Pasqua 2026 firmata Mignon: la pastiera e le colombe artigianali
La Pasqua 2026, per Mignon – Eccellenze napoletane, inizia con un profumo preciso: grano cotto lentamente, ricotta, agrumi e fiori d’arancio. La pastiera napoletana Mignon arriva a Milano, Torino e Roma, insieme alle colombe artigianali in tre varianti: classica, con albicocca Pellecchiella del Vesuvio e ai 3 cioccolati.
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A Napoli la pastiera non è un dessert qualsiasi: è una preparazione che parla di tempo, di attesa, di giorni contati prima della festa. Il proverbio lo dice senza metafore: “a pastiera è bona quanno riposa”. Mignon porta questa idea fuori dalla Campania, puntando su una lavorazione paziente e su ingredienti di qualità. La base nasce dal grano, messo a bagno e poi cotto lentamente con latte, zucchero, scorza di limone e vaniglia fino a ottenere una crema morbida e aromatica. Il riposo serve a far sedimentare i profumi e a rendere l’insieme più compatto, pronto ad accogliere il ripieno.
La ricetta di Mignon tra ricotta dei Monti Lattari, canditi di famiglia e neroli
Il cuore della Pastiera Mignon lavora su una triade semplice e delicata: cremosità, grana del grano, profumo agrumato. Nel ripieno entrano ricotta freschissima dei Monti Lattari, uova, canditi artigianali del laboratorio di famiglia e soprattutto l’elemento che definisce la riconoscibilità: la preziosa essenza di neroli, distillata dai fiori di arancio amaro. È quella nota aerea, quasi luminosa, che lega la pastiera alla primavera.
Il tutto si chiude in una frolla friabile, con le classiche strisce intrecciate. E qui il racconto si allarga: una delle leggende più note collega la pastiera alla sirena Partenope e ai doni ricevuti dalla città: farina, ricotta, uova, grano, acqua di fiori d’arancio, spezie e zucchero, trasformati in un unico dolce simbolo.
Le colombe artigianali Mignon 2026
Accanto alla pastiera, Mignon completa il rito pasquale con la colomba artigianale, costruita su lievito madre curato quotidianamente e una lavorazione che punta su sofficità e profumo, più che su eccessi decorativi. Le varianti 2026 sono tre e hanno identità distinte:
- Colomba Classica: canditi d’arancia e glassa croccante alle mandorle.
- Colomba Pellecchiella: con albicocca Pellecchiella del Vesuvio, varietà autoctona apprezzata per intensità e finezza aromatica.
- Colomba ai 3 Cioccolati: una versione pensata per chi cerca struttura più golosa e persistenza.
Abbinamenti: cosa bere con i dolci pasquali
La regola è una: con dolci ricchi di profumi e zuccheri, il beverage deve fare due cose insieme. Da un lato ripulire (acidità, bollicina, tannino leggero), dall’altro accordarsi (agrumi, vaniglia, mandorla, cacao) senza coprire la trama.
Con la pastiera napoletana
- Metodo Classico Brut: la bollicina asciutta alleggerisce ricotta e grano e lascia spazio a neroli e limone.
- Moscato secco o aromatico non troppo dolce: funziona se vuoi spingere sul registro floreale senza saturare lo zucchero.
- Tè freddo agli agrumi poco zuccherato (analcolico): ottimo per chi cerca freschezza e pulizia, con un finale agrumato coerente.
Con la colomba classica
- Spumante Extra Dry: più morbido del Brut, accompagna la mandorla e la glassa senza risultare pesante.
- Vino passito leggero (in calice piccolo): ideale se vuoi un abbinamento più “da fine pasto”, mantenendo equilibrio sulla frutta candita.
- Cold brew coffee (analcolico): la nota tostata regge la glassa e dà contrasto alla dolcezza.
Con la colomba Pellecchiella
- Rosé metodo classico: sostiene il frutto con acidità e una linea elegante, senza coprire la delicatezza dell’albicocca.
- Spritz “soft” all’albicocca (low alcol): se vuoi una lettura più contemporanea, lavorando su frutto e freschezza.
- Kombucha agli agrumi (analcolico): viva, acidula, perfetta per dare slancio al morso.
Con la colomba ai 3 cioccolati
- Port-style o vino liquoroso: il cacao vuole struttura e una dolcezza “scura”, non piatta.
- Espresso Martini: ottimo se riduci lo zucchero e lasci che caffè e cacao facciano il lavoro.
- Latte freddo alla vaniglia (analcolico): funziona con il cioccolato se la vaniglia resta misurata.
credit image by Press Office – photo by Mignon














