Possible Love: Lee Chang-dong filma il lato ambiguo dell’empatia

In breve
• Possible Love racconta l’incontro fra una famiglia operaia segnata da un licenziamento e una coppia benestante interessata a trasformarne la storia in un documentario.
• Lee Chang-dong osserva amore, desiderio e disuguaglianza senza assegnare immediatamente ai personaggi il ruolo di vittime o colpevoli.
• Il film arriva al cinema il 23 ottobre 2026 e sarà disponibile su Netflix dal 6 novembre 2026.

Possible Love è il ritorno al cinema di Lee Chang-dong dopo otto anni. Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Cho Yeo-jeong e Zo In-sung interpretano due coppie divise dalla classe sociale, avvicinate da un documentario e costrette a interrogarsi sul confine fra amore, amicizia e sfruttamento.

Mi-ok vive con il marito Ho-seok e il figlio Cheol dopo che una vertenza operaia conclusa con violenza ha cambiato per sempre la loro famiglia. L’incontro con la documentarista Ye-ji e con il ricco marito Sang-woo apre una relazione ambigua, nella quale solidarietà, curiosità, attrazione e privilegio diventano difficili da separare.

Raccontare la sofferenza di un’altra persona significa offrirle una voce oppure impossessarsi della sua storia? Possible Love costruisce il proprio conflitto intorno a questa domanda, senza trasformarla in una dichiarazione programmatica. Lee Chang-dong lascia che emerga durante pranzi, interviste, vacanze e conversazioni apparentemente cordiali, mentre la distanza fra due coppie diventa sempre più evidente.

Da una parte ci sono Mi-ok e Ho-seok, appartenenti a una classe operaia ferita da licenziamenti, repressione e precarietà. Dall’altra Ye-ji e Sang-woo, circondati da benessere economico, libertà di movimento e possibilità creative. Il documentario che dovrebbe avvicinarli diventa lo spazio nel quale le loro differenze si rendono visibili.

Lee Chang-dong torna al cinema dopo otto anni

Possible Love segna il ritorno di Lee Chang-dong al lungometraggio dopo Burning, presentato nel 2018. L’assenza non ha modificato la qualità fondamentale del suo cinema: la capacità di osservare la vita individuale mentre viene attraversata da forze sociali, economiche e morali più grandi.

Da Green Fish a Peppermint Candy, da Oasis a Secret Sunshine e Poetry, il regista sudcoreano ha costruito personaggi che raramente possono essere compresi attraverso una sola azione. Il loro comportamento nasce da desideri, frustrazioni e contraddizioni che il cinema lascia convivere, rinunciando alle spiegazioni immediate.

Due coppie rappresentano due possibilità di vita

Mi-ok, interpretata da Jeon Do-yeon, lavora in una fabbrica di mascherine e tenta di mantenere unito il nucleo familiare. Il marito Ho-seok, affidato a Sul Kyung-gu, ha perso il lavoro dopo una ristrutturazione aziendale e porta ancora le conseguenze di uno sciopero represso con violenza.

Ho-seok beve, si chiude nel silenzio e fatica a riconoscere un posto per sé dentro la famiglia e la società. Mi-ok continua invece a lavorare, organizzare e cercare una possibilità concreta di futuro. La sua energia non elimina l’ansia: la contiene e le permette di andare avanti.

Al funerale di un ex collega di Ho-seok, i due incontrano Ye-ji e Sang-woo. Lei è una documentarista interessata a raccontare le condizioni dei lavoratori licenziati; lui è un gestore di fondi cresciuto in una famiglia ricca. La loro casa, i ristoranti frequentati e la villa con spiaggia privata introducono Mi-ok e Ho-seok in una realtà apparentemente accessibile, ma mai davvero condivisa.

Il documentario trasforma l’amicizia in una relazione di potere

Ye-ji comprende rapidamente che Mi-ok e Ho-seok potrebbero diventare il centro del suo film. Si avvicina alla coppia, organizza incontri e porta la macchina da presa dentro la loro quotidianità.

Mi-ok intravede nella registrazione una forma di riconoscimento. Parlare può aiutarla a dare un ordine a ciò che la famiglia ha attraversato e a rivendicare il diritto di raccontare la propria esperienza. Ho-seok percepisce invece il rischio di essere osservato attraverso categorie già definite: il lavoratore licenziato, il marito sconfitto, l’uomo incapace di riprendersi.

La differenza fra le due reazioni costituisce uno dei passaggi più forti del film. La visibilità può restituire dignità, ma può anche fissare una persona dentro il momento peggiore della sua vita. Essere ascoltati non coincide necessariamente con il controllo sulla propria rappresentazione.

Ye-ji vuole amare le persone che filma

Cho Yeo-jeong interpreta Ye-ji come una donna intelligente, colta e sinceramente interessata all’ingiustizia sociale. Il film evita di trasformarla in una caricatura della regista privilegiata che utilizza il dolore altrui per costruire la propria carriera.

La sua volontà di creare un’amicizia con Mi-ok può essere autentica. Rimane però inseparabile dal progetto cinematografico. Ogni confidenza possiede un possibile valore narrativo, ogni incontro può generare una scena e ogni silenzio può diventare materiale da montare.

Ye-ji desidera comprendere le persone che riprende e sembra convinta che la vicinanza emotiva possa rendere il documentario più giusto. Lee Chang-dong introduce un dubbio più radicale: l’affetto è sufficiente a compensare la differenza di potere fra chi filma e chi viene filmato?

Il personaggio funziona proprio perché le sue intenzioni non vengono smentite in modo netto. Ye-ji può provare empatia e, nello stesso momento, esercitare una forma di appropriazione. Le due condizioni non si escludono.

Mi-ok scopre che essere vista può diventare pericoloso

Mi-ok è attratta dall’attenzione ricevuta da Ye-ji. Per una donna abituata a sostenere economicamente ed emotivamente la famiglia, essere ascoltata rappresenta una possibilità rara. L’amicizia le permette di uscire dal perimetro della fabbrica, della casa e della crisi del marito.

La macchina da presa produce inizialmente un effetto quasi terapeutico. Mi-ok può raccontare la propria versione dei fatti, nominare la fatica e riconoscere il peso delle responsabilità accumulate. Questa apertura introduce però nuovi desideri.

Il confronto con la vita di Ye-ji non genera soltanto invidia sociale. Mostra a Mi-ok possibilità che fino a quel momento erano rimaste astratte: viaggiare, scegliere, concedersi piacere, essere osservata come individuo e non soltanto come moglie, madre o lavoratrice.

Jeon Do-yeon rende questo cambiamento attraverso variazioni minime. Mi-ok può apparire pratica e immediata, poi improvvisamente esitante davanti a una nuova percezione di sé. Il personaggio non cerca una fuga spettacolare: comincia semplicemente a domandarsi quale parte della propria vita le appartenga ancora.

Ho-seok: la sconfitta dentro ogni silenzio

Sul Kyung-gu affida Ho-seok a una recitazione trattenuta. Il personaggio comunica attraverso lo sguardo, la postura e poche frasi, mentre la rabbia emerge in modo irregolare.

La perdita del lavoro ha colpito la sua identità oltre che la stabilità economica. Lo sciopero e la repressione hanno modificato la posizione occupata in fabbrica, nel gruppo degli amici e dentro la famiglia. Ho-seok avverte la propria vulnerabilità, ma tenta ancora di presentarsi come un uomo capace di controllare ciò che accade.

L’arrivo della troupe riapre questa ferita. Raccontare la vertenza significa affrontare l’umiliazione, le responsabilità personali e il modo in cui gli altri lo vedono. La ricchezza di Sang-woo rende il confronto ancora più difficile, perché trasforma ogni gesto di generosità in una possibile misura della distanza fra loro.

Sul Kyung-gu aveva già lavorato con Lee Chang-dong in Peppermint Candy e Oasis. La nuova collaborazione conserva la stessa attenzione per uomini nei quali la sofferenza sociale diventa comportamento privato, senza mai ridurli a una tesi.

Sang-woo rende il privilegio quasi indecifrabile

Zo In-sung interpreta Sang-woo evitando i segnali più prevedibili dell’uomo ricco e dominante. Il personaggio appare disponibile, ospitale e disposto a sostenere la carriera della moglie. La sua cordialità, tuttavia, non permette di comprenderne completamente le intenzioni.

Il privilegio di Sang-woo si manifesta attraverso ciò che non deve chiedere. Può aprire la casa, pagare un viaggio, offrire tempo e accogliere gli altri senza che queste azioni mettano realmente in discussione la sua posizione.

Il film suggerisce inoltre una possibile relazione fra il mondo finanziario al quale appartiene e la vendita dell’azienda che ha distrutto la vita professionale di Ho-seok. Lee non trasforma questo collegamento in un meccanismo da thriller. Lo utilizza per mostrare come decisioni economiche apparentemente astratte possano diventare disoccupazione, vergogna e conflitto familiare.

L’attrazione incerta di Mi-ok verso Sang-woo nasce anche da questa indecifrabilità. L’uomo rappresenta una vita libera dall’angoscia della mancanza, ma resta difficile capire quanto sia consapevole delle conseguenze prodotte dal sistema dal quale trae beneficio.

Il titolo Possible Love

Possible Love evita la tradizione dell’amore impossibile ostacolato dal destino, dalla famiglia o dalla posizione sociale. Lee Chang-dong sposta la domanda: quale forma d’amore rimane possibile dentro relazioni condizionate dal denaro, dal risentimento e dal desiderio?

È possibile che Mi-ok e Ho-seok ritrovino una vicinanza dopo che il trauma del licenziamento ha occupato il loro matrimonio. È possibile che l’interesse di Ye-ji per la coppia si trasformi in un affetto autentico. È possibile persino che persone appartenenti a classi differenti riescano a incontrarsi senza utilizzare le rispettive vite.

Il titolo stesso del film indica una condizione futura e incerta, qualcosa che richiede libertà, responsabilità e la capacità di riconoscere l’altro fuori dalle categorie nelle quali è stato collocato.

Il desiderio riguarda ciò che gli altri possiedono

Il film contiene una dedica alla memoria del decimo capitolo del Dekalog di Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Piesiewicz, legato al comandamento che invita a non desiderare ciò che appartiene agli altri.

Il riferimento permette di osservare i personaggi attraverso il desiderio: Mi-ok desidera la libertà economica di Ye-ji; Ho-seok confronta la propria sconfitta con la sicurezza di Sang-woo; Ye-ji cerca nella vita operaia un’autenticità che il proprio ambiente non sembra offrirle.

Ognuno attribuisce agli altri qualcosa che ritiene assente nella propria esistenza. Questo meccanismo rende instabile l’amicizia e impedisce di stabilire una divisione semplice fra chi sfrutta e chi viene sfruttato.

I flashback contengono alcuni dei momenti più ispirati

Lee Chang-dong utilizza i flashback per mostrare passaggi della vita precedente dei personaggi e le condizioni che li hanno condotti al presente. Le sequenze sul passato contengono desideri, errori e possibilità che il presente ha progressivamente ristretto. Le immagini permettono di osservare la distanza fra ciò che i personaggi immaginavano di diventare e la posizione che occupano adesso.

Proprio per questa forza, la riduzione dei flashback nella seconda parte lascia una sensazione di occasione parzialmente mancata. Un dialogo più persistente fra passato e presente avrebbe potuto approfondire ulteriormente la trasformazione delle due coppie.

La macchina da presa cambia continuamente posizione morale

Il direttore della fotografia Kim Ji-yong distingue inizialmente lo sguardo del film dalle immagini registrate da Ye-ji. Le due tipologie di ripresa possiedono consistenze differenti, permettendo allo spettatore di riconoscere quando osserva i personaggi attraverso il documentario interno.

Con il procedere della storia, il confine diventa meno stabile. Il film e il documentario si avvicinano, si separano e modificano la percezione degli stessi gesti. Lo spettatore deve chiedersi chi stia guardando, con quale intenzione e quale immagine verrà conservata.

Gran parte delle riprese è realizzata con la macchina a mano: questa scelta rafforza il realismo e rende più inquietante l’invasione di Ye-ji. Il dispositivo utilizzato per documentare la vita operaia è simile a quello con cui Lee Chang-dong costruisce il proprio film. La differenza etica dipende dallo sguardo e dal rapporto con le persone riprese.

La recensione di GlobeStyles

Possible Love è un film elegante, amaro e intellettualmente generoso. Lee Chang-dong tratta lo spettatore come un interlocutore capace di riconoscere le ambiguità senza ricevere una soluzione già pronta.

La relazione fra Ye-ji e Mi-ok costituisce il nucleo più originale. La documentarista cerca una storia e incontra una persona; Mi-ok cerca riconoscimento e scopre quanto possa essere doloroso confrontarsi con una vita differente. Fra loro nasce qualcosa che può essere amicizia, collaborazione, appropriazione o tutte queste cose nello stesso momento.

Il film perde parte della propria intensità quando si allontana dai flashback e affida lo sviluppo ad alcune coincidenze funzionali. Ritrova però forza ogni volta che la macchina da presa osserva i quattro protagonisti senza stabilire chi abbia il diritto di raccontare la vita degli altri.

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Possible Love esce nelle sale il 23 ottobre 2026. Il film sarà successivamente disponibile su Netflix dal 6 novembre 2026.

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credit image by Press Office – photo by Joo Jae-bum. Copyright: © 2026 Netflix, Inc.

Andrea Winter

About Author /

Esperto di cinema e serie TV. La sua passione si è consolidata nel corso degli anni grazie a un costante impegno nel seguire da vicino gli sviluppi dell'industria dell'intrattenimento. E' costantemente aggiornato sulle ultime novità del mondo del cinema e delle produzioni televisive.

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