Montblanc, 100 anni di pelletteria: New York scrive il futuro

In breve
• Montblanc ha festeggiato cento anni di pelletteria con un evento immersivo al Crane Club durante la New York Fashion Week.
• La Writing Traveler, trasformata in un’installazione fuori scala, racconta l’incontro fra scrittura, viaggio e organizzazione personale.
• Alexandra Daddario, Jamie Campbell Bower, Rupert Friend, Seo Kangjun, Kerem Bürsin e Alfonso Herrera hanno partecipato alla serata animata da Honey Dijon.

Montblanc celebra un secolo di pelletteria durante la New York Fashion Week. Al Crane Club, la Writing Traveler, le personalizzazioni e gli ospiti internazionali raccontano cento anni di lusso funzionale, cultura della scrittura e artigianalità.

Nel 1926 una penna iniziava a lasciare la scrivania per accompagnare viaggiatori, professionisti e creativi. Serviva un oggetto capace di proteggerla durante gli spostamenti: da questa esigenza concreta nacquero i primi articoli di pelletteria Montblanc. Cento anni dopo, quel gesto apparentemente semplice continua a definire una visione del lusso costruita intorno alla funzione, al movimento e alla possibilità di lasciare un segno.

Montblanc celebra il centenario della pelletteria alla New York Fashion Week

Montblanc ha scelto la New York Fashion Week per celebrare i cento anni della propria pelletteria, trasformando il Crane Club in un’estensione immersiva del suo universo creativo. L’architettura Art Déco della location ha accolto installazioni, personalizzazioni, musica e momenti dedicati alla scrittura a mano.

La serata ha costruito un dialogo fra memoria e contemporaneità. Il 1926 rappresenta il punto di partenza, mentre New York offre il ritmo adatto a raccontare oggetti pensati per una vita in movimento. Il risultato è un evento che appartiene alla moda e, nello stesso tempo, alla cultura del progetto.

Montblanc utilizza infatti la pelletteria come spazio d’incontro fra competenze differenti. La costruzione di una borsa dialoga con la precisione di uno strumento da scrittura; lo scomparto interno risponde a una necessità pratica; la superficie in pelle porta con sé una qualità tattile destinata a cambiare attraverso l’uso.

La storia della pelletteria Montblanc comincia nel 1926

Le radici del centenario risalgono a un periodo di trasformazioni profonde nella mobilità internazionale. Gli strumenti da scrittura, fino ad allora legati soprattutto alla dimensione della scrivania, iniziavano ad accompagnare persone impegnate in viaggi più frequenti.

Montblanc introdusse i primi astucci in pelle per proteggere le penne durante gli spostamenti. Funzione e artigianalità entrarono così nello stesso oggetto. L’astuccio custodiva uno strumento prezioso e rendeva possibile portarlo con sé in sicurezza.

Questo principio continua a orientare il design della Maison. Borse, portadocumenti, piccoli accessori e soluzioni da viaggio vengono progettati come compagni della quotidianità. Ogni elemento nasce dalla relazione fra ciò che deve contenere, il gesto necessario per utilizzarlo e la persona che lo porterà.

La storia della pelletteria Montblanc è quindi strettamente connessa alla cultura della scrittura. La pelle protegge le idee prima ancora degli oggetti: custodisce una penna, un taccuino, un documento oppure gli strumenti attraverso i quali prende forma un progetto.

La Writing Traveler trasforma la valigetta in una scrivania portatile

Ad accogliere gli ospiti del Crane Club è stata un’installazione oversize dedicata alla Writing Traveler. Il modello si ispira ai tradizionali cabinet of curiosities e unisce la dimensione intima della scrivania alla costruzione di una valigetta da viaggio.

La Writing Traveler è organizzata attraverso scomparti destinati agli strumenti creativi e agli oggetti personali. Può contenere penne, taccuino, piccoli articoli in pelle e un orologio. Una volta aperta, si trasforma in uno spazio di lavoro portatile.

La sua forza risiede nel passaggio dalla custodia all’ambiente. L’oggetto trasporta ciò che serve e, nello stesso tempo, ricrea il rituale della scrittura ovunque venga aperto. Il viaggio conserva così una dimensione ordinata e personale.

La Writing Traveler era già stata protagonista dell’universo visivo raccontato in Montblanc Let’s Write con Wes Anderson. Nel cortometraggio, ambientato in una biblioteca sospesa sopra le nuvole, la borsa diventava parte di un racconto dedicato all’immaginazione e al potere delle parole.

Marco Tomasetta lega pelletteria e cultura della scrittura

Dal suo arrivo nel 2021, il direttore artistico Marco Tomasetta ha rafforzato il rapporto fra gli archivi Montblanc, il design contemporaneo e il mondo della scrittura. La pelle viene trattata come una superficie capace di dare forma alle idee della Maison, passando dagli accessori all’abbigliamento.

La ricerca di Tomasetta si concentra su proporzioni, organizzazione interna, dettagli costruttivi e gesti d’uso. Questa impostazione era emersa chiaramente durante la sfilata Montblanc Let’s Write a Milano, dove le giacche in pelle e la Writing Traveler traducevano la cultura della scrittura in un guardaroba da indossare. Il centenario newyorkese prosegue lo stesso discorso, spostando l’attenzione sulla relazione fra archivio, personalizzazione e quotidianità.

Durante la serata, gli ospiti hanno potuto personalizzare una selezione di piccoli articoli di pelletteria presso il Montblanc Desk, progettato da Marco Tomasetta. Il tavolo ha trasformato il gesto artigianale in un momento visibile e condiviso.

Accanto al Montblanc Desk, una postazione dedicata alle cartoline invitava gli ospiti a fermarsi, scrivere un pensiero e inviarlo. L’astuccio per la penna del 1926 nasceva per permettere alla scrittura di viaggiare; la cartolina spedita da New York riprende lo stesso percorso in una forma contemporanea.

Il Crane Club trasforma l’Art Déco in scenografia fashion

Lo stile Art Déco del Crane Club ha offerto alla serata una cornice geometrica e sofisticata. Legni scuri, superfici lucide e proporzioni monumentali hanno dialogato con installazioni oversize e colori intensi, creando un’atmosfera immersiva. L’Art Déco appartiene inoltre allo stesso periodo storico nel quale nasce la pelletteria Montblanc. Il richiamo agli anni Venti stabilisce una relazione visiva con il 1926, evitando la ricostruzione nostalgica.

All’evento hanno partecipato Paul Anthony Kelly, Jamie Campbell Bower e Alexandra Daddario, insieme agli ambasciatori Montblanc Rupert Friend, Seo Kangjun, Kerem Bürsin e Alfonso Herrera.

La colonna sonora è stata affidata a Honey Dijon, artista e DJ vincitrice di un Grammy Award. La sua selezione musicale ha accompagnato l’esperienza multisensoriale, portando nel Crane Club l’energia della nightlife newyorkese.

« ‹ di 33 › »

credit image by Press Office – photo by Montblanc

About Author /

Da oltre 18 anni lavora nel mondo dei media e della comunicazione e si occupa di creare contenuti per il web e i social media. Dalla formazione in Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma, approda nel mondo digital dove ha collaborato con molti network editoriali italiani. Iscritta all'Albo dei Giornalisti nell'elenco Pubblicisti. Nel 2019 ha fondato il magazine digitale GlobeStyles. Dal 2019 è anche responsabile Lifestyle di Quotidiano Motori.

Start typing and press Enter to search