Venezia 2025 si apre con La Grazia di Paolo Sorrentino
La Mostra del Cinema di Venezia 2025 si apre con La Grazia, nuovo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Anna Ferzetti. Ambientato tra potere e dilemmi morali, racconta la storia di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alle prese con due richieste di grazia che si intrecciano alla sua vita privata. Con fotografia di Daria D’Antonio, montaggio di Cristiano Travaglioli e costumi di Carlo Poggioli, il film esplora amore, dubbio, paternità e responsabilità.
Paolo Sorrentino e la cerimonia d’apertura di Venezia 2025
L’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia inaugura con un nome che porta con sé prestigio e aspettative: Paolo Sorrentino. Il regista napoletano, già premio Oscar con La grande bellezza, torna al Lido con La Grazia, presentato in anteprima mondiale oggi nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.
Il direttore Alberto Barbera ha sottolineato come questo ritorno sia un evento speciale: Sorrentino esordì proprio a Venezia nel 2001 con L’uomo in più e da allora ha consolidato un rapporto intenso con il festival, culminato nel 2021 con È stata la mano di Dio, premiato con il Leone d’Argento e accolto con entusiasmo dalla critica internazionale.
Ad aprire la serata sarà l’attrice Emanuela Fanelli, madrina di questa edizione, che accompagnerà il pubblico nella cerimonia inaugurale.
La storia di un Presidente tra politica e vita privata
La Grazia porta sullo schermo la figura di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica inventato ma estremamente verosimile, interpretato da Toni Servillo. Vedovo, cattolico, con una figlia giurista, Mariano si trova a fine mandato e affronta giornate apparentemente tranquille. Tuttavia, due richieste di grazia arrivano a sconvolgere la sua routine, trasformandosi in dilemmi morali che si intrecciano alla sua vita privata.
Il film scava nel profondo del rapporto tra politica e responsabilità personale, mostrando un uomo che, dietro la veste istituzionale, resta fragile e mosso dai dubbi. Le decisioni che è chiamato a prendere non sono semplici atti formali: diventano un viaggio interiore che riflette il peso delle scelte pubbliche e le risonanze intime.
Il film secondo Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino definisce La Grazia un film d’amore, ma anche un’opera sul dubbio, sulla paternità e sulla responsabilità. L’amore è motore di ogni gesto di Mariano: l’affetto per la moglie scomparsa, il legame con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), la vicinanza al figlio e il senso di appartenenza verso il Paese.
Il dubbio, spesso demonizzato nella politica contemporanea, diventa per il regista uno strumento di crescita e di apertura, capace di contrapporsi alla rigidità di certezze ostinate e distruttive.
La responsabilità, invece, è il cuore pulsante del racconto: quella di un uomo che rappresenta una nazione ma anche quella più intima, legata alla famiglia e alla capacità di ascoltare le nuove generazioni. Infine, la paternità viene descritta come una dote che unisce guida e capacità di mettersi in discussione, un tratto che Paolo Sorrentino vede indispensabile in chi esercita il potere.
Un cast corale di volti intensi
Al centro del film brilla Toni Servillo, che torna a collaborare con Sorrentino in un ruolo di grande spessore. Accanto a lui Anna Ferzetti nel ruolo di Dorotea, Orlando Cinque come il Colonnello Massimo Labaro, Massimo Venturiello nei panni di Ugo Romani e Milvia Marigliano come Coco Valori.
Il cast comprende inoltre Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Valeria Cafiero, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Vasco Mirandola, Cristiano Arpa, Linda Messerklinger, Isa Rocca e Rufin Doh Zeyenouin. Una galleria di interpreti che contribuisce a rendere il film un affresco corale, in cui i personaggi diventano tasselli di una riflessione collettiva sul potere, la famiglia e i dilemmi della coscienza.
La squadra tecnica dietro la macchina da presa
Come in ogni opera di Sorrentino, la dimensione visiva e formale riveste un ruolo decisivo. La fotografia è affidata a Daria D’Antonio, che collabora da anni con il regista e che qui modella luci e atmosfere per esaltare il contrasto tra pubblico e privato.
Il montaggio è di Cristiano Travaglioli, capace di dare ritmo e respiro a un racconto che alterna intimità e momenti di tensione. La scenografia di Ludovica Ferrario costruisce ambienti che rispecchiano l’autorità delle istituzioni e la fragilità della vita domestica, mentre i costumi firmati da Carlo Poggioli definiscono la sobrietà e il rigore dei personaggi.
La Grazia è una produzione Fremantle, realizzata da The Apartment in associazione con Numero 10 e PiperFilm. È prodotto da Annamaria Morelli e Paolo Sorrentino, con Andrea Scrosati per Fremantle e Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm. Il film sarà distribuito in Italia da PiperFilm.
Perché La Grazia è un film da non perdere
Con La Grazia, Paolo Sorrentino dimostra ancora una volta la sua capacità di coniugare intimità e grande cinema. La storia di un Presidente inventato ma incredibilmente realistico diventa una riflessione potente sul presente politico e umano.
Il film è una meditazione sull’amore come forza motrice, sul dubbio come strumento di libertà e sulla paternità come dimensione politica e personale.
Vale la pena vederlo perché ci invita a riflettere su temi universali: il potere, la famiglia, la responsabilità e la capacità di ascoltare gli altri. È il tipo di film che resta nella mente e nel cuore, molto oltre i titoli di coda.
credit image by Press Office – photo by Andrea Pirrello















