Arte condivisa e nuove radici: nasce il murale “L’Albero della Vita”
Nel cortile del CAS di via Fantoli, a Milano, nasce “L’Albero della Vita”, un murale corale ideato da Pongo 3D insieme ai giovani richiedenti asilo ospiti della struttura. L’iniziativa, promossa da Fondazione Progetto Arca, si traduce in un’opera che celebra la condivisione e il potenziale trasformativo dell’arte. Il progetto è il risultato di un percorso creativo partecipato, che diventa anche veicolo di ascolto, inclusione e riconoscimento.
Nel cuore di Milano, precisamente nel cortile del CAS di via Fantoli, una parete si è trasformata in un racconto visivo dal forte impatto emotivo. L’opera, intitolata “L’Albero della Vita”, è frutto di un’esperienza partecipativa che ha visto protagonisti i giovani richiedenti asilo accolti da Fondazione Progetto Arca, guidati dalla visione e dalla sensibilità dello street artist Pongo 3D. Più che una semplice decorazione murale, si tratta di una testimonianza collettiva in grado di rappresentare sogni, desideri e storie personali attraverso l’arte.
Un progetto artistico che parte dal dialogo
L’iniziativa ha preso forma grazie a settimane di lavoro condiviso, durante le quali l’artista e i ragazzi provenienti da Paesi come Bangladesh, Pakistan ed Egitto hanno elaborato insieme il concept visivo. Il risultato è un’opera dai toni vivaci e simbolici, che richiama il ciclo della vita, la crescita e l’apertura verso il domani. La metafora dell’albero, con le sue radici ben salde e i rami tesi verso il cielo, riflette perfettamente le storie di questi giovani, sospese tra passato e futuro.
L’arte come spazio di espressione e rinascita
Come ha raccontato Pongo 3D: “Insieme agli ospiti del centro abbiamo dato forma a un albero della vita pieno di colori, radici profonde e rami protesi verso il futuro. Ogni pennellata di colore racconta il desiderio di rinascita, di bellezza, di meraviglia. Questo murale è un simbolo concreto di come, anche nei momenti più difficili, la vita possa darti nuove prospettive”.
Paola Prada, CEO di Street Art In Store, sottolinea come questo progetto dimostri che l’arte urbana può diventare strumento di accoglienza, ascolto e trasformazione sociale, in un’ottica di reale partecipazione: “Il bello di questo lavoro è che ti sorprende sempre. Con Progetto Arca abbiamo scoperto che l’arte può farsi strumento di ascolto, condivisione, accoglienza e rinascita, al fianco di chi dona aiuto, sempre. È un’opera che celebra la forza della ripartenza, che parla di un futuro possibile e che porta in dono la visione di un cambiamento”.
La visione di Progetto Arca
Attiva da oltre trent’anni, Fondazione Progetto Arca si dedica a sostenere chi si trova in condizioni di marginalità. Con oltre 435mila persone raggiunte, più di 108mila accolte e quasi 24 milioni di pasti distribuiti, la fondazione opera su più fronti per accompagnare ogni individuo in percorsi personalizzati di reinserimento. I progetti artistici, come “L’Albero della Vita”, rappresentano un ulteriore strumento per stimolare autostima, consapevolezza e senso di appartenenza.
L’arte che restituisce dignità
Grazie a questo progetto, i giovani coinvolti hanno potuto lasciare un’impronta concreta in un luogo che li ospita temporaneamente, ma che ora racconta anche qualcosa di loro. Il murale, oltre a valorizzare l’estetica dell’ambiente urbano, restituisce dignità a chi spesso vive ai margini, offrendo un’occasione reale per raccontarsi attraverso la bellezza. Le immagini dipinte sulla parete diventano così messaggeri silenziosi di speranze condivise e possibilità da costruire.
credit image by Press Office – photo by Daniele Lazzaretto














