Tra pintxos e cocktail: la notte basca di Milano ha un nuovo indirizzo

Nel quartiere NoCe a Milano, Pintxo Bistró by Albufera apre come indirizzo dedicato ai Paesi Baschi, con un’idea chiara: condivisione, ritmo, carattere. La cucina firma tapas e piatti che uniscono tradizione e riletture contemporanee, tra kokotxas al pil pil, huevo “alla Arzak”, calamari al nero con miso e zenzero e un “sanduiche” di gambero in chiave asiatica. Accanto, una carta vini centrata sulla Spagna, birre spagnole, sangria rossa e bianca, più una mixology con signature cocktail, gin tonic e mocktail. Spazio essenziale e accogliente, dehors con la primavera e un calendario di serate tematiche e degustazioni guidate per entrare nel lessico gastronomico iberico con più profondità.

C’è un modo di raccontare la Spagna che non passa dai luoghi comuni: parte dalla materia prima, dalla tecnica, e da quel senso di convivialità che nei Paesi Baschi è quasi una grammatica sociale. Pintxo Bistró by Albufera nasce così: come un indirizzo milanese che sceglie un’identità gastronomica nitida, concentrata sul Nord della Spagna, e la porta in città con un taglio attuale.

Il ristorante è in via Losanna 36, area NoCe (Nord Cenisio), quartiere che negli ultimi anni si è fatto più vivo e curioso. Qui il progetto firmato dallo chef Mateus Ávila Lobo Coelho e da Alice Paglia mette al centro una cucina pensata per il tavolo, per la conversazione, per il ritorno del “passa e assaggia” in versione bistrò.

Tapas e piatti: tecnica basca, gusto contemporaneo

La promessa non è l’effetto speciale, ma l’equilibrio: intensità, precisione, personalità. È una cucina “curatoriale”, dove le ricette tradizionali convivono con contaminazioni che hanno senso perché restano fedeli alla logica del piatto.

Tra i piatti che definiscono lo stile della casa spiccano le kokotxas (lingua di merluzzo) in salsa verde con tecnica pil pil, dove il gesto (la pentola che si muove) diventa parte della consistenza: è lì che il collagene del pesce lega la salsa e costruisce quella densità “pulita” che fa venire voglia di scarpetta.

C’è poi l’huevo de Arzak, una rilettura che gioca su consistenze e stratificazioni: l’uovo poché, la spuma di patate, cipolla confit, piquillo, Idiazabal e una base croccante che dà ritmo al morso. E ancora i calamares al nero di seppia con miso e zenzero, dove la cottura lenta punta su una morbidezza quasi “burrosa”, senza perdere profondità.

Più laterale, ma perfetto per capire la direzione del locale, il sanduiche de langostino: nasce dai bocadillos spagnoli, però si sposta verso l’Asia con pane fritto al sesamo, gamberi e una maionese al lime e pepe. È uno di quei piatti che ti dicono chiaramente che qui la tradizione è un punto di partenza.

Per chi vuole leggere la cucina con più profondità, c’è anche la possibilità di chiedere un menu degustazione: piatti fuori carta che diventano una traccia guidata della filosofia del bistrò, pensata per far emergere le sfumature oltre i “grandi classici”.

Vini spagnoli, sangria e mixology

La carta dei vini lavora su etichette spagnole selezionate per accompagnare e alleggerire la tavola; a lato, birre spagnole e una sangria sia rossa sia bianca, pensata tanto per l’aperitivo quanto per la cena. A completare il quadro, una mixology con signature cocktail, un ventaglio di gin tonic e una proposta di mocktail costruita con la stessa cura.

Lo spazio: essenziale, vivo e con dehors

L’identità passa anche dall’ambiente: arredi moderni, mise en place essenziale, atmosfera informale ma dinamica, progettata per far stare bene e far parlare. Con la primavera arriva anche il dehors, che amplia lo spazio e cambia il passo delle serate. Infine non mancano serate tematiche e degustazioni guidate, per raccontare ingredienti-icona, origini e interpretazioni.

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Pintxo Bistró by Albufera
Via Losanna, 36 – Milano 
Da martedì a sabato: 18:00 – 1:00 

credit image by Press Office – photo by Pintxo Bistró

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Matilda Brera è specializzata nel settore del design e del lifestyle, con una passione innata per l'arte e l'innovazione. Fin da giovane ha dimostrato un interesse vivido per l'estetica e la creatività, che ha coltivato attraverso gli studi e l'esperienza pratica. Matilda è anche un'appassionata sostenitrice dell'ecosostenibilità nel design, promuovendo progetti e idee che integrano l'estetica con la responsabilità ambientale.

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