Mulish autunno inverno 2026 2027 a Pitti Uomo: la sartorialità incontra l’outerwear
Mulish presenta a Pitti Uomo 109 la collezione autunno inverno 2026 2027 con un evento a Firenze. Il racconto unisce sartoria e outerwear in una visione urbana: la Field Jacket diventa un capo centrale grazie a costruzioni sartoriali, volumi misurati e materiali tecnici. Tornano anche doppiopetto e overshirt ibride ispirate alla sahariana, pensate per passare dal formale al quotidiano.
La collezione Mulish autunno inverno 2026 2027 arriva a Pitti Uomo con un’idea chiara: portare la sartorialità fuori dai confini tradizionali, facendola dialogare con l’outerwear e con le esigenze reali della città. Il risultato è un racconto coerente, dove la costruzione della giacca resta un riferimento, ma si applica a capi pensati per accompagnare l’uomo contemporaneo tra lavoro, spostamenti e tempo libero.
L’impianto narrativo della stagione parla a un pubblico maschile che chiede capi riconoscibili, ma non rigidi: una moda da indossare con naturalezza, senza rinunciare al carattere.
Mulish costruisce il proprio percorso partendo da una matrice italiana precisa: la cultura sartoriale napoletana, fatta di mano, proporzione e attenzione ai particolari. Oggi il brand racconta una crescita che guarda oltre i confini nazionali, mantenendo però un legame evidente con le origini.
“Sartoria + outerwear”: il cuore della collezione autunno inverno 2026 2027
Il punto di partenza della collezione autunno inverno 2026 2027 è un guardaroba maschile che non separa più i linguaggi. La sartoria non resta confinata all’abito, e l’outerwear non è solo funzionale: i due universi si contaminano con misura.
Mulish costruisce la collezione come un insieme dinamico, dove linee essenziali e dettagli accurati convivono con materiali selezionati per offrire comfort e protezione. È un modo di intendere l’eleganza come qualcosa che si muove: non una posa, ma una postura quotidiana.
La Field Jacket come capo-manifesto
Al centro della proposta c’è una protagonista dichiarata: la Field Jacket. Mulish la tratta come un’icona da rileggere, trasformandola attraverso costruzioni più sartoriali, volumi calibrati e materiali tecnici pensati per la vita urbana.
Il risultato è una giacca che conserva l’attitudine funzionale del modello originale, ma cambia tono: resta essenziale, però guadagna profondità nei particolari. Tasche, finiture e impostazione del capo sono pensate per un uso reale: dall’ufficio al viaggio, dal quotidiano alle occasioni in cui serve un capospalla che “tenga” il look senza irrigidirlo.
Doppiopetto e overshirt: classicismo consapevole, utility misurata
Accanto alla Field Jacket, la collezione riporta in primo piano il doppiopetto, trattato come simbolo di eleganza consapevole. Non come uniforma, ma come scelta di stile con un peso preciso nel guardaroba: capace di definire la figura senza risultare distante.
Al tempo stesso entrano in gioco le overshirt ibride, con richiami alla sahariana, che uniscono praticità e costruzione. La loro forza sta nella versatilità: possono funzionare come outerwear leggero o inserirsi in un look più formale, senza stacchi bruschi tra “giacca” e “capospalla”.
Palette profonda e attenzione al dettaglio
L’autunno inverno 2026 2027 lavora su una gamma cromatica intensa e coerente, accompagnata da materiali ricercati e da una cura continua dei particolari. Mulish parla esplicitamente di un presente in cui il vestire torna a essere un gesto identitario: scegliere bene, riconoscersi, dare valore alla qualità.
In questa logica, la collezione costruisce un’immagine maschile che non ha bisogno di effetti speciali: la forza è nella precisione complessiva, nella portabilità, nella resa del capo una volta indossato.
credit image by Press Office – photo by Mulish











