in una collezione a tema marinaro, leggera e fresca come una brezza d’oceano, costruita su una sensibilità modernista che il brand riconosce come parte della propria storia.

Un viaggio nell’epoca del jazz

Nel racconto di Transatlantic, la nave da crociera è un microcosmo. Durante il jazz, attraversare l’Atlantico significava trovarsi in un luogo sospeso, dove il tempo si dilata e le persone cambiano ritmo: si parla, si osserva, si sperimentano nuove idee. In quell’ambiente, i grandi nomi del Modernismo si incontrano, intrecciando visioni e abitudini.

Max Mara richiama quell’orizzonte con una collezione che suggerisce movimento e aria aperta, e che sceglie il tema marinaro come chiave per tenere insieme tradizione e attualità. Il risultato è un guardaroba che sembra pronto a passare dall’ufficio a un’occasione serale, dalla quotidianità a un contesto più speciale, mantenendo coerenza.

Dorothy Parker e Nancy Cunard: stile come dichiarazione

Fra le figure evocate, Dorothy Parker e Nancy Cunard emergono come presenze centrali. Sono due donne di spicco dei circoli d’avanguardia: intelligenti, schiette, note per uno stile di vita anticonvenzionale e per opinioni nette. Ma soprattutto, entrambe conoscevano il potere della moda.

Dorothy Parker, con il suo umorismo tagliente, arriva a condensare l’idea in una domanda fulminante: “Quale uomo può renderti felice come un bell’abito di satin?” È una frase che suona come una provocazione e, insieme, come un promemoria: l’abito può cambiare l’umore, sostenere una postura, aprire una scena.

Nancy Cunard, invece, affida ai gioielli una funzione che va oltre l’ornamento: per lei non sono un capriccio, ma una posizione politica. La moda, in questa prospettiva, smette di essere “superficie” e diventa gesto, scelta, intenzione. Transatlantic rende omaggio allo stile deciso di entrambe e costruisce una collezione che non separa pensiero e vestire.

Modernismo, navi e l’archivio Max Mara del 1989

Le navi da crociera, nel racconto, sono anche simbolo: venivano celebrate come espressione dell’estetica modernista. Non stupisce, allora, che il Modernismo sia un tema che torna nella storia di Max Mara. La collezione Pre-Fall 2026 lo dichiara apertamente attraverso un lavoro d’archivio: riaffiora una giacca sartoriale del 1989 con un motivo plissettato deciso sul davanti.

Quel capo non resta un reperto: diventa una matrice. Abbinato a pantaloni slouchy a vita bassa che si affusolano alla caviglia, conserva ancora oggi una calzata equilibrata, capace di reggere il confronto con il presente. Lineare e fluida allo stesso tempo, quella giacca suggerisce una direzione: costruzioni pulite, dettagli grafici, proporzioni pensate.

È qui che Transatlantic mostra una delle sue qualità più interessanti: usare l’archivio non come nostalgia, ma come strumento per progettare.

Il plissé come firma: bluse, spolverini e linee allungate

Da quell’idea nasce una famiglia di capi in cui il plissé è protagonista. Il motivo non è un semplice abbellimento: dà struttura, crea ritmo, guida lo sguardo. In particolare, la collezione sviluppa:

  • una blusa in seta con fiocco al collo, dove il plissé porta verticalità e leggerezza;
  • uno spolverino, che riprende il tema e lo rende più legato al movimento.

Le forme fluide richiamano silhouette allungate e suggeriscono una femminilità composta, ma mai rigida. È una fluidità controllata, che si adatta a contesti diversi e mantiene sempre un’aria precisa: nulla è casuale, eppure tutto sembra naturale.

Stampe: floreale naïve e pois come accenti

Accanto alla costruzione, la collezione apre una finestra sulle stampe. Max Mara introduce schizzi floreali e pois realizzati con una ricercatezza naïve, cioè studiata per apparire semplice, quasi immediata, senza perdere cura.

Il senso di queste stampe sta nel contrasto: dialogano con la pulizia modernista e portano un’energia più leggera. Non invadono, ma punteggiano; non urlano, ma suggeriscono. In un guardaroba che lavora su taglio e proporzione, questi elementi diventano un modo per cambiare registro senza cambiare identità.

Nel racconto, il satin torna come simbolo. La collezione include un abito di satin così elegante da poter “risollevare lo spirito persino di Dorothy Parker”.  Transatlantic, in questo senso, non propone una femminilità teatrale. Propone un’eleganza che si regge su dettagli e proporzioni: un modo di vestire che può essere leggero e deciso insieme, come le donne a cui la collezione rende omaggio.

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credit image by Press Office – photo by Max Mara

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Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

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