Monster: La storia di Ed Gein, l’incubo americano su Netflix
Dal 3 ottobre 2025 su Netflix arriva Monster: La storia di Ed Gein, terzo capitolo della serie antologica di Ryan Murphy e Ian Brennan. Charlie Hunnam interpreta il famigerato serial killer del Wisconsin, la cui follia ha ridefinito il concetto stesso di incubo americano. Tra isolamento, ossessione per la madre e una casa degli orrori che ha terrorizzato l’immaginario collettivo, la serie ricostruisce come Gein sia diventato un simbolo del male, ispirando figure leggendarie del cinema horror da Psyco a Non aprite quella porta.
Un nuovo mostro per la serie di Ryan Murphy, il trailer
Dopo i casi Dahmer e Menendez, la serie antologica Monster si addentra in un territorio ancora più oscuro con la figura di Ed Gein. Ambientata nel Wisconsin degli anni ’50, la stagione racconta la storia di un uomo apparentemente comune che nascondeva dietro la facciata della vita rurale una realtà terrificante.
Murphy e Brennan scelgono di indagare non solo i crimini, ma anche l’ambiente sociale e familiare che ha plasmato Gein. Il risultato è un ritratto disturbante che mostra come la follia non sia un fulmine a ciel sereno, bensì il frutto di un lento accumularsi di solitudine, ossessione e violenza.
Charlie Hunnam, volto di un incubo
A incarnare Ed Gein è Charlie Hunnam, che con un’interpretazione intensa e glaciale trasforma l’assassino in una presenza inquietante e quasi spettrale. Il suo Eddie appare come un uomo mite, gentile nei modi, ma sempre sul punto di rivelare la brutalità nascosta dietro il sorriso.
Accanto a lui troviamo Tom Hollander, Laurie Metcalf e Suzanna Son, nel cast brillano anche Vicky Krieps, Olivia Williams e Lesley Manville. Ognuno contribuisce a tessere la rete di relazioni che, in modi diversi, hanno alimentato la spirale di follia di Gein.
Una regia che scava nella paura
Gli episodi diretti da Ian Brennan e Max Winkler alternano momenti di apparente normalità a improvvise incursioni nell’orrore. Non si punta sul compiacimento visivo, ma su un’atmosfera di costante disagio, in cui anche una semplice inquadratura di una fattoria o di una cucina diventa carica di minaccia.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Brennan, si muove sul filo tra cronaca e mito, restituendo la vicenda di Gein come una leggenda nera che continua a infestare l’immaginario contemporaneo.
L’eredità culturale di Ed Gein
La serie non si limita a raccontare i crimini, ma mostra come Ed Gein abbia dato vita a un archetipo: il mostro domestico, nascosto dietro l’apparenza di una vita comune. Dal Norman Bates di Psyco al Leatherface di Non aprite quella porta, fino a Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti, l’impronta di Gein attraversa decenni di cinema horror.
Murphy e Brennan sottolineano come l’eredità di Gein sia duplice: da un lato la cronaca nera che ha scioccato l’America degli anni ’50, dall’altro la trasformazione in simbolo culturale, capace di incarnare paure collettive ancora attuali..
La stagione vede Ryan Murphy e Ian Brennan anche in veste di produttori esecutivi, affiancati da Max Winkler, Eric Kovtun e Charlie Hunnam stesso.
La regia di Max Winkler e Ian Brennan lavora sui contrasti: il paesaggio rurale, apparentemente sereno, diventa teatro di atrocità indicibili. Questa scelta rende ancora più efficace il senso di disagio che percorre gli episodi. La scrittura evita la trappola del voyeurismo, scegliendo di concentrarsi più sull’atmosfera che sui dettagli macabri. È un horror psicologico che punta a insinuarsi nella mente dello spettatore, più che a scioccarlo con immagini cruente.
Pur con qualche passaggio che indulge nella lentezza, la serie riesce a restituire la complessità del mito di Gein: un uomo qualunque trasformatosi in un mostro per effetto di un contesto familiare e sociale deformante. Ed è proprio questa ambiguità – vittima o carnefice, prodotto dell’ambiente o agente del male – a rendere la visione inquietante e potente.
credit image by Press Office – photo Courtesy Of Netflix © 2025











