Piero Lissoni Alpi mostra: La Tavola degli Elementi

Cinque mobili disegnati da Piero Lissoni per Alpi sono protagonisti della mostra La Tavola degli Elementi. Scoprite tutto su Globe Styles

Piero Lissoni Alpi mostra – Cinque mobili disegnati da Piero Lissoni per Alpi sono protagonisti della mostra “La Tavola degli Elementi” organizzata dall’azienda, in esposizione dal 30 ottobre 2019 all’interno dello showroom in via Solferino 7, Milano. Un racconto sulla bellezza e le potenzialità delle superfici lignee ALPI attraverso la visione personale dell’architetto.

Nata dalla stretta collaborazione ed intesa creativa di Vittorio Alpi con Piero Lissoni, Art Director dell’azienda, la mostra trae ispirazione dalla Tavola Periodica degli Elementi di Mendeleev, la scoperta geniale della reciproca relazione di tutti gli elementi chimici. Il progetto mette in luce due percezioni diverse, connotate entrambe da una forte attrazione verso quello che è uno dei pilastri dell’umana conoscenza.

Piero Lissoni, affascinato dall’esistenza di un preciso sistema combinatorio di elementi primari dietro ad ogni forma e materia, dà vita ad una rappresentazione astratta di questo linguaggio matematico perfetto. Una misteriosa organizzazione superiore che determina con precisione la bellezza e la complessità del mondo.

“Qualcosa che induce la creatività a fondersi con la seduzione di una estrema ratio” dichiara Piero Lissoni. Ne risulta un vero e proprio gioco di finiture, volumi e relazioni tra pieno e vuoto che riprende la varietà offerta dalla tavola periodica di Mendeleev.

Vittorio Alpi ha immaginato queste forme disegnate da Lissoni come una figurazione dell’esplosione tridimensionale della Tavola e di quell’aura arcana ed enigmatica che questo strumento suscita in noi. “Sfogliando un’enciclopedia, m’imbattei nella Tavola Periodica degli Elementi: superato l’impulso di girare subito la pagina, mi soffermai sulla bellezza di questa costruzione fatta di quadratini, colori, sigle e numeri. E i nomi degli elementi, come Tellurio, Cripto o Tecnezio, evocavano misteri cosmici. La Tavola rimase a lungo un oggetto insondabile, che emanava un’attrazione difficile da descrivere” ha raccontato Vittorio Alpi.

La collezione di oggetti pensati da Lissoni è interamente rivestita di legno ALPI: Xeno, Palladio, Idrogeno, Cripto e Zirconio sono piccole architetture. Cinque volumi di dimensioni e forme diverse che sembrano essere ordinate secondo una formula compositiva di moduli-elementi chimici. Attraverso queste forme l’architetto esalta la meravigliosa assolutezza della Tavola degli Elementi, svelando la fiaba cosmica che essa ispira.

“Quando ho cominciato a pensare a questi oggetti, per associazione di immagini ho visualizzato sistemi combinatori: alfabeti, numeri, e poi la tavola periodica degli elementi che incontrai per la prima volta a scuola, e che questi mescola mostrandoci che la materia, sotto l’apparenza volubile della forma, è un gioco perfetto. Mi piaceva l’idea di disegnare questo gioco. Il suo modo imprevedibile e spiazzante di manifestarsi: proporzioni, misure, volumi, relazione fra pieni e vuoti, colori, pattern. Qualcosa che induce la creatività a fondersi con la seduzione di una estrema ratio.

Lo stupore che genera la visione di un cristallo dipende dall’improvvisa consapevolezza indotta nell’osservatore delle leggi matematiche che governano la materia, concetto che nella nostra cultura ha una storia lunga e tormentata, finito spesso ai piani bassi della considerazione umana. Un cristallo è la materializzazione della simmetria, dell’ordine, della regolarità, della bellezza. Insomma, dell’intelligenza vertiginosa, e il più delle volte nascosta, che abita nelle cose. 150 anni fa, nel 1869, il chimico russo Mendeelev squadernò tale intelligenza nell’esattezza di un sistema scritto e disegnato: la tavola periodica, appunto. La rete di relazioni che lega gli elementi che compongono ogni forma di vita organica e inorganica sulla Terra era fissata in modo talmente esatto da prevedere con precisione elementi non ancora scoperti. Caselle vuote spalancate sul pensiero dentro le cose.

“L’aver percepito un’organizzazione generale, un principio di ordine superiore che univa e metteva in relazione tutti gli elementi aveva qualcosa di miracoloso e geniale” scrive il neurologo Oliver Sacks a proposito di Mendeleev nel romanzo Zio Tungsteno, in cui racconta la propria passione per la chimica. Ma geniale è anche il modo in cui Sacks racconta la scoperta di questa classificazione, da ragazzino, nel 1945, al Museo della Scienza di South Kensington.

Qui una parete offriva la visione simultanea della tavola, mostrando, alloggiato in apposite teche di legno, un campione per ogni elemento. Un insieme abbacinante di colori, sfumature, forme, texture, consistenze, stati, iridescenze, lucentezze, trasparenze, capace di restituire in un lampo l’infinita varietà del mondo. Più che una vertigine della razionalità, una vertigine estetica: “In quella mia prima, sensuale panoramica”, scrive, “percepii la tavola come un sontuoso banchetto, un enorme desco apparecchiato con un’ottantina di portate diverse.” Di questo banchetto Vittorio Alpi ha ipotizzato che i miei oggetti fossero immaginari intermezzi, esercizi di una cristallografia ispirata a un nuovo elemento, il misterioso Lissonio” spiega Piero Lissoni.

Arrivata alla terza edizione, la mostra autunnale è diventata per ALPI un appuntamento fisso con il mondo del design. Un percorso di ricerca iniziato nel 2017 con la mostra “Re-Connection” che vedeva protagonisti Ettore Sottsass e Martino Gamper e che ha avuto seguito nel 2018 con i “Tre Primitivi” di Alessandro Mendini.